Una lupa da strada



Guidare è indispensabile per una donna emancipata. I motivi possono essere tanti. Essere indipendente dal proprio uomo sia nella buona che nella cattiva sorte. Non essere ‘schiavizzata’ dai mezzi pubblici, con tutti quei maniaci che hanno il vizio di palpare e strusciare indisturbati, impuniti tra la folla. E, poi, essere padrone del proprio tempo è un vero lusso!

Una biondona come Erika può avere duemila motivi per decidere di prendere la patente scegliendosi un gioiellino di fuoristrada buono per ogni occasione,  per strade e stradine di campagna più difficili ma anche più sicure, quando c’è da portarsi un amante o, ancora meglio, quando c’è da caricare un bel maschione.

E’ una lupa da strada e di uccelli in difficoltà ne incontra parecchi. Preferisce le stradine solitarie dove è facile trovare maschi con l’auto in panne.

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“Grazie, principessa…” esclamano in coro tre ragazzoni che ha appena incrociato per il solito autostop.

Beh, più insolito che solito visto che tre ‘manzi’ come quelli non si incontrano tutti i giorni.

“Ehi, che gratitudine!” fa la modesta, quando si sente circondare dal calore inquieto di quei tre cavalli. Ne ha beccati tre in un colpo solo. L’avventuriera si sente assalita da mani e lingue ovunque.

“Sì, ohhh… revisionate ‘sta carrozzeria… ahhh…” continua Erika dimenticando la modestia e parlando più schietta.

E’ una cacciatrice di taglie… forti e si attacca in fretta al biberon più caldo e vicino, mentre un altro le insaliva la fregna. Le piomba in sorca il più frettoloso di scoprire che caratterino ha il suo ventre. Erika prende a slappare il cazzo del muscoloso ‘faccia da zingaro’, che trema ad ogni colpo di lingua e stretta di artiglio. Scossa dal montone che la scava dietro, regala super pompe allo zingaro.

I tre uccelli in difficoltà soccorsi da Erika sanno cosa fare per ringraziarla. La riempiono sopra e sotto, dietro i sedili o sul cofano.

Tubi di ‘spaccamento’ a posto, pistoni e cilindri sincronizzati da una fregola turbo e cambi d’incastro continui. Cacciarsene due in bocca è un divertimento, per lei, e in piedi come una cavalla li lascia entrare, a turno. Sull’asfalto, il più allupato la fa ballare sul cazzo spiando le sue pompe assatanate. Le bombarda la fica e lei spalanca meglio la bocca sgomenta per ingoiare gli altri due piselloni.

Ma che fa lo zingaro? Le spana il culo a pecorina senza manco avvertire? Quell’impeto la costringe ad aggrapparsi ai due pali. Non sa neanche lei come fa a liberarsi dalla trappola nerboruta dell’inculatore. Un altro la fa librare nell’aria tenendola in equilibrio come può, ma i suoi fondelli sono una calamita di nerbo. Spinta a pecorina, il suo culo rilassato dalla prepotenza animale torna ad essere scavato con forza.

Chi non può assaggiare subito il suo anello di carne più prezioso si accontenta della bocca e si sfoga con le parole aspettando il suo turno:

“Ciuccia da brava zoccola… ciuccia…. “.

Erika, che non sta mai ferma un attimo, trova una posizione più comoda e succhia allegra. Ubriaca di sapore maschio, si sente riempire i fondelli di sperma fresco dal lupo che si agita sotto. Le altre due cappelle aprono i rubinetti e la sporcano. E’ quella la benzina ideale per una femmina turbo come lei. Spalanca le fauci e ne lascia colare più che può per ingoiare il suo drink preferito.

Certo che vivere così è una pacchia. Ma, per essere una vera lupa da strada, bisogna saper guidare. Con tutte le porcate che si è fatta ‘on the road’ in macchina quasi ci campa, ormai, e scopa sempre meno sul noiosissimo materasso e, in generale, tra le ammoscianti quattro pareti che non sanno darle più emozioni. A casa non riuscirebbe più a godere come si deve neanche se dovesse invitare Richard Gere. Va be’, magari per lui, un’eccezione la farebbe ma… siccome non capita, per tutti gli altri comuni mortali le condizioni sono: o in macchina o niente!

A casa ci torna per mangiare un boccone, farsi un bagno, riposare quando la notte non promette altro di meglio.

Erika si diverte a raccontare le maialate che si fa in giro, specie per far crepare d’invidia le sue amiche. Sapete quante ne ha convinte a prendere la patente? Ormai, ha perso il conto delle sue amiche motorizzate…

 



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