Il Bidello

 

Scuola, ora di matematica…che noia, sempre le stesse identiche cose, sempre le stesse lagne e prediche della professoressa che cerca di far capire ad un branco di idioti0 che 1 + 1 fa 2. Io invece, come al mio solito, utilizzo questa ora per andare al bagno, dove in genere ho la possibilita’ di fumarmi una bella canna in compagnia della mia amica del quarto. Alzo la mano, cercando di avere l’espressione piu’ sofferente possibile, per chiedere alla professoressa di poter andare al bagno, con la scusa di avere le mie cose e di non sentirmi tanto bene. Pur capendo la sceneggiata, la professoressa da il via libera per il mio quarto d’ora di liberta’ con la mia amichetta, che in qualche aula del piano inferiore della scuola, sta facendo la stessa identica sceneggiata. Mi avvio al bagno, sperando il bagno sia libero da odori forti. Entro e chiudo la porta, aspettando il segnale della mia amica, ovvero 2 bussate sopra e 2 colpi di tosse. Mentre sono li a rullare il cannone con precisione matematica, sento le 2 bussate e i 2 colpi di tosse. Finalmente era arrivata. Apro la porta con un bel sorriso quando mi sento spinta, facendomi sedere sulla tazza del cesso. Presa dalla paura guardo e trovo Marco, il bidello della scuola, con i suoi lineamenti duri e rozzi che mi osserva con un sorriso quasi satanico ed una mano impegnata a strizzarsi il cazzo dentro i pantaloni “ Che vuoi, cosa stai facendo? Lasciami andare o strillo come una pazza” e lui con il sogghigno di chi sa di aver vinto la partita prima ancora di giocarla dice “ Non strillerei se fossi in te puttanella altrimenti quella canna va dritto sulla scrivania del preside “. Spiazzata dalla sua affermazione e dalla sicurezza con la quale lo ha detto,  cerco con gli occhi un modo di sfuggire ma prima ancora di poter pensare, la sua mano prese la mia testa e ci incomincio’ a sbatterci sopra il suo cazzo semi duro “ Ti piace fumare eh puttanella? Allora fuma questo sigaro “ Sentivo la sua cappella che si strofinava sulle mie labbra e le sue mani che mi strizzavano le tette.

Ero talmente presa dal panico che neanche mi muovevo, ero diventata una bambola gonfiabile in carne ed ossa, preda di un bidello arrapato che si strofinava la cappella sulle mie labbra ansimando come un cane in calore. Una sua mano lascio’ la mia tetta e mi strinse le guance forzandomi ad aprire la bocca dove poi entro’ il suo cazzo duro. Da una parte devo anche ammettere che tutto questo mi piace e non ne capisco il perche’, ma visto che ormai ci sono in mezzo, mi lascio andare succhiando quel cazzo che era diventato duro come la pietra, mentre con le mie mani spostavo la mutandina per infilarci dentro 2 dita e masturbarmi ferocemente. Marco in preda al piacere mi prendeva la testa e me la scopava, spingendo il cazzo dentro la mia bocca fino a far arrivare le palle sulle mie labbra. Dentro e fuori e lui piu’ mi scopava la bocca e io piu’ mi masturbavo, aumentando di velocita’, sentendo il piacere che stava per prendere possesso del mio corpo mentre lui era in piedi davanti a me pronto a riempirmi la bocca di sborra calda da ingoiare fino all’ultima goccia. Per la prima volta nella mia vita stavo per avere un orgasmo e la cosa che lo rendeva piu’ speciale e’ che nel mentre, un cazzo duro stava per sborrarmi dentro la bocca. Sentivo il piacere che saliva e saliva…sentivo Marco che emetteva dei gemiti mentre il suo corpo tremava al suo ultimo movimento, quando le sue mani tennero la mia testa saldamente ferma mentre dalla sua cappella sentivo la sborra calda che mi scendeva sulla lingua, che giravo e rigiravo sulla sua cappella sensibile, succhiando tutto con avidita’ mentre un orgasmo mi colpiva con violenza, facendomi schizzare sui pantaloni di Marco in piedi davanti a me. Succhiai forte sulla sua cappella, per pulirla a dovere e mi asciugai la figa umida di orgasmo fresco. Con un sorriso guardo Marco, ricordandogli che la prossima ora di Matematica, era dopo 2 giorni alla stessa ora.

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