Una vera troia

Quello che mi appresto a raccontare, non e una storia inventata è tutto
vero, risale a 5 anni fa, mi chiamo Franco ho 51 anni vivo a Genova con la
mia famiglia composta da mia moglie, e mia figlia sposata con due figli.
Mia moglie ha due sorelle Anna e Chiara più piccole di lei di qualche anno
sono tre belle donne, nel corso degli anni ho provato a scoparle, il massimo
del risultato e stata qualche palpata non hanno mai ceduto ma non
demordo, soprattutto con Anna che sembra più disponibile quando ne ho
occasione continuo a stringere il seno una quarta misura, ho accarezzarle
il culo, bello duro a mandolino, quando le infilo la mano tra le cosce, lei la
leva con un sorriso, non ne ha fatto mai parola con nessuno, questo mi fa
ben sperare, per ora finisce sempre con io che mi faccio una sega, ho
quando scopo mia moglie, immagino che ci sia Anna sotto.
Come lavoro faccio l’idraulico, ho una piccola impresa con me oltre a mio
figlio Ciro lavorano anche tre dipendenti, il lavoro non mi manca, anzi
qualche volta sono costretto a passarlo a qualche collega, ho in affitto in
centro paese un ufficio che uso poco e un magazzino per i ricambi, per
accedere al magazzino occorre passare dall’ufficio, i contatti con i clienti se
ne occupa mia moglie da casa, anche per le fatture e per ordinare i pezzi di
ricambio, già da qualche mese mia moglie insiste per farmi assumere una
ragazza, ci nicchio su, il caso ha voluto che non molto tempo fa Anna resta
a casa, lavorava in un negozio il suo ex datore di lavoro a ceduto l’attività e
il nuovo l’ha lasciata a casa, era disperata Anna e separata con una figlia
adolescente, so per certo che sua sorella l’aiuta economicamente anche se
non mi ha mai detto niente, ma non importa possiamo permettercelo, in
questi giorni ci sono i muratori in casa la stiamo ristrutturando Anna da
una mano a mia moglie per cui la vedo tutti i giorni.
Ha pranzo ho una discussione con mia moglie, si era dimenticato di
ordinarmi dei materiali che mi servivano, Anna e presente, alla fine mia
moglie mi dice; io non c’è la faccio, tu tuo figlio, la casa, il cane, il tuo
lavoro ma devo pensare tutto io, ti ho detto tante volte di assumere una
ragazza per farti aiutare, ma fai finta di non sentire, anzi fai una cosa
prendi Anna, non lavora e poi e tua cognata.
Mi giro verso Anna e le chiedo; ci verresti a lavorare per me.
Certo perché no, ma sai che mi devi insegnare tutto.
Non ti preoccupare per questo, più che io lo deve fare tua sorella.
Interviene mia moglie; Anna non ti preoccupare ci penso io.
Allora se ti va bene cominci quando vuoi, devo solo comunicarlo al
commercialista, mi metto in contatto con lui cosi ti spiegherà tutto lui,
intanto se vai con Ciro ti darà le chiavi dell’ufficio, ti farà vedere anche il
magazzino, e se ti va ti sistemi mi dispiace l’ufficio ha bisogno di una bella
pulizia e tanto che non lo uso.
Mi risponde; non ti preoccupare ci penso io.
Il lunedì nella tarda mattinata passo per l’ufficio volevo vedere come si era
sistemata, arrivo parcheggio nel cortile, ed entro dal retro, Anna non mi
sente, la vedo seduta alla scrivania, intenta a guardare delle fatture da
sistemare, la chiamo Anna come va.
Da dove sei entrato non ti ho sentito.
Dal retro faro istallare una suoneria in modo che tu senta se dal retro
entra qualcuno, abitualmente anche i ragazzi passano di dietro, hai
bisogno di altro.
Posso chiederti un favore, potresti mettere una macchinetta per il caffè, e
un piccolo frigo per delle bibite sarebbe l’ideale.
Intanto sono seduto davanti a lei, le rispondo va bene ti do la carta di
credito della ditta vai e compra quello che vuoi ricorda di farti fare la
fattura, ritira anche 500 euro e tienili per le spese ricordati di segnare
quello che paghi, a volte arriva del materiale spedito contrassegno e
hai bisogno di contanti per pagare il corriere, quando vedi Ciro gli dici di
istallare un condizionatore, non senti che caldo fa qua dentro, intanto me
la mangio con gli occhi, non vedo le sue cosce sotto la scrivania, ma il suo
davanzale si e li davanti ai miei occhi, chiuso in quella camicetta che
sembra esplodere da un momento all’altro, si e accorta che le fisso le tette.
