Vorrei vederti scopare con un altro



“Vorrei vederi scopare con un altro”, le parole mi vennero fuori di botto, senza neanche rendermene conto.
“Scusa? Cos’hai detto?”, mi rispose mia moglie.
La frittata oramai era fatta, dalle allusioni si era passati ai fatti, era uscito quello che mi tenevo dentro da tempo, stavamo chattando di sesso, di quello che ci sarebbe piaciuto fare, cosa avremmo potuto fare la sera a casa da soli, si scherzava ed i toni era diventati caldi facendomi perdere un attimo il filo e tirandomi fuori il mio segreto più intimo.

“Ma stai scherzando vero? E’ un gioco?”, mi chiese Manuela.
“No, confesso, è un sogno che mi porto dentro da tanto, sai le volte che è capitato di farlo con dei voyeurs? Anche se è stato per caso fu molto eccitante, ed io, anche se non te lo dissi, pensavo che avessero partecipato sarebbe stato perfetto”, risposi.
“Ma non mi ami più? Vorresti vedermi a letto con un altro?”, disse interdetta mia moglie.
“No, anzi, è il contrario, ti amo immensamente, proprio per questo sono due cose separate, mi sentirei tradito se tu lo facessi di nascosto, ma fatto così sarebbe un gioco di sesso, particolarmente eccitante direi”, risposi.
“Ma quindi sei serio?”, ancora Manuela non si convinceva
“Assolutamente sì, sarebbe un’esperienza fantastica, ne sono sicuro!”, affermai.
“E tu?”, chiese Manuela.
“Potrei guardare o partecipare, non so”, risposi in tono dubitativo.
“Ne parliamo poi stasera a casa”, troncò Manuela.

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La sera facemmo l’amore in maniera particolarmente focosa, eccitati dai discorsi della giornata, poi eravamo abbracciati a letto quando Manuela riprese il discorso, “Ma stamattina scherzavi quindi?”.
“No, davvero, mi piacerebbe vederti scopare con un altro, te lo confesso, in fondo cosa c’è di male? Si tratta di sesso e gioco”, conclusi.
“E secondo te con chi dovrei farlo? Tanto per cominciare, in via ipotetica”, interloquì mia moglie.
“Ma mi dici sempre che c’è uno in palestra che ti gira attorno, che ti fa la corte, non potrebbe essere un candidato?”, suggerii.
“Ma chi? Marco? Sì, è vero, ma non è detto che poi voglia davvero, men che meno che gli vada bene che tu stia lì a guardarci, sempre nel caso che…”, rispose Manuela.
“Beh, io potrei accontentarmi di guardare di nascosto, potresti provare a dargli un poco di corda intanto…, perché non gli mandi un messaggio adesso ad esempio? Scommetto che ti ha dato il suo numero di cellulare!”, buttai lì.
Lei arrossì leggermente, “Sì, me l’ha voluto lasciare, ma non l’ho mai usato”, mormorò.
“Ecco vedi! Ora viene utile”, dai scrivigli.
“E cosa gli dico?”
“Chiedigli se domani viene in palestra ad esempio”
Manuela prese il cellulare ed inviò un messaggio a Marco, “Tanto figurati se mi risponde”, bofonchiò dopo averlo mandato.
“Vedrai”, sentenziai, ed avevo ragione. Passarono pochi secondi e Marco le rispose, la incitai a continuare a messaggiare, gli rispondevamo assieme, la conversazione prese man mano quota diventando sempre più hot. Lui la riempiva di complimenti, le chiedeva cosa indossava e via dicendo. Ad un certo punto mia moglie mi mostra un messaggio ricevuto dicendomi, “Leggi, qui mi chiede se domani sera andiamo a bere qualcosa dopo la palestra, ora cosa gli rispondo?”.
Io colgo la palla al balzo, “Rispondigli che va bene, che tanto sei da sola perché io sono via per lavoro”.
“Ma sei sicuro?”, mi chiede Manuela, io faccio un cenno di assenso deciso.
Lei gli risponde, poi mette via il telefono e rifacciamo sesso in maniera ancora più coinvolgente.

Il giorno seguente lo vivo in trepidazione, sperando che finalmente avvenga tutto ciò che sognavo, non tocco l’argomento durante il giorno, ma la sera aiuto Manuela a scegliere i vestiti per il dopo palestra. Vinco alcune sue resistenze, senza eccessiva fatica peraltro, e lei si porta dietro una minigonna con top, giacchino, calze a rete e scarpe con il tacco.
La palestra ha le vetrate che danno sulla strada, la spio da fuori mentre fa il corso, il famoso Marco le sta a fianco e passano molto tempo a parlare e ridere tra un esercizio e l’altro, i vestiti aderenti che indossa fanno risaltare il suo fisico. Finito il corso escono e si recano nei rispettivi spogliatoi. Lei aveva detto con Marco se la poteva riaccompagnare a casa dopo l’aperitivo, che sarebbe andata in palestra a piedi.

