La stagista fa carriera

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Quello stage le aveva cambiato la vita. Aveva capito che non avrebbe mai passato il resto dei suoi giorni dietro ad una scrivania, facendo la segretaria.
Le erano bastati due mesi di stage all’agenzia delle entrate per capirlo. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per un lavoro migliore ed avrebbe sfruttato l’unica arma a sua disposizione, ovvero, la sua bellezza.
Alle undici e trenta di quel giovedì mattina, entrò dentro l’ufficio del suo capo.
-Salve, Alice… mi volevi parlare?
-Certo.- rispose lei, mettendosi a sedere.
-Dimmi tutto.
-Questo stage, anche se appena iniziato, mi ha fatto capire molte cose. Vede, questo posto mi piace molto, ma non credo che la vita da segretaria faccia al mio caso. Io voglio dell’altro, ma non ho una laurea e altre cazzate del genere, quindi volevo chiederle una cosa.
-Ok, chiedimela.- rispose l’uomo, incuriosito.
-Mi dica cosa vuole che faccia per avere un posto di lavoro in questo posto. Sono disposta a fare ogni cosa. Posso farle un pompino, una sega, mi faccio scopare, inculare… insomma, qualsiasi cosa per un posto di lavoro in questa agenzia.
Le parole di quella ragazza erano quelle che un uomo di quel calibro aspettava di sentirsi dire da una vita. Che tipo di uomo si sarebbe dimostrato: integerrimo o porco?
-Voglio che mi succhi il cazzo. Ogni lunedì mattina, per i prossimi due anni. Bada che il contratto è semestrale, quindi dovrai rispettare i patti per un rinnovo continuo.
Alice sorrise, contenta e soddisfatta di quell’accordo.
-Perfetto, allora visto che sono buona, questa volta mi può anche venire in bocca.- disse, leccandosi le labbra.
-Diamo inizio alle danze.- rispose il capo, slacciandosi i pantaloni.
Alice masturbò il pisello dell’uomo e se l’infilò in bocca fino alla base. Faceva dei rumori da film porno mentre lo ciucciava e questo mandava totalmente in estasi il suo capo che finì per innamorarsi di lei sin dalla prima leccata in verticale.
-Brava bambina. Ti troverò un posto tranquillissimo, in cui potrai farti i cazzi tuoi tutto il giorno. Però devi continuare a ciucciarlo al tuo paparino, ok?
-Ok.- rispose lei, staccandosi un secondo dal suo membro per poi tornare immediatamente all’adempimento delle sue mansioni.
Il boss affondò una mano tra quei capelli castani che svolazzavano su e giù, mentre il suo cazzo veniva inghiottito e sputato da quella ragazzina ambiziosa.
Una mano scivolò verso le sue tettine appena accennate. Non era nei patti, ma probabilmente non le avrebbe dato molto fastidio, visto che gli stava ciucciando il cazzo nel bel mezzo dell’orario di lavoro.
Ogni lunedì avrebbe dovuto fare quel lavoretto, ma per Alice non era poi così strano, perché a lei piaceva molto fare pompini. Si reputava brava a farli e amava fare le cose per cui si sentiva realmente portata.
Era diventata a tutti gli effetti una puttana, perché sarebbe stata pagata in cambio di sesso, ma il tutto sarebbe risultato legale per via dell’occupazione all’interno dell’agenzia.
Una ciucciata di cazzo alla settimana, valeva certamente mille euro e passa al mese.
Solitamente i pompini li faceva gratis, quindi era un bel passo avanti.
-Vengo. Vengo.- sospirò il capo, col cazzo ben piantato nella sua bocca.
Con una mano, iniziò a massaggiargli le palle per stimolare l’eiaculazione di quel grasso sudaticcio capo del personale.
Ad un tratto le esplose in bocca. Aveva uno sperma che sapeva di letame, ma questo non le importava. Bastava imparare ad ingoiare senza respirare e il gioco era fatto.
Aveva ottenuto un lavoro al suo secondo mese di stage. La sua bocca era un lasciapassare per tutto ciò che avrebbe desiderato.
-Brava cucciolotta. Davvero brava.
-Perfetto. Ci rivediamo lunedì, allora?
-Bravissima.
-Ciao, paparino.- disse, nutrendo ancora di più l’ego di quell’uomo.

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