Vanessa: la donna fontana

Squirting durante sesso

C’è qualcosa di molto raro, una sorpresa della natura femminile, che indurisce smisuratamente l’uccello a tutti quelli che, per caso o per fortuna, si ritrovano davanti vere donne-fontana come Vanessa. Lei, giovanissima amante della masturbazione, dice che fin da piccola ha sentito la necessità di esplorarsi, di conoscere al massimo la sua sessualità. Finché non ha scoperto, per via del tutto naturale, che quando arriva all’orgasmo può fare certi guai schizzoidi peggio di ogni maschio medio che si rispetti. Sì, lei schizza… schizza come un demonio.

Si chiama ‘squirting’, in America, quel particolare fenomeno orgasmico che coinvolge femmine di rara potenza sessuale come Vanessa. Una vera fortuna, una dote di quelle rare. Non s’incontrano donnine schizzo-freniche (nel senso più degno del termine) tanto facilmente.
Vanessa è bellissima col suo corpo da gazzella e quegli sguardi curiosi che lancia ai suoi amanti. E’ una ragazza sessualmente super attiva: sa come toccarsi e conosce bene ogni punto, dentro e fuori, che sappia scatenare in lei eccitazione ed orgasmo.
Si masturba, inizialmente, per esibirsi e farlo venire duro agli uomini schiavi dell’acerba e misteriosa seduzione, ma poi si concentra solo sul suo piacere.

Bionda, grandi occhi verdi, vive con intensa morbosità e ninfomane interiorità il sesso e sorride di rado quando è impegnata ad esplorarsi a livello sensoriale.
Vanessa ha imparato in fretta a gestire la sua risposta sessuale, con le mani e con gli uomini. Stuzzica il suo corpo spremendosi dentro con qualsiasi cosa le capiti a tiro, ma tutto questo le serve soltanto per scaldarsi, sognando una grandiosa scopata prima di scoppiare nel modo migliore che conosce e che ha sperimentato nella profondità del suo corpo. I suoi occhi da gatta allucinata dal desiderio, le sue labbra avide di maschio, il suo grosso e carnoso clitoride che si lascia strizzare selvaggiamente, abituato ad essere sgrillettato con precisa ed efficace violenza. Tutto questo, insieme ai suoi miagolii da felina in delirio, lascia il segno…

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Ama la vita notturna, le occasioni da prendere al volo sotto le luci psichedeliche di una discoteca o di un night club che la stuzzichi un po’… Di notte fa la cubista, di pomeriggio fino a tarda sera attira l’attenzione dei clienti ballando la lap dance, agitandosi con abile eleganza aggrappata all’asta dorata del palco. Questa cerbiatta sinuosa adora esibirsi, provocare tutti i maschi che la guardano e sentirsi spesso al centro di due virili attenzioni. E’ lunatica, nottambula…
Lei ci vivrebbe giorno e notte, in discoteca. I suoi occhi sono due fari psichedelici sempre accesi, come i due gioielli che si ritrova tra le gambe.
Il suo ragazzo odia la discoteca. Meglio – dice lei – così non lo avrà sempre tra i piedi. Preferisce i locali all’aperto alle solite discoteche affollate di ragazzini inconcludenti. Ne ha assaggiati tanti di clienti, in privato, nei suoi dance club preferiti, e non le era mai capitato di rivelare alla telecamera i suoi piccoli affari segreti. Ha accettato di farsi riprendere in video una volta, da un suo amico curioso, collezionista di rarità.
Ha iniziato a filmarla all’interno di un locale, dopo la chiusura, mentre lei continuava a ballare felina scivolando leggera sull’asta dorata del piccolo palco. Si librava nell’aria e, sdraiati su un divano, due ragazzoni erano già pronti per lei, Tiber e Zortan (due ungheresi). Non vedevano l’ora di raggiungerla sul palco, uno per volta, per farle la festa che si merita.

Zortan è il primo a salire, mentre lei si tocca facendo smorfie di vero piacere spremuto sul clito.
Si avvicina, lo sfodera e lo abbocca con ansia puntandogli addosso due fari di giada che gli succhiano i sensi almeno quanto la sua lingua. Si lascia scopare in bocca a un ritmo ragionevole e le mani fanno il resto. Il primo incastro, Vanessa vuole goderselo in piedi, offrendosi da dietro, reggendosi al palo dorato. Sul palco si lanciano in un sessantanove indurente e diluente, poi il ragazzo si ficca dentro di lei a pecorina, permettendole pure di saltellargli sopra o facendola arrendere su una sedia.
Vanessa, roteando gli occhi, si perde nel suo mondo vulcanico che le farà colare ed eruttare tanta lava e bava orgasmica. Zortan asseconda i suoi sussulti fottendola come un matto ma è costretto a cedere il posto a Tiber che, salendo sul palco, piazza nella bocca di Vanessa un paio di dita da succhiare. La ruba all’altro rivale che deve farsi da parte. Sdraiato sul palco, ruggisce nel farsi pompare da una fantina imbizzarrita. La ringrazia a modo suo, facendola impazzire sotto i colpi della sua lingua esperta. La scopa sollevandola di peso o scavandola comodo sulla sedia, come una belva.
A lei piace farsi chiavare a lungo: il suo orgasmo è totale ma la preparazione è lenta, difficile e solo certi stalloni altruisti riescono ad assecondarla davvero.

E’ il momento. Poggiata su una sedia si sgrilletta ferocemente e Tiber, sdraiato sotto, è pronto a bere la sua colata, una serie di getti squirting che nessuna ragazza gli aveva mai fatto assaggiare prima. Suggestionato da quel demone travestito da angelo, Tiber raccoglie cascate di orgasmo sciolto, mischiato ad urina, e se lo mena, preso e sorpreso com’è da tanta animalità femmina.
Aspetta che si plachi prima di schiaffarglielo nel culo per distrarla dagli spasmi uterini. Glielo presta nei fondelli come un satiro intenzionato a sfidare la sua dolorosa erezione. Le sonda il culo fino alle palle e la masturba, affascinato da un orgasmo inquietante, che potrebbe forse ripetersi. Un paio di posizioni diverse, prima di scaricare e trasformare il viso di Vanessa in una maschera di sborra appiccicosa.

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