Chi la fa…

Troia succhia 3 cazzoni negri

Mio Marito Giovanni e’ sempre stato un personaggio alla quale piace fare scherzi. Gli avevo sempre detto che prima o poi, chi la fa, l’aspetti, ma lui non ha mai dato il giusto credito a questa mia affermazione.

Lo scherzo della carta di credito esaurita, davanti a tutta quella gente che aspettava in coda per pagare al supermercato pero’,era veramente troppo e cosi’, decisi di dare a quel mascalzone di mio marito, una gran bella lezione.

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Quella mattina presi in prestito, a sua insaputa, la telecamera che aveva ricevuto come regalo dai colleghi dell’ufficio e andai in strada, alla ricerca di 3 volontari, per lo scherzetto. Cosi’ trovai 3 ragazzi di colore, 3 amici che vendevano delle cover per cellulari, davanti al supermercato dove lui mi aveva fatto fare compere senza contanti, ma con una carta di credito da lui appositamente svuotata, per farmi fare la figura della cretina, davanti l’intero supermercato, obbligata a lasciare il mio carrello pieno, mentre rimediavo i soldi.

Tornai quindi a casa con i 3 ragazzi, giovani e molto robusti, come in genere sono i ragazzi di colore. Misi la telecamera sul mobile a specchio, mettendola in registrazione.

“Caro Giovanni, ricordi cosa ti dicevo quando facevi tutti quei stupidi scherzi? Chi la fa, l’aspetti! Tu hai sempre pensato che era una frase fatta, un proverbio innocuo che non meritava la tua attenzione. Beh, oggi e’ il giorno in cui ricevi il conto per lo stupido scherzo della carta di credito”. Chiamai, con un gesto sensuale del dito, i 3 ragazzi che avevo fatto spogliare. ” Caro Giovanni, ora questi 3 cazzoni neri, mi sbatteranno come una puttana, come tu non sei mai riuscito a fare”. Cominciai subito a succhiare uno dei 3 cazzi, mentre uno di loro mi strizzava le tette masturbandosi e l’altro si sistemava dietro di me, pronto a spingere il suo cazzo nella mia figa bagnata.

Il cazzo che mi penetro’ era enorme, sentivo come mi allargava e la goduria che provai, la sfogai succhiando come una lurida cagna, il cazzo che stavo spompinando. Il terzo cazzo, si stava anch’egli sistemando dietro di me, pronto a rompermi il culo. Senza il minimo tatto, il terzo cazzo mi entro’ nel culo con violenza, spingendolo direttamente tutto su per il mio culo, ormai sfondato. Mi sentivo piena, avevo 3 cazzi e tutti dentro di me, uno in figa, uno nel culo e l’altro in bocca.

Passarono pochi minuti e i 2 cazzi di dietro mi stavano letteralmente massacrando. Entravano e uscivano con velocita’ e violenza. Avevo il culo che mi faceva male e quando mi entravano insieme nello stesso momento, mi sentivo come se mi stavo per aprirmi in 2, sfogando il tutto, sul cazzo che stavo succhiando come una bambina golosa con il suo lecca lecca. Ogni 10 minuti, i 3 cazzi si alternavano, sbattendomi in tutti i buchi, come un giocattolo scopabile da riempire di sborra. Ogni tanto guardavo la telecamera, per fare un sorrisino, prima di rimettermi il cazzone nero in bocca.

Dopo quasi 45 minuti di inculate feroci e di violenze sessuali, che mi avevano provocato 2 orgasmi, i 3 cazzi neri erano pronti per sborrarmi addosso, come merita una brava puttana. Si misero in piedi intorno a me, masturbandosi ferocemente, mentre io ero li, con tutti i cazzi puntati addosso, con la figa dolorante e il culo travellato.

Cominciarono le schizzate, forti, dense, calde. Una pioggia di sborra, accompagnata da lamenti di piacere cadde sulla mia faccia e le mie tette. Era talmente tanta che non riuscivo neanche ad aprire gli occhi. Avevo la bocca piena, ingoiai tutta la sborra finita sulla lingua, gran parte della faccia era coperta da un’enorme macchai di sborra calda. Con tutta la sborra in faccia e con gli occhi chiusi, guardai la telecamera e dissi “Chi la fa, l’aspetti”.

Masterizzai il video su un cd, che chiusi in una scatola da regalo e la mandai in lettera anonima in ufficio ” Con l’attenzione dell’intero reparto commerciale “.

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