Scala “B”

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Come ogni vecchia palazzina che si rispetti, la mia era caratterizzata delle molteplici storie e dicerie
sulla scala “b”, ovvero la scala che ha l’entrata dal lato ovest della palazzina.
Si da quando ero bambina sentivo queste storie, al punto che ormai, evitare di utilizzare quella scala, era una scelta quasi incondizionata.

Un bel venerdi’ sera, tornando a casa dopo una bella serata passata al pub con le amiche, decisi di intraprendere
la famosa scala “B”, sfidando tutte le storie, tutte le dicerie e leggende che l’avevano resa inutilizzata. Tanto non avrei fatto tanta strada per arrivare al mio appartamento, sul secondo piano.

Inutilizzata e abbandonata a se stessa, senza nessuna manutenzione, senza luci, piena di foglie e polvere. Non ci misi
neanche tanto ad arrivare al primo piano, quando improvvisamente dietro di me 2 mani mi lanciarono sul pavimento, scivolando per qualche metro sulla polvere. Presa dal panico cercai invano di alzarmi velocemente ma quella presenza piena di forza mi prese dal collo, sollevandomi da terra. Pensavo di morire soffocata mentre mi metteva faccia al muro.

Mi ritrovai con la faccia al muro, una mano che mi teneva per il collo, mentre con l’altra sollevava la gonna, per
strusciarmi sul culo un cazzo molto caldo e incredibilmente duro. Sentivo il suo respiro sempre piu’ pesante mentre
cercava di spostarmi il perizoma dal culo. Con uno scatto improvviso e fulmineo, spinse quel cazzo duro tutto su per
il culo. Un’ondata di dolore prima e terrore poi mi prese, trasformandosi in un urlo, strozzato dalla mano, sempre
serrata sul mio collo.

Mi stava violentando il culo, travellandolo a botte secche e continue. Sentivo il suo cazzo che entrava ed usciva
dal mio culo con forza e costanza. Sentivo che il mio culo si allargava e che la mia figa si stava pian piano bagnando.
Ormai ero inculata, tanto valeva lasciarsi andare. Cosi’ feci. Mentre mi scopava il culo, mi infilai 2 dita nella
figa umida, incitandolo a scoparmi piu’ forte. Sembrava di essere inculata da un cavallo selvaggio, una furia che
stava sfogando tutta la sua rabbia, inculandomi come mai mi avevano scopata. Le botte continuavano, mentre smorzai la presa sul mio collo, spingendogli la mano sulle mie tette, che puntualmente strizzo’ con forza.

Gli chiesi se gli potevo succhiare il cazzo e si fermo’. Tiro’fuori il cazzo dal mio culo ed incominciai a succhiare
quella cappella dura e calda con forza mentre continuavo a masturbarmi la figa ferocemente. Con le dita che entravano ed uscivano dalla mia figa, presi tutto il cazzo in bocca, arrivando a toccargli le palle con le labbra. Godevo come una puttana inculata da 3 cazzi neri, succhaindo quel cazzo che mi aveva appena violentato il culo, pregandogli di sborrarmi in bocca, in quanto assetata.

Improvvisamente, tiro’ fuori il cazzo dalla mia bocca e con la mano mi sistemo’ la testa, in modo da stare davanti
alla sua cappella. Sentivo che stava per sborrarmi in faccia, mentre mi teneva la testa ferma con una mano e con
l’altra si masturbava il cazzo carico di calda e densa sborra da bere. Continuavo ad invitarlo a sborrare nella
mia bocca golosa, mentre la vista di quel cazzo sconosciuto mi eccitava da morire, spingendomi ad infilare quasi tutta la mano nella figa.

E finalmente, una prima schizzata di sborra calda mi colpi’ sulla guancia, arrivando anche sull’occhio destro e sul naso. Godevo come una vacca, emanando dei suoni di goduria che non avrei mai pensato di poter fare, mentre altre 2 schizzate forti come la prima mi arrivarono direttamente sulle labbra, che prontamente leccai, per assaporare quella sborra calda. Proseguirono altre schizzate deboli, che arrivarono sul mio mento. Presi la sua cappella e la succhiai con molta avidita’ per pulire per bene quel cazzo che mi aveva fatto godere come una cagna. Non volevo piu’ smettere di succhiargli il cazzo, alternando succhiate al cazzo, con leccate di labbra, per assaporare la sua sborra.

Finita la pulizia del cazzo, salutai lo sconosciuto. Da quel giorno, presi sempre la scala “B”.

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