Iniziazione Gay



felaltio kamasutra

La stanza era sporca, sapeva di muffa. L’amico di mio fratello mi aveva portato lì perché gli avevo chiesto dove era lui. Mio fratello, quello maggiore e quel ragazzo con la barba mi aveva detto che conosceva mio fratello e che se fossi andato con lui me l’avrebbe fatto vedere dove era mio fratello.

Il bambino era piccolo avrà avuto meno di dieci anni e l’uomo con la barba avrà potuto avere, che so, 30 anni ma, solo perché aveva la barba. Aveva cominciato con i bambini quando era bambino anche lui. Alle sue prime polluzioni. Il fratellino più piccolo che dormiva con lui fu il suo primo feticcio, la sua prima scopata. Gli aveva messo una mano sulla bocca una notte che in casa c’era la baby sitter perché i genitori erano a vedere la Tosca di verdi a Teatro.

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Si era svegliato di notte imperlato di sudore con il cazzo duro, non se lo era mai visto così dritto, duro. Non lo voleva vedere così, accidenti, gli arrivava fino all’ombelico e se fosse entrata la baby sitter? Così si era ritrovato addosso a suo fratello Nicola che dormiva a pancia sotto. Gli aveva bloccato la bocca con la mano e non era difficile tenerlo fermo perché il suo corpo era il doppio di quello di Nicola che svegliato nel mezzo della notte sembrava spaventato e si dimenava.

Lui gli disse piano nell’orecchio: sono io scemo, sta fermo che ti faccio una bella cosa. Nicola smise di muoversi e attese la cosa bella. Allora suo fratello gli tolse la mano dalla bocca e Nicola gli chiese sottovoce: “che fai?”. “Non preoccuparti, ti insegno una cosa” e gli tirò giù gli slippini scoprendo il culetto. Nicola Aspettava di capire che stava facendo il fratello e sentì un cosa dura, come un bastone ma umido, bagnato che gli scorreva tra le piccole natiche e gli bagnava il buco del culetto, così diceva sua madre quando glielo lavava dopo la cacca. Allora pensò che il fratello gli avesse fatto la pipì dietro e glielo chiese: “No, la pipì nel culetto no, la pipì nel culetto no! ! No!” “Dai Nicola, poi ti regalo la macchina rossa, quella che ti piace tanto, dai…”

Nicola tornò quieto e il fratello più grande di 3 anni gli infilò lentamente il suo cazzo duro nel culo. Era talmente bagnato quel cazzetto di dodicenne, dal desiderio, dalla pipì che gli era scappata prima di alzarsi e piombare sul fratello che riuscì ad infilarglielo in culo senza che Nicola facesse “beo”. Non servì andare avanti indietro come aveva visto fare ai genitori, il papà sopra la mamma che dondolava e spingeva. Li aveva visti un giorno nell’ufficio del padre. All’inizio aveva pensato che la mamma stesse male perché sentiva gemere come quando singhiozzava ogni tanto da sola sul divano le sere che il papà non tornava per cena. Poi aveva visto la mamma distesa sulla scrivania a pancia sotto ed il papà ditro di lei che spingeva e faceva: “Ah, ah, ah, ah”.

Anche lui si mise a fare così mentre era dentro al fratello.

Nicola non capiva cosa stava succedendo ma sentiva male dentro, come quando aveva mal di pancia così iniziò quasi a gridare: “Togliti, togliti, togliti !!!”

Il fratello si tolse e Nicola sentì freddo, come quando aveva la febbre. Si mise a chiamare la mamma ma, arrivò la baby sitter dopo molto tempo che aveva iniziato a singhiozzare mentre suo fratello si era rimesso a dormire.



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