Uno sporco baratto



Composizione Erotica di Xibilla

Lei è una donna ricca e, per viversi in porca pace le sue perversioni lontano dalle chiacchiere della gente, è disposta a pagare profumatamente stalloni capaci di assecondarla. Lui è un uomo elegante e gentile, un gigolo che va a caccia di borghesi malate di noia. Si fa chiamare Lorenzo ma chissà qual è il suo vero nome. Il marito di Rebecca, la donna ricca in questione, è all’oscuro di tutto ma non è solo di corna che si tratta…

“Ciao, caro. Ti sei deciso finalmente…”.

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“I patti sono patti, madame…”.

E’ così che si salutano Rebecca e Lorenzo, un uomo e una donna vogliosi di soddisfare due interessi diversi. Lei è una lupa borghese, che ha il tradimento nel sangue. Suo marito è fuori città e lei vuole impiegare il tempo nel migliore dei modi.

Non vuole pagarlo, Lorenzo. Da un po’ di tempo, suo marito controlla le spese e vuole sapere dove vanno a finire i soldi, fino all’ultimo centesimo. Rebecca ha promesso ben altro a Lorenzo per convincerlo a prestargli il cazzo nel culo. Sì, è questo il motivo principale che la spinge a cercare altri uomini. Suo marito è un perbenista e non ne vuole sapere di rapporti contro natura. Non resterà deluso, Lorenzo. E neanche lei, almeno lo spera…

Ma quali sono i patti? La verginità di Lisa, figliastra di Rebecca, in cambio di una sana inculata. Ecco quali sono i patti. Lorenzo è un gigolo, schiavo dei soldi, ma questo suo tallone d’Achille (farsi una vergine) l’ha spinto ad accettare il baratto. Il piccolo segreto di Lorenzo è anche un altro: è feticista del sangue e non perde mai un’occasione per goderselo mentre sgorga. Ecco perché gli fanno gola le verginelle.

Trova sempre qualcuno che lo assecondi e, per non far cambiare idea a Rebecca, le assicura: “Ti godrò nel culo… Stanne certa”.

Lisa, 18 anni appena compiuti, è ignara di quanto sta per succedere. Saluta educatamente, è socievole e fragile: perfetta per il sadico e la matrigna perversa. Ha un sacco di cose da fare la piccola, ma Rebecca le chiede di restare e lei obbedisce.

 Lorenzo prende subito confidenza con Lisa: ci sa fare con le adolescenti. Non ha nessuna fretta: dopo un’ora la convince a… ‘giocare’.

“Non arrossire – le dice – E’ buono il sapore degli uomini, sai?”.

Si vergogna un po’ Lisa e, intanto, si sbarazza della minigonna, lentamente. In un angolo, Rebecca, eccitata da quel raggiro, si gusta la scena. Lo sente così duro tra le mani, la piccola Lisa.

Rebecca la  sprona: “Assaggia… E’ tempo che cresci, non sei più una ragazzina”.

E’ un bel giocattolo, ha un odore forte, che incuriosisce. Lisa succhia e freme. Tante volte, Rebecca, nel letto della masturbazione, aveva immaginato tutto questo.

Con la voglia di svezzarla di colpo, Lorenzo la tiene ferma e tenta di affondarle il cazzo, malgrado la piccola lo preghi di non andare più giù… Una grossa verga viola quelle carni tenere, stordite da una sensazione strana. Rompe la diga e le ordina di stare buona.

Lacera l’imene. Il sangue che cola disseta la sua follia. Frena più volte l’orgasmo, mentre Lisa urla: “Sei un porco maleducato! Ahi!”.

L’astinenza anale di Rebecca comincia a farsi sentire. “Stappalo, vieni da me…” dice a Lorenzo, mentre si aiuta con un vibratore. Lorenzo non la sente nemmeno, perso com’è tra quelle coscette vellutate e inesplorate.

La matrigna ne ha abbastanza: gli monta sopra e gli ricorda che è tempo, per lui, di fare il suo dovere stando ai patti. Il maiale spana e trapana una fica esperta e pulsante e le regala una bella overdose di minchia. A Lisa già manca quel cazzo cattivo e prepotente: ci aveva preso gusto…  Castigata la guaina livida, Rebecca reclama l’inculata. Ma lui vuole altra dose di verginità e se la prende: si avventa nel culo di Lisa, stordita da un nuovo dolore, chiedendole volgare: “Pensavi servisse solo a cagare?!”.

Impenna l’asta crudele nella caverna elastica dicendo di resistere, che il bastone è cattivo e capriccioso. Il culetto le suda, si gonfia, brucia. A Lorenzo basta vedere una sola goccia di sangue per scolare tra culo e bocca. Si svuota, si arrende, facendo ingoiare lo sperma a Rebecca: “Senti com’è buono, bianco e rosso!”.

E’ rimasta inculata, la signora e… non proprio come avrebbe voluto.



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