Giornata di una vogliosa ( Buonanotte )

Ero finalmente ritornata a casa, dopo una giornata ricca di emozioni e di sborra, con in mente, l´ avventura piu´recente, quella del parco, dove uno sconosciuto mi aveva violentato il culo, per poi sborrare sulla sacca che mi copriva la faccia. Ero molto stanca e avevo fame, cosi´mi preparai un panino ben imbottito, prima di andare a letto, sperando che magari, anche domani, sarebbe stata una giornata proficua come quella appena conclusa.

Dopo aver mangiato il panino andai a letto, rigorosamente nuda e senza farmi la doccia. Volevo sentire su di me l´odore delle varie scopate fatte, i residui della sborra rilasciata nel mio corpo e sulla mia bocca. La mia mano comincio´a muoversi sul mio corpo, partendo dalla labbra, dove quella mattina, un giovane ragazzo alla ricerca di un pantalone, mi aveva sborrato dentro e dove durante la pausa pranzo, un mio vecchio amico di studi, ci aveva sborrato sopra nel bagno del risto pub del centro commerciale e dove il mio violentatore, avrebbe voluto rilasciare la sua sborra. Tutti questi ricordi mi eccitavano e mi stavano facendo bagnare la figa. Le mie mani continuarono il loro tragitto, scivolando sulle mie tette, quelle che il mio capo strizzava con tanta avidita´mentre lo stavo cavalcando. Lui non mi aveva guardato per tutto il tempo, forse per imbarazzo o forse perche´troppo preso a godere come un maiale sotto i sensuali movimenti del mio bacino.

La mia mano continuava a stuzzicarmi i capezzoli, come avevano fatto i ragazzi all´interno del camerino e il mio amico nel bagno del risto pub, prima di continuare a scendere, sentendo il mio calore aumentare, man mano che mi avvicinavo alla mia sgocciolante e golosa figa. La mia mano arrivo´tra le mie gambe, toccando la mia figa umida, muovendo un dito tra le labbra, stuzzicando il clitoride eccitato. Ripensavo a come i ragazzi mi avevano trattato da puttana nel camerino, sentendo ancora i loro cazzi che sborravano dentro di me, mentre la mia mano formava dei cerchi decisi tra le mie labbra. Tenevo gli occhi chiusi, rivivendo tutte le scene della giornata. Ricordavo la faccia del mio amico quando era entrato in bagno e mi aveva trovano senza mutande e con entrambe le gambe sul cesso, come una sporca puttana in cerca di un cazzo da scopare. Ricordo il sapore della mia figa, rimasta sulla sua cappella, mentre risucchiavo la sua sborra, dopo che mi aveva scopato violentemente.

Riesco ancora  sentire il bruciore del mio buco del culo, quando quella cappella dura mi aveva penetrato nel parco. Mentre ricordavo, avevo 3 dita che entravano e uscivano dalla mia figa eccitata, con le gambe leggermente tirate su, come se tra le mie gambe, ospitassi un uomo invisibile. La mia mano si muoveva veloce, entrando e uscendo dalla mia figa che aveva ospitato diversi cazzi. Mentre mi masturbavo, ripensavo a quel momento dove sentivo il cazzo sfondarmi il culo, con botte violente che mi facevano strillare come una pazza in mezzo al prato. Sentivo come scivolava dentro e fuori tra le mie chiappe, fino a quando non era pronto per un orgasmo, schizzato poi, sulla sacca che mi corpiva il volto.

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Continuavo a masturbarmi e sentivo il clitoride che si gonfiava. I muscoli del mio corpo si fecero rigidi, mentre dentro di me, esplodeva un´orgasmo colossale, che mi faceva tremare e stringere gli occhi chiusi. Ancora nuda e con la mano tra le gambe, mi addormentai, sognando un nuovo giorno ricco di cazzi.

 

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