Mi chiede; c’è qualcosa che vuoi che faccia, che devo sapere.
Da fare ci sarebbe tanto ma lasciamo perdere capisce al volo mi risponde;
Tu pensi sempre a quello vero, il tuo e un chiodo fisso.
E si non e colpa mia se mi piace, ma parliamo d’altro, e una faccenda seria
non lo ripeterò più, con noi oltre a Ciro ci sono Antonio e un bravo
ragazzo un gran lavoratore da lui non ti devi aspettare nulla e educato poi
c’è Giorgio che non sono mai riuscito a decifrare non so come si può
comportare con te, poi c’è Leo, a lui piacciono le donne e non fa distinzione
per nessuna basta che respirano lui ci prova, si e già scopato qualche
cliente, ora voglio che tu li tieni a distanza, non voglio vedere che gli dai
confidenza, se ci provano mettili a posto loro, se insistono lo riferisci a me,
Anna non voglio casini, sono sposati sono stato chiaro.
Perché mi dici questo sono qua per lavorare.
Ecco brava per lavorare, inoltre vorrei che vestissi un po più sobria.
Devo vestire come una suora.
No Anna ma nemmeno come sei adesso, ti si vedono le tette, e un gran
bello spettacolo credimi farebbero arrapare anche un morto,
Perché tu sei un morto.
Perché dici questo.
Be ti sei arrapato. si vede dal tuo amico e duro.
E duro perché tu non ti decidi a darmela una volta per tutte.
Non ci pensare vai in bagno fatti una sega vedrai che ti passa.
Ok il gioco e finito, stasera ci vediamo tutti in pizzeria, cosi ti presento a
tutti porti anche Martina se vuoi, vediamo se tua sorella ci degna della sua
compagnia, paga il capo.
In pizzeria ci siamo tutti, faccio le presentazioni Anna e sorpresa da Leo,
un bel uomo, alto un fisico possente, occhi chiari penetranti, tra l’altro e il
suo tipo d’uomo conoscendo tutti quelli che ha frequentato, se ne rende
conto anche mia moglie, me lo dice tornando a casa, hai visto Anna come
guardava Leo.
Si ho visto, le ho già parlato le ho detto che non voglio casini sul lavoro.
Guarda che Anna e una donna libera può fare quello che vuole.
Si lo spero, Leo e sposato con una bella donna si vuole solo divertire.
E a te cosa importa se si divertono, sembri che sei geloso.
Va bene tutto ma non voglio che succeda durante il lavoro che vadino dove
vogliono e faccino quello che vogliono, basta che non abbia casini.
Sono passati sei mesi tutto va bene vado in ufficio Anna e piegata sulla
scrivania, le vado dietro l’afferro per i fianchi e gli faccio sentire il cazzo, si
divincola e nel girarsi le prendo le tette, mi dice dai smettila per favore.
Si solo se me le fai vedere.
Sono stanca e la devi smettere.
Come faccio tu mi arrapi, dai fammele vedere.
Franco la devi smetterla, altrimenti lo dico a tua moglie, sono tua cognata
e non faccio sesso con te scordalo.
Da quel giorno mi comporto bene, anzi evito di ritrovarmi da solo con lei.
Eravamo in casa di un cliente rifacevamo il bagno, c’eravamo io e Leo
quando ci accorgiamo che manca un pezzo, dico a Leo faccio un salto in
magazzino a prenderlo, intanto tu portati avanti.
Prendo il furgone e vado, ma non passo dal retro, entro dall’ufficio non
vedo Anna alla scrivania, entro in magazzino e quello che vedo e uno
spettacolo, Anna seminuda piegata alla pecorina con suo nipote dietro che
la scopa, sono girati verso il muro e non mi hanno visto, ne sentito, resto
un attimo a guardare poi arretro, tiro fuori il telefonino e lo preparo per le
foto vado di nuovo dentro e comincio a scattare foto, il rumore dello scatto
tradisce la mia presenza, lei tenta di rivestirsi, mio figlio e impaurito ed e
fermo con il cazzo fuori, Anna si rifugge in bagno dico a Ciro rivestiti ne
parliamo dopo, mi dirigo allo scaffale prendo cio che cercavo e vado via.
Tornando indietro sorrido, penso ma guarda sta puttana da me non vuole
farsi scopare e poi si fa scopare da un ragazzo di vent’anni e per giunta suo
nipote, ma ora ti ho in pugno brutta troia.
