La mia prima esperienza come escort girl

Sono Gina, una studentessa ventitreenne e un lunedì di un freddo dicembre ho deciso di iniziare a fare la escort; questo lato così oscuro, questa seconda vita con un target di clientela ultra selezionato mi ha sempre attratto, lo stare a stretto contatto, molto vicino agli uomini che gestiscono il mondo o una parte di esso mi ha sempre emozionato. Volevo essere una delle sue magnifiche donne che pagano per “possedere”, ciò che ha un prezzo per loro. Non quella donna che li infastidisce a morte quando questi uomini tornano a casa, volevo essere quella che ha il diritto al momento giusto, le cene, i ristoranti, il sesso in tutto il suo splendore dove senti un’erezione che ti penetrerà, dura, selvaggiamente. E così mi sono iscritta al portale Escort4You e ho lasciato che gli eventi facessero il proprio corso fino alla prima chiamata.

La discussione fra me e questo uomo d’affari procede in modo molto semplice e poi arriva, il giorno dopo, quello del nostro primo incontro. L’autista viene a prendermi, apre la portiera, sento la mia vagina già tutta bagnata, sentire quest’aria fresca, senza biancheria intima, mi dà una sensazione di pura libertà.

Arrivo presso la sede del cliente mezz’ora dopo, ansiosa, emozionata, è stato un effetto davvero speciale. Suono il numero appena ricevuto via sms, la porta si apre e lo raggiungo. Immaginavo quella voce che mi aveva appena parlato, mi stavo facendo mille domande, e improvvisamente l’ascensore si è fermato, la porta si apre e lo vedo. Un giovane, sulla trentina, 180 cm e davvero carino, con gli occhi azzurri che mi trafiggono. Mi porge la busta, mi prende per mano, mi tira contro di sé e comincia a baciarmi.

La sua lingua mi ha leccato le labbra, ha cercato la mia, e mi sono lasciata andare, dimenticando tutto ciò che c’era intorno, e ci siamo diretti verso il suo appartamento, sento la sua mano prendermi le natiche e sollevarmi, continuando con i baci. Ero tutta eccitata, tutta bagnata, all’idea di essere dominata da quest’uomo di cui non sapevo nulla, e che presto mi avrebbe posseduto.

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Mi ha preso la testa e mi ha fatto capire che devo scendere gentilmente che ha bisogno di un dolcetto, un regalino vero e corro verso il basso senza batter ciglio, mi inginocchio, gli tolgo la cintura poi i pantaloni, e quando inizio a mordicchiargli il pene sui suoi boxer bianchi lo sento già teso, pronto a balzare. Gli tolgo i boxer e comincio a leccarlo, prendo il suo pene in bocca, giro la lingua, gli metto una mano sulla pancia e mi masturbo. L’ho sentito stava per esplodermi in bocca, mi ritiro, alzo la gonna per mostrargli che ora tocca a lui, non è perché paga che non mi farà piacere sentirlo cattivo.

Comincia a leccarmi le cosce sul tavolo del suo ufficio, quando la sua lingua colpisce il mio clitoride, penso sia stata una delle poche volte in cui volevo farmi beccare a quattro zampe, ma non ho detto null , L’ho lasciato fare…. Mi fa girare, si infila il preservativo e mi penetra quasi selvaggiamente, ahhhhhh è bello sentire un pene così duro che ti trafigge.

Si china su di me e inizia a baciarmi, sento il suo corpo sudato appoggiarsi su di me, il suo calore mi elettrizza, il suo respiro mi si riscalda, ha fatto un piccolo rumore, che veniva dal fondo, e io, che tremavo di piacere fino al momento dell mio primo orgasmo, lo tengo stretto e mi lascio andare completamente.

Ride e mi gira, sono a quattro zampe, mi chiede se va bene provare da dietro, gli dico che non c’è problema. Entra all’improvviso, mi afferra i fianchi e inizia avanti e indietro che è durato ben 20 minuti, poi si è tolto, tirando fuori di nuovo il suo preservativo mi ha rigirato ed eiaculato sui miei seni e sul mio reggiseno.

Siamo andati sul letto, abbiamo parlato a lungo, mi sono lavata e me ne sono andata.

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