Vibrazioni inaspettate



cellulare con la vibrazione nella figa

Sapevo benissimo che a scuola era proibito l’utilizzo del cellulare, sapevo anche che durante l’ora di lezione, il cellulare dovrebbe essere spento. Sapevo anche che a nessuno importasse qualcosa di questa legge, infatti, sotto i banchi, quasi tutta la classe aveva il cellulare acceso, messo in silenzioso, in modo da poter chattare con gli altri compagni, oppure con amici che erano nelle altre classi o nelle altre scuole. Io invece, utilizzavo il cellulare per guardare i video porno, specie quelli con i cazzi neri, che sono enormi e martellano come animali selvaggi. In genere, mentre guardavo questi video, utilizzavo la punta della penna per stuzzicarmi la figa, cosa che mi eccitava di piu’, quando indossavo una minigonna.

Eravamo alla lezione piu’ noiosa di tutte, quella di storia, dove un professore mezzo pelato e con la pancia, cercava di farci capire cosa accadde nel passato. A me non e’ mai importato nulla, in fondo era passato, era storia, conoscerla non avrebbe certo aiutato il mio presente, neanche sapere chi aveva inventato il telefono lo avrebbe fatto. Indossavo una minigonna e sotto un perizoma rosso. Avevo sistemato il cellulare sotto il banco, tra il libro di matematica e il diario, in modo che si potesse mantenere fermo, senza doverlo sorreggere. Mi ero sintonizzata sul mio canale porno preferito, dove facevano vedere dei grossi uomini neri, che sbattevano il loro gigantesco cazzo, nelle bocche e nei culi di piccole ragazze bianche, alcune con l’apparecchio ai denti, riempendo le loro faccie di sborra. Ero molto eccitata, il cellulare era in silenzioso e in vibrazione. Avevo spostato il perizoma, in modo da infilarmi una parte del pennarello nero tra le fradice labbra della mia piccola figa. Immaginavo di essere al posto di quella piccola sgualdrina con l’apparecchio, sbattuta come una cagna da un selvaggio nero, che mi apriva il culo al punto da poterci mettere anche il cellulare stesso. Presi il cellulare con la mano, per paura della vibrazione, osservando da piu’ vicino la scena, dove il nero spingeva la cappella enorme dentro quel piccolo buco di culo, allargandolo al punto, da far vedere il suo interno.

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Il mio pennarello era tutto umido e bagnato, scivolando in modo sempre piu’ veloce tra le mie gambe, fino a quando il pennarello non mi scivolo’, cadendo per terra, mettendomi nei casini. ” Cosa sta facendo li sotto signorina Cetti? “, era il prof che si stava avvicinando. Presa dal panico e dal terrore di vedere la sua reazione e quella della classe, una volta visto cio’ che facevo con il cellulare, presi il cellulare e lo spinsi con una botta secca, dentro la mia figa. Era doloroso e nello stesso tempo eccitante, il cellulare era scivolato senza problemi dentro la mia figa, aiutato dall’abbondante liquido che avevo prodotto. Una volta infilato tutto dentro e sistemato il perizoma, risposi al prof ” Niente prof, stavo cercando di recuperare il pennarello che mi e’ caduto “, cercai di avere un tono convinto e innocente. ” Allora si alzi “, ordino’ il prof. Mi alzai, sentendo dentro di me, il cellulare che mi provocava un leggero fastidio e del piacere immenso. Poi accadde l’impensabile, una telefonata, che comincio’ a far vibrare dentro la mia figa il cellulare. Feci un sobbalzo, aprendo gli occhi, mentre dentro di me, una forte ondata di piacere mi stava prendendo. Non potevo contenermi e lasciai uscire gemiti di piacere, con gli occhi socchiusi e le labbra semi aperte. ” Cosa diavolo sta facendo signorina Cetti? ” sgrido’ il prof. La sua voce mi sembrava lontana, mentre dentro di me, sentivo il piacere crescere. Tutti i muscoli del mio corpo s’irrigidirono, facendomi tremare come una foglia spinta dal vento, mentre dentro di me, esplodeva un forte orgasmo, nel centro della classe.

La faccia mi era diventata rossa e mi appoggiavo al banco per non cadere. Quando l’orgasmo e la vibrazione fini’, il prof era in piedi davanti a me, con la faccia scossa e con un rigonfiamento nei pantaloni, mentre il resto della classe, comincio’ ad applaudire, con urli e fischi.



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