Quando smetto di lavorare in casa del cliente, passo dall’ufficio, lei e al suo
posto, le vado vicino e le chiedo allora com’è scopare con Ciro.
Mi risponde tu hai visto male.
Le rispondo; si, hai ragione tiro fuori il telefonino e le faccio vedere tutte le
foto che ho scattato, ho visto male, le faro vedere a tua sorella, a Gio e a
Martina forse loro riescono a capire cosa stavate facendo, sinceramente a
me pare che stavate scopando, ma non ti vergoni con tuo nipote.
Ho capito cosa vuoi in cambio del tuo silenzio.
Sei troppo furba per non saperlo.
Devi cancellare tutte le foto, anzi no voglio che mi dai il telefonino.
E poi cosa succede.
Ti faccio scopare, non e questo che vuoi?
Certo cominciamo subito chiudi le porte, si alza chiude le due porte, vieni
seguimi la porto in magazzino, mi tiro giù i pantaloni e le dico vieni fammi
un pompino, si avvicina, lo prende in mano e già duro, aspetta tira fuori le
tette e più arrapante, si tira su la maglietta e mi mostra le tette, no no togli
tutto le voglio libere, mi guarda male ma si spoglia, dai vieni succhia, si
abbassa si inginocchia lo prende in mano e comincia a leccarlo mentre le
afferro la tette, le stringo i capezzoli tra le dita, dai ingoia, ci sa fare sono
troppo arrapato per resistere molto sento la sborra salire, vengo vengo e la
riempio di calda sborra, la vedo colare sulle labbra sulle tette sulla faccia,
dai puliscilo bene, lo riprende e lo tira a lucido.
Mentre lei si pulisce con della carta, io mi rimetto a posto.
Era incazzata, e mi dice sei soddisfatto maiale, ti sei finalmente scopato
tua cognata, e quello che volevi no, ora dammi il telefonino.
No mi hai dato solo un assaggio per scopare c’è tempo, tieni prendi pure
cancella tutto tanto le ho già salvate sul PC, anzi fai una cosa domani
guarda sul tuo profilo le troverai li, ciao a domani vado via.
A casa con cura, modifico le foto per rende irriconoscibili i volti , ma un
occhio attento avrebbe tranquillamente riconosciuti il posto e da tanti
piccoli particolari anche loro due, poi le posto sul suo profilo con la scritta
una troia al lavoro.
Il mattino presto mi chiama e mi chiede di passare dall’ufficio.
Le dico appena posso passo, hai visto il tuo profilo, non risponde e chiude
la telefonata, durante la pausa pranzo passo i ufficio appena mi vede mi
assale; ma che cazzo ai fatto perché, ma ti rendi conto quello che hai fatto.
Ma non si riconosce nessuno piantala, tu comportati bene e io faccio
sparire tutto.
Cosa vuol dire devo fare la puttana per te.
Che parole grosse, fai finta di essere la mia amante, ha proposito la
settimana prossima andremo via due giorni.
Perché andiamo via due giorni, e cosa dico a Gio e Martina.
Gli dirai che andiamo a visitare una fiera per il lavoro, cosi avremo più
tempo per noi, non ti preoccupare penso tutto io.
Ai bisogno di due giorni per farti una scopata.
Si ho bisogno di due giorni con te, ma tranquilla non ti pentirai.
Pero io sarò anche una troia, ma tu sei un figlio di puttana.
Con mia moglie non ho avuto problemi e bastato dirle che era per lavoro.
Anna invece con Gio ha avuto qualche problema mi ha riferito che lui non
voleva che venisse, continuava a dirgli ma tu da solo con lui due giorni.
Lo ha detto quando eravamo in viaggio verso Firenze, per eludere qualche
controllo ho prenotato una matrimoniale e una singola, durante il viaggio
mi racconta che il rapporto con Gio era al capolinea aspettava solo una
buona scusa per rompere, quando le chiedo il perché mi dice; sono stanca
di essere controllata, sono stufa della sua gelosia, sono stanca della sua
pigrizia, non ha mai voglia di uscire, e tutto il giorno ho al PC ho davanti
al televisore, a letto poi e una frana due colpi e viene come un coniglio.
Anna perché mi racconti tutto cio.
Per fare conversazione, ma vedo che anche tu hai i tuoi problemi in casa
anche se non ne parli.
Quali problemi avrei sentiamo.
