L’incesto ubriaco

Sesso incesto

Ero totalmente ubriaco.
Non voglio dare all’alcol la colpa di quanto è successo, ma sicuramente senza il suo influsso non avrei mai fatto quanto segue.
Ero ritornato a casa dopo una bevuta colossale coi miei amici, quando percorrendo il corridoio che portava alla mia stanza, notai che la porta della camera da letto di mia sorella era socchiusa.
Sbirciai, giusto per dare un’occhiata, per vedere se tutto era regolare. Notai che le coperte erano scese un po’ troppo e che mia sorella stava dormendo per lo più scoperta. Non volevo che prendesse freddo, così entrai e la coprii.
Lo sguardo mi cadde sul suo seno. Era così bianco e tondo che faceva venire l’acquolina in bocca.
Sapevo benissimo che era mia sorella, esattamente come sapevo che molte volte mi ero masturbato all’idea di scopare con lei, un po’ come se fosse il frutto proibito.
Perché dovevo avere una sorella così fica?
Il pisello mi divenne di marmo davanti a quella figura dormiente.
-Vieni a letto.- disse, senza nemmeno aprire gli occhi.
Non ero sicuro di aver capito bene. Probabilmente stava sognando e parlava nel sonno.
-Cosa?- dissi, per capire se fosse sveglia o no.
-Cazzo ci fai in piedi? Vieni a letto con me, Francesco.
Era sveglia, mi spogliai e mi misi a letto con lei. Ero spaventosamente ubriaco e fumato, ma non avrei mai fatto la prima mossa.
Tutto nacque da una sua richiesta. Io me ne stavo ben distante da lei, non per cattiveria, bensì perché non volevo strusciarle addosso la mia prorompente erezione, mostrandole la mia perversa indole da uomo.
-Abbracciami.- disse lei, con voce soffocata.
-Cosa?
-Abbracciami.
Non l’abbracciai. Lei si spostò all’indietro, piazzandomi il suo bel sedere sul mio pacco indurito e afferrandomi le braccia si abbracciò utilizzando i miei arti.
-Ecco perché non volevi abbracciarmi.- disse, sottolineando così la mia erezione.
Ad un tratto, iniziò a muovere avanti e indietro il culo, muovendosi per stimolare oltremodo il mio pene.
Avrei voluto chiederle cosa stava facendo, ma poi pensai che se l’avessi fatto, probabilmente avrebbe smesso. Era così fica.
Pensavo a tutti quelli che se l’erano scopata, mentre io me ne restavo a guardare senza poterla toccare nemmeno con un dito.
La mano di mia sorella si spostò e, con una mossa che mi spiazzò totalmente, si spostò le mutandine, dicendo -Infilalo.
Ciò che aveva detto era inequivocabile. Voleva che io, suo fratello, le infilassi il pene dentro, per godere della mia erezione dentro di lei.
Era sbagliato, sporco e probabilmente contro ogni religione, ma senza pensarci due volte, decisi di buttarglielo dentro.
Penetrarla fu molto strano e inaspettato. Aveva una figa stretta e inumidita, proprio come piacevano a me.
Scopavamo molto lentamente, un po’ per non essere scoperti e un po’ per non sprecare quel momento che in fin dei conti era la nostra prima volta tra fratelli.
-Mi piace. Sei bravo a scopare… l’ho sempre pensato.- sussurrò nella notte, confermandomi che anche lei aveva pensato a noi in quel modo.
-Sono contento che stia succedendo.- dissi, continuando a dimenarmi dentro di lei, cercando di condurla verso il coito.
Con le mani le afferrai le tette, strizzandole per poi sfiorarle i capezzoli in senso orario. Mia sorella aveva un corpo mozzafiato.
Si lasciava scopare come una ninfa.
-Avanti, avanti… avanti. Voglio che mi sborri sul culo. Voglio essere sporcata.
-Ti voglio sporcare. Ti voglio sporcare.
Il fiato si faceva sempre più corto, segno che l’orgasmo stava bussando alle porte del nostro corpo, implorandoci per la sua uscita.
Cercai di resistere il più possibile, uscendo non appena sentii la sborra schizzarmi via.
Sporcai il culo di mia sorella, felice e soddisfatto di ciò che avevamo appena realizzato. Avevamo creato amore laddove nessuno l’avrebbe creduto possibile, dimostrando che anche nel peccato si poteva amare. Le rimisi le mutandine, felice di sporcare anche queste con il mio seme.
-Ti amo.- dissi, baciandole il collo minuto.
-Buonanotte.- rispose lei, tornando a dormire.

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