Carlo e Roberto



Due bei ragazzi gay scopano

Oggi in tribunale,  ritardo pazzesco,  per colpa di quell’imbranata spilungona della giudice. La mia attenzione completa era diretta verso qualcuno nei paraggi. Sotto la toga, i pantaloni ed il pizzetto, in me palpitava una voglia di cappella. Amavo prenderlo in bocca all’uomo che riusciva ad entrare nei miei desideri .Cause su cause, lunghe letture di sentenze ed i miei pensieri ormai pornografici verso Roberto, pompavano il mio uccello a tal punto che dovevo affrettarmi a coprirmi con la giacca per evitare che qualcuno si accorgesse del “pacco ” in evidenza.  Purtroppo era più forte di me, non riuscivo a trattenermi. Roberto è un uomo robusto, sul 1,80 cm di altezza, moro con una di quelle facce da schiaffi. La sua voce era fluente ed impostata, ogni parola letta, uscita da quella bocca carnosa, era per me un soprassalto nell’ano. Mentre in aula si discuteva la difesa, io immaginavo di essere sbattuto a dovere da Roberto, proprio lì magari, nel tribunale, sul tavolo del giudizio…Nelle settimane a seguire, tra confidenze riservatissime, scoprii che Roberto il “pubblico ministero”, in realtà, si concedesse a pagamento e in assoluta riservatezza. Si concedeva sia a uomini che a donne. Roberto, sposatissimo con tre prole, amava incrementare il salario, concedendosi  in prestazioni extra…Tutto era iniziato qualche anno  prima, quando, accompagnato da amici carissimi, aveva fatto accesso alla villa privata degli scambisti su in collina. Da lì , frequentandola aveva scoperto di essere molto richiesto sia dagli uomini che dalle donne, fino a farla diventare una vera e propria seconda attività di guadagno. Nessuno avrebbe mai scoperto la sua vera identità, visto che il volto sarebbe sempre stato coperto dalla maschera.<Situazione ambigua , pensavo, dovevo riuscire a trovare il modo di arrivare a lui. Era venerdì  13 , attraverso le informazioni di un fidatissimo amico, ero riuscito a conoscere la parola d’ordine per accedere alla villa in questione. Mi sposto prima in centro, per recarmi in uno di quei negozi a noleggio per abiti da cerimonia. Prendo in affitto uno smoking bianco con il papillion nero. Volevo stupire, dove saranno sicuramente tutti svestiti di nero, io sfoggiavo il mio completo insolito. Ore 0.45, mi trovavo all’ingresso principale della villa hot ; Tre guardie del corpo mi chiedono la parola d’ordine <“Splash”>sussurro al tipo. Si apre il grande cancello, per richiudersi immediatamente alle mie spalle, lasciandomi da solo davanti ad una porta viola. Suono al campanello, ed un cameriere anch’esso mascherato arriva ad aprire. Prende con se  il mio cappotto, invitandomi ad entrare. Scelgo un tunnel stretto sulla destra, come prima cosa da esplorare. Un tunnel lungo, fatto di porte, l’una poco distante dall’altra. Ne  scelgo una e bussando chiedo permesso, ma non arriva nessuna risposta; Riprovo bussando un’altra porta e questa volta sento quasi un coro che m’invita ad entrare. .Apro ed entro, luci soffuse, una decina di uomini nudi in erezione, intenti a masturbarsi,  mentre osservano una donna formosa, sdraiata nuda sul letto, che a sua volta,  si masturbava  con un vibratore. Dopo aver osservato la scena, torno sui miei passi e vado fuori da quella stanza. Lascio il tunnel, ed entro in un grande salotto dove sono tutti a svolgere i loro porci comodi. Nudi o seminude, succinte o in trasparenza; Scalzi, tacchi o piedi nudi nelle scarpe, lingue furiose, fighe inzuppate, pompini, inculate ed orgie sparse un pò di quà e un pò di là. Gabriele , il mio fidatissimo amico , mi aveva inoltre confidato, che Roberto, frequentasse le salette zona bar, e che l’avrei potuto riconoscere da grossi gemelli a forma di aquila che fisso , mostrava orgoglioso sul polsino.  Non m’interessava perdere tempo lì dentro, con altri uomini, anche se devo dire che ne avevo visti alcuni niente male, ma era Roberto che volevo a tutti i costi.  Dopo aver lasciato anche il grande salone, mi ritrovo davanti ad una porta tutta rossa, la apro e mi appare un’altro splendido salone con bar, tutto in rosso con tende blu. Musica, drink, sesso più contenuto con situazioni di relax. Cercavo di capire dove si trovasse Roberto, ma l’impresa non era molto facile, anzi era più difficile di quello che avessi immaginato. Dopo aver bevuto qualche Prosecco, aver girato per più di un’ora tra le poltroncine rosse, avevo quasi perso la speranza di trovare Roberto. Mentre ero in sosta appoggiato alla parete, vedo aprire una di quelle tende blu,  un braccio, il cui polso sfoderava, stupendi gemelli a forma d’aquila…<Eccolo>, urlo a me stesso. Lo seguo, e non appena si ferma, lo blocco con una scusa. Dopo alcune paroline, andiamo subito al sodo; Con la mano,  mi fa cenno di seguirlo dietro le tende blu, si spoglia completamente, un fisico aitante e muscoloso al punto giusto; Il cazzo almeno 24 cm viene subito rapito dalla mia bocca. Lo prendo tutto, oltre la gola, sentendo Roberto gemere come un porco. Cerca di trattenersi per non eiaculare, mi ordina <girati> e lo spinge tutto nel culo. Un’inculata così non mi era mai capitata..Novanta chili che spingevano un bastone di ventiquattro centimetri nel mio culo. Entrava ed usciva a forti ripetizioni, per annaffiare alla fine, la mia schiena di caldo liquido. <Padrone, sarò il tuo schiavo!>, sotto voce gli sussurro…. Ogni venerdì ormai, mi reco  nella villa privata, per diventare lo schiavo di Roberto, chissà se  qualche volta  ha pensato a chi potessi essere o  invece l’ha capito benissimo e fa  finta di niente?  A volte,  penso di fargli uno scherzetto…. <indossare  in tribunale,  in una di queste mattine magari,   proprio  gli stessi gemelli che lui indossa  durante le seratine>…. Penserà ad una coincidenza?

Blog: I Racconti Erotici, Racconto: Carlo e Roberto

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