LA STORIA dell’AMANTE (Il bar)



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Essere l’amante di un uomo sposato non è mai stata una mia prerogativa. Eppure una sera, per caso, entrai in un bar; e notando un grande schermo infondo alla sala, potei vedere diversi uomini esultare e dispiacersi. Tra questi, uno solo mi colpì. Alto, moro, corporatura media, ma con delle grandi spalle, che erano risaltate da una maglietta attillata, nera e rossa, da calcio, che distrattamente constatai essere ADIDAS. Lui pure mi notò, sentii quasi immediatamente i suoi occhi addosso. Gli sorrisi e alzai il bicchiere con il drink, quando lo vidi esultare. Da lì a poco, ci trovammo a parlare, del più e del meno. Mi offrì ancora da bere, e si propose per accompagnarmi a casa, data la mia poca sobrietà. Durante il tragitto verso il mio appartamento, lo sorpresi frugare nel portafoglio, e risi all’idea che stesse cercando un preservativo. Ammetto che la voglia era tanta, così non aspettai molto e senza aspettare di scendere dalla macchina lo bacia. Fu un bacio profondo, passionale, indubbiamente poco romantico. Potevo sentire la sua voglia, la foga dei baci e il fiato corto, mi fecero capire che anche lui, così come me, voleva solo ed esclusivamente scopare. Salimmo in casa, e in poco tempo ci ritrovammo per terra. Mi spogliò e mi fece mettere a cagnolino, la posizione “doggy”. Senza molti preliminari mi penetrò ripetutamente. Iniziai immediatamente a sentire piacere; penetrava in una maniera differente da tutti gli uomini che avevo frequentato, spinte regolari, fino in fondo, cadenzate, al contempo titubanti; si faceva desiderare e allo stesso modo, capii che tentava di ritardare il suo orgasmo. Tutto ciò, però, portò solo a miei movimenti, volevo sentirlo più veloce, più rapido, e più deciso, quindi diedi diverse spinte di bacino. Fu in quel momento che iniziai a sentire il mio piacere raggiungere le stelle, e anche lui, dal canto suo, era in procinto di sborrare. Per la prima volta in tutta la mia vita, avevo deciso di assaggiare quel seme, che sempre mi ero rifiutata di ingoiare. Non so, perché o per come, ma lui sembrò capirlo, uscii e mi porse il suo membro davanti alla bocca. Solo in quel momento lo osservai, era di discrete dimensioni, niente di troppo sproporzionato, anche se aveva un diametro notevole. Non ci pensai molto, aprii la bocca e iniziai a praticare un pompino. Prima lentamente, poi man mano più veloce la sua mano si spostò dietro alla testa, finì così per scegliere lui la velocità. Fu il mio primo pompino così spinto, una vera e propria scopata in bocca. Sborrò e ingoiai gran parte del suo seme. Non uscì dalla bocca, ci rimase fin tanto che potei sentire il cazzo dapprima irrigidirsi, e poi rilassarsi fino a ritornare nella sua posizione a riposo. Lo ripulii per bene e ci stendemmo entrambi sul letto, sfiniti.

Poche ore dopo, venne l’alba e lo vidi alzarsi dal letto. Il cazzo in piena erezione, decisi di evitargli una sega solitaria, lo seguii in bagno e ripetemmo, come la sera precedente, il fantastico pompino. Ci ricomponemmo e lo riaccompagnai alla porta. In quel momento, per la prima volta mi stupii.

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<Grazie per la serata, comunque mi chiamo Giacomo> mi disse con un sorriso lungo il viso

<Grazie a te, piacere Marina>

<Ti serviva un lavoro? Questo è il mio numero, io e mia moglie cerchiamo una ragazza che possa seguire nostro figlio per fare i compiti, e che dire? Tu mi sembri più che adatta, presentati all’indirizzo indicato domani mattina… Pompino.. Pardon, provino superato>.

Così dicendo andò via, lasciandomi l’amaro aspro in bocca, ma con la consapevolezza di cosa avrei fatto l’indomani mattina.

TO BE CONTINUED….



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