Escono assieme, si vede che lui l’aveva aspettata nell’atrio, Marco ha fisico atletico, rasato, ben tenuto, sicuramente si presenta bene, lei è quanto mai sexy con la minigonna, le calze a rete, cammina agile sui tacchi. Salgono sull’auto di lui e partono, io dietro li seguo a distanza. Arrivati ad un pub entrano e si siedono ad un tavolo, mentre lui voleva andare verso il fondo, lei indica che ne preferisce uno a vetrata, così che possa guardarli. Si siedono ed ordinano birra e crostini, mentre consumano la cena vedo che l’intimità aumenta, oltre le risate ora, sporadicamente, ma sempre più insistentemente, con noncuranza le appoggia la mano addosso, spesso anche sulle gambe scoperte. Finito di mangiare lui paga il conto ed escono, io metto in moto in modo da arrivare a casa prima di loro. Parcheggio dietro casa e salgo le scale di corsa dopo avere richiuso la porta d’ingresso, in camera da letto abbiamo una specie di stanzino, mi nascondo lì lasciando appena una fessura che mi permette di vedere perfettamente il nostro letto.

Sono lì acquattato nel buio e tremo di emozione ed adrenalina che mi scorre nel sangue, sento la porta d’ingresso aprirsi e le loro voci mentre entrano in casa. Sento ridere e poi ancora, lei che gli fa vedere la casa, gli offre da bere in cucina, ancora risate, poi improvvisamente il silenzio. Mi chiedo cosa fare, la curiosità è troppa, mi tolgo le scarpe e mi affaccio prudentemente scendendo per le scale, la porta della cucina è aperta. Mi moglie è con la schiena contro i mobili della cucina mentre Marco la sta baciando e le sue mani le scorrono addosso. Vedo una delle due infilarsi sotto la minigonna di Manuela e lei gemere, poi sussulta, lui le sfila il giacchino buttandolo da una parte, poi le fa scendere una spallina del top, lei mi vede e lo interrompe “Aspetta, andiamo di sopra, stiamo più comodi sul letto…”.

Salgono continuando a toccarsi, io mi rifugio nuovamente nello sgabuzzino, entrano dentro e li vedo buttarsi sul letto, lui la riempie di complimenti, le sfila il top, le abbassa il balconcino e le succhia i capezzoli mentre lei gli sfila i pantaloni. Manuela sa benissimo che sono lì ed ogni tanto butta uno sguardo verso di me, e dopo ricomincia con ancora più foga evidentemente eccitata dalla cosa. Lei vuole sfilarsi la gonna, ma lui la ferma, “No ti voglio così, mi piaci troppo”, le dice guardandola a gambe aperta con la gonna tirata su e le calze a rete ad incorniciarla. Lei lo tira verso di sé prendendogli in mano il pene ed iniziando a lavorarselo, poi glielo prende in bocca e lo succhia con decisione, pratiche che lei sa fare alla perfezione. Lui mugola sempre più forte, poi si discosta e le scende fra le gambe iniziando a leccarla avidamente, lei inizia a gemere intensamente, io sono eccitatissimo, un uomo sta leccando il sesso di mia moglie davanti a me.

Mi sento il membro durissimo mentre lui si alza e si pone tra le sue gambe, finalmente i miei sogni si stanno avverando, noto che ha un pene bello grosso, o forse è l’eccitazione della sera, resta il fatto che lui la penetra con dolce sicurezza ed inizia a scoparsela a più non posso. Sono sempre più eccitati, Marco inizia a parlarle in maniera oscena, riuscendo ad eccitare ancora di più sia me che lei, “Sei la mia troia, ti faccio vedere come sai godere, mi fai impazzire da sempre, in palestra me lo facevi venire duro solo a guardarti, senti che cazzo che mi hai fatto venire, altro che tuo marito, puttana fammi godere”.
“Sì, sono la tua puttana, scopami, più forte, scopami, fammi godere”, rispondeva lei, ed intanto mi guardava, meravigliosa compagna di giochi.
Andarono avanti per un paio d’ore, cambiando posizione, Marco la prese da ogni parte, la fece girare scopandola da dietro, la fece salire sopra di sé, poi girata sopra di lui ancora. Giocavano con le loro bocche avide, intanto io guardavo e godevo riempiendomi la vista e la mente di quello spettacolo stupendo.

Quando non ne potettero più lei gli fece presente che doveva andare via, che poi sarei tornato, lui si rivestì, la baciò un’altra volta, poi uscì tornando a casa. Io finalmente mi liberai dalla dolce prigione dello stanzino e la raggiunsi sul letto, la baciai appassionatamente, “Ti amo”, le dissi, “più di prima”. Poi siccome ero eccitatissimo cercai di prenderla, ma lei mi lasciò di sasso, “No, no, per chi mi prendi, hai avuto quello che volevi, ora dormiamo, te lo bagni con acqua fredda”, mi disse sorridendo, “poi domani, se mi va, vedremo…”, concluse con tono meditabondo. Dolce compagna di giochi che mi mandò a letto soddisfatto nello spirito, ma terribilmente insoddisfatto nel corpo, anche questo fa parte del gioco.

 



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