Lo Spumante



Il sabato per me è dedicato allo shopping, un po’ per l’alimentazione della settimana, un po’ per rilassarmi dopo una settimana di lavoro, tutti i sabato mattina mi piace uscire insieme a mio marito in giro per negozi. Mi vesto tranquilla, una gonna al ginocchio senza calze, la giornata è bella calda, camicia e giaccone giusto per non scoprirsi troppo visto che in aprile è sempre pericoloso scoprirsi. Scarpe comode e via.

Questo sabato abbiamo deciso di andare al grande centro commerciale vicino al nostro piccolo centro urbano. Da noi in paese non si trova molto ed andare al centro commerciale è sempre piacevole. Li trovo quello che voglio, mentre osservo le vetrine sempre ben assortite. Arriviamo ore 9.40 e solita routine, parcheggio sotterraneo, carrello, scala mobile, ipermercato, passando tra le innumerevoli vetrine del lungo corridoio che porta all’ingresso.

Siamo dentro, Claudio, mio marito, sempre poggiato al carrello (sembra quasi che sia il carrello a portare lui), mi affianca. Appena entrati ed è subito gossip; Considerate che il nostro è un paesino piccolo e li la gente si sa…. mormora. Così mi ritrovo a pochi metri dal più famoso dei playboy del mio paese. Si tratta di Enrico, sposato, 51 anni, titolare con la moglie di un famoso negozio di abbigliamento in paese, per cui sempre ben vestito grazie anche al suo fisico quasi perfetto e ben curato.

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Quando gli argomenti e le dicerie del paese vertono verso gli scandali esce sempre il suo nome insieme a quello della moglie, tra tradimenti consenzienti, festini e scambi di coppie Enrico e Maria sono sempre in prima fila. Mentre lo guardo lui si gira e nota che lo fissavo, mi sorride, io tiro dritto e faccio finta di nulla. Non so ma a me quell’uomo mi eccita troppo, e non so come mi comporterei se stessi solo con lui, quindi meglio evitare situazioni pericolose anche se……

Proseguiamo, Claudio si ferma vicino i televisori, non so se vuole comprarne uno o si vuol vedere la formula uno. Mi dice di proseguire tranquillamente che mi raggiungeva. Io gironzolo fra articoli in offerta, zona elettronica per poi passare tra libri DVD e CD fino ad arrivare nella zona vini. Mi ricordo di uno spumante che cercavo e comincio a rovistare fra le decine di bottiglie di diversi vini e spumanti. La corsia è praticamente vuota, ma non beve nessuno qui? Trovo quel che cercavo ma è posta un po’ troppo in alto, io non sono una pallavolista ed ho difficoltà a prenderla. Sento avvicinarsi qualcuno, viene verso di me, Claudio non è perché ha il carrello carrello, spero non sia Enrico, non mi giro, continuo a cercare di prendere quella benedetta bottiglia… “Posso aiutarla?” E’ lui…. il suo petto è praticamente incollato alla mia faccia, respiro il suo odore, sa di maschio.

Con la sua mano sinistra mi prende la bottiglia, lentamente, mentre sento la mano destra toccare il mio fianco destro, un po’ come ad abbracciarmi e stringermi verso di lui. Io sono completamente bloccata, non so che fare, sento la mano scendere e passare dal fianco al gluteo, sfiorarlo e poi palparlo. Continuo a restare immobile la mia pelle è tutta un brivido, ed in un attimo quella mano si infila sotto la  gonna, sale a toccare il mio culo per poi infilarsi in mezzo alle gambe, spostare gli slip e farsi strada fino ad entrare con due dita, molto facilmente nella mia vagina. E si, molto facilmente, sono così eccitata che li è tutto bagnato.

Lancio un gemito di piacere, lui prosegue e raggiunge il clitoride, io stringo le gambe…. Arriva qualcuno, la mano esce e torna al mio fianco, io riesco a spostarmi e velocemente mi allontano. Cammino a passo veloce, non so dove vado ma cammino, ecco sono nella corsia abbigliamento, mi infilo in un camerino. Non so se ho fatto bene ad entrare qui dentro ma per ora sto bene qui. Una mensola, uno specchio ed uno sgabello… è tutto quello che mi serve ora. Lo specchio riflette il mio volto confuso, sconvolto ed eccitato, la mia mente e divisa: vado a cercare Claudio? O magari aspetto che entri Enrico e….. ma no dai fammi andar via da qui….. non finisco di pensarlo ed ecco una mano spostare la tenda, seguita da un corpo quasi perfetto con una bottiglia di spumante tra le mani.

Chiude la tenda, mi guarda: “Questa è tua”. Poggia la bottiglia sulla mensola, mi chiude all’angolo, si abbassa mia alza la gonna e mi sfila gli slip, io, come ipnotizzata, lo aiuto alzando i piedi uno la volta. Mi solleva facendomi sedere sullo sgabello. Sono spalle al muro seduta sulla punta di uno sgabello, mi solleva le gambe, me le apre spalancandomi inevitabilmente tutta la mia fica. Si china ed infila la lingua nel lago. Con le mani mi tappo la bocca, sto godendo, lui ci sa fare con la lingua. Qualche interminabile minuto e si rialza, poggia le mie gambe sulle sue spalle, la mia vagina è ad altezza patta, si slaccia la cinta, giù la zip, mani tra i boxer ed ecco spunta fuori un pene meravigliosamente grosso. Ora posso dire che il suo fisico è perfetto.

Me lo infila e comincia a sbattermi, nel perdurare mi sbottona la camicia con foga, mi strappa canottiera e reggiseno e comincia a giocare con i miei capezzoli. Io, chiusa all’angolo, impossibilitata a qualsiasi movimento, mi faccio scopare, lascio che faccia tutto lui, mi godo ogni emozione, ogni brivido, ogni colpo di quel cazzo enorme dentro di me. Sta per venire….. mi toglie dall’angolo, lascio lo sgabello e con le mani prende la mia testa spingendola verso il suo pene.

Io me lo infilo fiera in bocca e con la mano lo muovo velocemente, mentre con la lingua lo accarezzo delicatamente. Mi viene in bocca, lo sento indurirsi fino al massimo per poi scoppiare di sperma sulla mia lingua. Continuo a leccarlo, ora è lui che si gode il momento, spinge il suo cazzo nella mia bocca ben contenta di averlo fatto godere. Ci fermiamo, dopo qualche secondo di pausa lui si ricompone, rimette a posto zip e cinta e si allontana lasciandomi sola.

Lentamente mi rivesto, un ultima occhiata allo specchio per vedere se tutto era al proprio posto e li sulla mensola vedo la bottiglia di spumante. La prendo e la porto a casa come un dolce ricordo di un trofeo appena conquistato. Rivedo mio marito: “Veronika ma dov’eri? Ti cercavo, ti ho anche chiamato al cell”. “Claudio scusami era in borsa non l’ho sentito, però ho una sorpresa per te. Ricordi quello spumante che tanto cercavamo? L’ho trovatoooooo”. “Sei grande Amore, allora stasera festeggiamo”.

Si va alle casse, incrociamo Enrico, nessuno sguardo tra noi, come due perfetti sconosciuti. Si torna a casa.

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