Giulia – La compagna di classe

Racconto Eroticodi una modella nuda per foto
Ciao mi chiamo Cristina e voglio raccontarvi una storia capitata anni fa in gioventu’ quando frequentavo le superiori.
Un giorno decisi di “marinare” la scuola con una mia compagna di classe, di nome Giulia.
Giulia era una ragazza molto intelligente, progressista e moderna ed i suoi erano molto benestanti e avevano una casa in centro a Bologna molto bella e con un arredamento magnifico.
Suo padre era un famoso fotografo di moda ed era anche un politico conosciuto (assessore alla provincia forse??) e sua madre architetto.
Dopo avere girandolato per qualche bar e con la paura di incontrare qualche professore mi propose di andare a casa sua poiche’ i genitori fino a sera non sarebbero sicuramente tornati.
Mi fece visitare la casa e poi ci soffermammo in salotto a guardare le magnifiche foto scattate da suo padre.
Aveva foto di viaggi in paesi esotici, panorami stupendi, modelle bellissime….e fantasticavamo su questo posto o su quell’altro e Giulia mi raccontava dove era stata anche lei e dove i suoi genitori l’avrebbero portata piu’ avanti.
Poi prese fuori un album molto grande dove c’erano delle foto di lei e di sua madre.
C’erano molte foto di Giulia al mare (in posti splenditi) sia in costume che in topless (ti parlo di anni fa!!!) e dovevo ammettere che era davvero ben fatta (avevamo 17 anni!!) poi proseguendo a sfogliare vidi delle foto della mamma con e senza veli, foto non volgari ma molto artistiche.
Rimasi stupita ma anche affascinata da quelle belle foto e dal corpo ancora giovanile della madre di Giulia.
Giulia mi disse che anche lei amava fotografare e che suo padre gli aveva messo a disposizione due ottime macchine fotografiche per il suo divertimento.
Cosi’ mi fece vedere queste macchine e mi spiegò molte cose sulla fotografia, sui diaframmi sui tempi ecc. mentre ci mangiavamo degli ottimi salatini accompagnati da una ottima e fresca birra.
Poi mi disse che se avessi avuto piacere poteva farmi delle foto cosi’ poteva fare pratica sui ritratti ed io acconsentii di buon grado.
Ci accomodammo nella sua cameretta (o meglio camerona era davvero grande) dove aveva anche una lampada da fotografo e dei pannelli appositi.
Mi diceva mettiti così, mettiti colà, ed io eseguivo divertita poi mi disse che ero davvero una brava modella e poi ando’ a prendere dei vestiti eleganti da sera di sua madre che per misura mi dovevano andare quasi bene e disse di provarmeli.
Mi spogliai per indossarli e mentre mi spogliavo lei continuava a scattare foto.
Mi disse che sono sexy e fanno presa le foto prese mentre ci si tolgono gli abiti (tipo con il maglione mezzo tolto, la camicetta sbottonata) perche’ sono naturali e poi mi disse se volevo togliermi la biancheria intima le sarebbe piaciuto fare delle foto di nudo perche’ non aveva avuto ancora occasione di farle.
Io rimasi un po’ titubante della richiesta ma poi uscii in me la mia vena esibizionistica ed accettai la sfida.
Quando dopo il reggiseno mi tolsi le mutandine e rimasi nuda, lei si complimento’ per il mio fisico e ordino’ di mettermi in varie pose: sdraiata sul letto, sul tappeto, in piedi, con un velo, senza velo, davanti alle tende della finestra …aveva appreso bene dal padre……e ridavamo da matti per le mie espressioni da “modella professionista”…dopo una trentina di foto le dissi “ora basta” e presi in mano la macchina fotografica mi feci caricare un nuovo rullino e gli “ordinai” di spogliarsi anche lei perche’ ora toccava a me….cosi’ lei si tolse lentamente tutti gli indumenti mentre io scattavo e cosi’ giocando ai fotografi ci ritrovammo tutte e due nude.
I nostri corpi erano simili ed eravamo alte uguali, eravamo davvero euforiche di questa libertà e restammo ancora cosi’ “al naturale” a parlare ancora di foto, di politica, poi di sesso e delle nostre esperienze li’ nella sua camera.
Poi improvvisamente mi chiese come piaceva toccarmi quando ero da sola o come mi toccavano i ragazzi e mi fece vedere come a lei piaceva.
Comincio’ ad accarezzarsi lentamente mentre parlava, mi diceva e mi faceva vedere!! che preferiva inserire prima una o due dita dentro e stimolarsi con il “su e giù” prima di toccarsi la clitoride in modo da prolungare di piu’ il piacere e cosi’ facendo la sua voce diventava sempre piu’ ansimante. Poi si avvicino mi bacio’ sulle guance e quasi mi implorò di toccarmi anche io.
Io ero come bloccata dalla scena e con sforzo provai a masturbarmi.
Guardavo lei e mi sembrava di vedere me allo specchio cosi’ chiusi gli occhi e feci il mio compito come una brava scolara.
Giulia faceva certi gridolini e quando fu vicina all’orgasmo mi abbraccio e strinse le sue coscie attorno la mia gamba sfregando la sua intimità su di me e mise la sua mano sulla mia accelerando il ritmo della mia masturbazione…mi venne cosi’ da strofinarmi anch’io sulla sua gamba e cosi’ siamo venute entrambe.
Rimanemmo sdraiate come sfinite mi disse che potevamo fare una doccia, mi sembrava una ottima ci lavammo entrambe sotto la doccia e ci rivestimmo.
Poi Giulia preparo’ un ottimo pranzetto (era davvero brava in cucina) ed in cucina continuammo a parlare di tante cose come se niente fosse successo.
Con Giulia siamo rimaste ottime amiche (fino a che abbiamo frequentato la scuola, ora ho perso le tracce penso si sia trasferita a Milano) e tra noi non si e’ mai piu’ ripetuto nessun episodio similare.
Anche quando abbiamo rivisto le foto, (sviluppate dal padre!!!!) abbiamo solo riso da matti e ci siamo complimentate a vicenda dell’ottimo risultato (non ho avuto il coraggio di chiederle cosa ha detto il padre….).
Specifico che in passato non avevo avuto esperienze simili e che in seguito ho avuto solo un’altro “contatto” con persone del mio stesso sesso e pertanto non mi ritengo assolutamente lesbica o bisex.
Comunque non mi sono mai pentita dell’accaduto e penso sia da considerare una delle tante esperienze che ti riserva la vita.
Infatti tutte le esperienze, se non imposte con la violenza, sono utili alla propria personalità.

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