Serata perfetta

sega in macchina

Era un venerdi’ sera, noi avevamo deciso di andare al cinema per vedere il nuovo film che a lei piaceva tanto e di andare a mangiare qualcosa di gustoso al ristorante cinese, che non era tanto distante dal cinema. Era stata una di quelle serate dove tutto ando’ bene, una di quelle serate che si potevano definire perfette in molti versi, lei era bellissima, con il suo abito bianco, con la spaccatura sulle gambe ed io ero vestito come il classico degli uomini, jeans blu e camicetta a mezze maniche. Faceva abbastanza caldo e nessuno dei due aveva preso in considerazione l’idea di portare una giacchetta. Lei sapeva che adoravo il suo abito bianco, in quanto la sua spaccatura, mi lasciava la possibilita’ di allungare per bene la mano, quando eravamo seduti vicini, che sia al cinema o al ristorante, l’importante, era di appoggiare qualcosa sopra, in modo che nessuno avrebbe visto la mia mano scivolare tra le sue gambe, alla ricerca della umida valle dei desideri. Al cinema, ricordo che avro’ speso una mezz’oretta di film a masturbarti, cercando di non far notare l’eccitato rigonfiamento dei miei jeans.

Al ristorante invece, eri tu, che da sotto il tavolo, strofinava la sua mano tra le mie gambe, strizzandomi il cazzo, abbassandomi la zip, in modo da tirarmi fuori il cazzo e farmi sborrare sul pavimento del ristorante, mentre sopra il tavolo, la mia faccia faceva le contorsioni piu’ disperate, cercando di non dare nell’occhio. Ricordo che aveva tirato su la mano, che era imbrattata di sborra, utilizzandolo come salsa da mettere sopra il sushi. Aveva mangiato tre sushi con la mia sborra sopra e mi aveva detto che le erano piaciuti tanto, eccitandomi nuovamente. Sapeva che andavo matto quando improvvisamente parlava come una sporca puttana vogliosa e quella frase, mi eccitava un sacco.

Stavamo rientrando a casa, a bordo di un taxi. La strada era ancora tanta, nonostante era vuota, visto anche l’orario. Sicuramente il conducente, pensava che eravamo ubriachi, in quanto eravamo entrambi presi a ridere e a scherzare, come una giovane coppia affiatata. In effetti, un po di vino lo avevamo bevuto, ma mai quanto ne immaginava sicuramente il conducente. Tra uno scherzo sulla cameriera cinese ed una battuta sul film visto prima, le nostri mani scivolavano sempre piu’ velocemente. La mia mano arrivava tra le sue gambe, passando attraverso quella spaccatura sensuale, aiutato anche dal fatto, che aveva allargato leggermente le gambe. La sua mano invece, era gia’ tra le mie gambe, intenta a strizzarmi il cazzo, mentre ridevamo e ci davamo dei baci. Le nostre risate erano per distogliere l’attenzione del conducente da cio’ che stava accadendo poco piu’ in basso. La sua mano mi stava masturbando dai jeans, impugnando il mio cazzo duro, mentre le mie dita erano riuscite a scivolare dietro la mutandina umida, accolto da un forte calore di piacere, mentre stuzzicavo il suo clitoride.

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Mi aveva abbassato la zip, come al ristorante, prendendo tra le sue mani, il mio caldo cazzo duro, facendolo scivolare su e giu’, masturbandomi con energia, con i suoi occhi sempre puntati nei miei. Le mie dita invece entravano e uscivano tra le tue gambe, ogni volta potevo sentire il calore della tua figa, scivolando tra le labbra bagnate. Quando mancava un solo incrocio a destinazione, dalla mia cappella, la sborra cominciava a colare sulle sue mani, mentre lei continuava a masturbarmi, salendo su fino alla punta della mia cappella sensibile, facendomi tremare dal piacevole fastidio che mi recava. Aveva continuato fino a quando non mi era diventato moscio, lasciandole la mano e parte del sedile, pieni di sborra. Tolse la mia mano tra le sue gambe e ci mise la sua mano piena di sborra, strofinandola sulla sua figa, imbrattando le labbra e il clitoride del mio caldo seme, succhiando via e ingoiando, cio’ che ne era rimasto sulle dita, guardandomi con lo sguardo di una sporca puttana, sguardo, che mi stava facendo diventare nuovamente duro.

Salendo i gradini di casa mi disse ” Ho un po’ di fame, che dici se ordiniamo del sushi da condire? “, il suo, era un tono provocatorio e sensuale.

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