Orgasmi di squadra



Orgia con una sqadra di calcio

Tolto il calcio si potrebbe anche impazzire davanti alla TV. Non esiste altro per i maschi italiani tranne… la fica, specie quella da ficcare al volo dopo una bella vittoria. Una come Dora, tifosa in calore, aprirebbe le cosce a chiunque pur di collezionare orgasmi di squadra come questi…

Piero è l’allenatore di una squadra di calcio. Ha deciso di farlo per passione sportiva ma anche, e soprattutto, per avere mille scuse pur di godersi chiavate extra-coniugali no problem. I patiti di calcio, dopo una vittoria coi fiocchi, sono predisposti a grandi follie per scaricare adrenalina. Il mister voleva godersi l’ennesima follia ma, con l’arrivo imprevisto di sua moglie, non ha potuto far altro che sbirciare le porcate degli altri. Fare il guardone davanti a un festino da lui stesso organizzato.

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“Che jella! Va be’, meglio di niente…”.

Dora, silenziosa e marpiona, a cena non vedeva l’ora di dimostrare a tutti cosa è capace di fare una vera fan per i suoi campioni.

Jessica, la moglie di Piero, è rimasta in disparte per tutto il tempo, a guardare la scena da infoiata repressa e lui, purtroppo, ha dovuto fare lo stesso.

Dora, bendata e sbandata di voglia, è pronta. “Tutti per una…Una per tutti!” annuncia il mister sotto lo sguardo torbido della sua ‘amara’ metà.

Tre mani forti schiaffate sui seni e in mezzo alle cosce la cercano e sciolgono la sua ansia. La rete giusta per sparare un gol cazzutissimo…  Se li sente già tutti in fica e in bocca mentre i loro fiati la circondano di quel calore e odore tipico del branco.

Jessica assiste all’ammucchiata ipnotizzata da quell’esibizione porno in campo e il mister fa il regista infoiato della situazione. “Più decisi… tirate fuori i cazzi…!” consiglia. Per la seconda volta, l’uccello di Piero resta a fatica in gabbia reprimendo il desiderio di schizzare di testa insieme agli altri.

Dora si prepara ad abboccarli. E’ talmente fissata col calcio che ad ogni succhiata si carica ancora di più immaginando gol, rigori, punizioni, ammonizioni. Ogni azione in campo le va a finire direttamente in gola. Le cappelle gonfie e lucide sono fischietti, palloni sparati dentro come cannonate. Che libidine, per lei, sentirsi la rete concorrente! Basta con le fantasie da tifosa sognatrice. Scosta la benda e li vede tutti lì, attorno al suo corpo, un banchetto per tanti adorabili invitati. Un bastone la soffoca. Uno dopo l’altro, gli uccelli affiatati dalla solita intesa di gruppo le svolazzano in bocca mentre qualcun altro le sveglia di brutto la bella topa.

Francesco, l’attaccante, fa una ricca colazione tra le sue cosce insalivando un’ostrica vellutata, fresca. Sa di mare, lo stesso mare di sborra cui è destinata. Vuole mantenere quella benda per viversi ogni ficcata legnosa con l’ansia spaesata di non sapere mai chi la fotte, come, dove, per quanto tempo. Uno sfrega l’asta sulle tette, l’altro continua ad aprire la fica presa a tradimento. Un altro ancora le spinge in bocca una lingua da serpente insidioso.

E’ facile per Jessica, seduta in panchina, immaginare di essere lei quella che stanno saccheggiando sopra e sotto. Quella fantasia resta un segreto che difficilmente confesserà a suo marito.

Insaccata di fianco, Dora diventa la chioccia serva, bravissima a nutrire i suoi pulcini esagitati. La pompano a catena. Il trauma carnale provocato senza sosta da tutti quei predoni la riducono ad una massa passiva, intontita di aggressione. I grugniti del mucchio selvaggio l’avverte: è il delirio che precede l’orgasmo di squadra.  Ivan si stappa in tempo per colpirle il musetto e bagnarlo mischiando il suo getto isterico con quello di altri tre compagni. Una doccia di sperma si scarica sulla bocca, cola tra le tette, nei capelli. Un dito la spinge ad inghiottire, ma bere direttamente dal calice è un’altra cosa.

Dora rischia di perdere il conto. I primi tre sono smunti, altri tre campioni hanno appena rinnovato la maschera di sborra. E gli altri cinque? Eccoli… Ecco altri tre maschi pronti a liquidare l’orgasmo sulla sua faccia deformata da tanta bava maschia. Ne resterebbero altri due. I conti tornano e altre gocce di succo virile si spalmano sulle labbra, schizzano dove capita. Un’overdose di sperma la sbronza più di quanto saprebbe fare una bottiglia di vino. Una miscela di sapori diversi rendono il cocktail ancora più arrapante. Con la lingua cerca nuovo nettare ma c’è poco da cercare…

Li ha messi tutti KO e, tornata lucida, si chiede che fine hanno fatto Piero e sua moglie. Peccato dover rinunciare alla verga del mister…



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