Ho non sei contento della tua vita a letto, ho sei semplicemente uno che
scopa con tutte, altrimenti non mi spiego perché sei cosi assatanato.
Pero sei brava a capire qualche problema, mi voglio aprire con te, e non lo
faccio per convincerti lo dico perché e la pura verità, ho sposato tua sorella
per amore non avrei mai potuto pensare che un giorno l’avrei tradita, ma e
successo, l’inizio sposati era una bomba a letto lo facevamo sempre, con
tutti i suoi limiti, io pensavo pazienza vedrai cambierà, invece niente e
dopo qualche anno si era esaurita anche la carica erotica, era sempre la
stessa minestra mai una variante, mai una novità comincio a guardarmi
in giro fino a quando non vado a letto con una cliente e scopro un mondo a
me sconosciuto, ho meglio era solo nelle mie fantasie.
Cosa mi stai dicendo, mia sorella non ti ha mai fatto un pompino ho altro.
Anna in ventidue anni mi ha fatto qualche pompino ma mai con ingoio,
non ha mai voluto darmi il culo il massimo della trasgressione e farsela
leccare un po e non sempre tua sorella ha sempre fatto sesso solo per
dovere mai per piacere,ti giuro ho provato a stimolarla con tutto, film
porno, oggetti vari sono arrivato a chiedere se voleva provare a fare
scambio di coppia ho in tre, quante volte mi sono chiesto forse e colpa mia
non riesco a stimolarla abbastanza, forse c’è l’ho piccolo, la sua risposta e
sempre stato no, credimi alla fine ci ho rinunciato.
Peccato per lei non sa cosa si perde, io non sono come lei, io voglio provare
tutto ma questo lo sai.
Dopo tre ore siamo in albergo, ritiro le chiavi in ascensore le chiedo cosa
vuoi che facciamo, lasciamo le valige per farci un giro in città, cosi ci
fermiamo a mangiare una magnifica fiorentina, ho vuoi restare in albergo
no usciamo andiamo in città portami in giro non ci sono mai stata quando
saremo stanchi rientriamo, ceniamo in albergo, ci facciamo un buon vino,
poi ci ritiriamo in camera un bel bagno caldo, poi lavati e profumati ci
dedichiamo a noi tutto il tempo che vogliamo fino a sfinirci, ti va.
Anna come mai questo cambiamento cosi repentino.
Non sapevo niente della tua vita, non ne ho mai parlato con mia sorella, e
sinceramente credo che tu non lo meriti, da quello che conosco sei un buon
marito un gran lavoratore, non hai mai fatto mancare niente in casa, mia
sorella avrebbe dovuto farsi le mie stesse esperienze di vita, ti giuro io uno
come te lo avrei legato al letto, ma non ci pensiamo siamo qua lontano da
tutti e tutto soli e mi voglio divertire, dai baciami e andiamo, e la prima
volta che la bacio con passione, appena fuori dall’albergo si infila sotto il
mio braccio, il resto della mattinata la passiamo in centro facciamo alcuni
acquisti poi a pranzo, ancora in giro facendo delle tappe senza perderci un
angolo di questa stupenda città ricca d’arte, nel tardo pomeriggio, dopo
una sosta in un bar, mi dice Franco portami in albergo sono stanca, si solo
ancora dieci minuti voglio che ti compri qualcosa di carino.
No lascia perdere non ho bisogno di niente.
Non appena scorgo un negozio di abbigliamento la trascino dentro, mi
rivolgo alla commessa e le dico, vorrei che mia moglie provasse il vestito in
vetrina, si lascia coinvolgere, faccio leva sulla vanità, dopo aver provato
alcuni vestiti ne sceglie uno nero stupendo come le sta sembra disegnato
addosso a lei completa il tutto un foulard in tinta e la scarpe con un tacco
non molto alto, ha un sorriso a tutto denti, pago e usciamo, fuori dal
negozio le chiedo; sei contenta?
Si molto, non dovevi grazie e si stringe al mio braccio.
Non abbiamo finito ci vuole un bel intimo sotto al vestito non credi ?
Sceglie un intimo nero davvero molto sex e molto mini mi chiama per
farmelo vedere mentre la commessa la riempie di complimenti.
Quando siamo in albergo le dico; ora ci separiamo vai in camera fatti una
doccia e riposati se puoi, ci vediamo alle 20,30 per cena d’accordo.
Perché non vieni anche tu, dai la facciamo insieme.
No Anna e proprio per evitare, rimandiamo tutto al dopo cena.

Autore:
Fabrizio 74

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