Una giornata in compagnia di una ninfomane (parte 2)

Una giornata indimenticabile

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(Leggi la prima parte del racconto erotico)

Luca arrivò poco dopo.
Ci eravamo messi a posto e non avevamo lasciato nessuna traccia: lei si era cambiata i leggings e io avevo riposto il mio gingillo nei pantaloni.
Ora era ancora più sexy. Indossava un bel paio di shorts, ancora più attillati dei leggings, tanto che le potevo vedere senza difficoltà il tanga che aveva sotto.
“Cazzo: c’è tuo figlio in casa e ti vesti in questo modo?”
Eppure Luca non sembrava per niente imbarazzato. Qualche volta lanciava anche lui delle occhiate arrapate a quel culetto che si muoveva di qua e di là per la cucina.
-Luca, per piacere, aiutami a sparecchiare-
Io feci per prendere il piatto.
-No Marco, lascia, facciamo noi-
-Ok-
Mi diressi in salotto per non essere d’intralcio.
Dopo qualche minuto mi sedetti sul divano, e insieme a Marco guardai il televisore. Cioè, più che altro, cercavo il culo di sua mamma: non lo vedevo più in circolazione. Ma mi bastò aspettare un attimo che riapparve e andò a mettersi proprio di fronte al televisore.
-Mamma sposta il tuo culo!-
-Aspetta tesoro, devo prendere una cosa-
E mentre cercava nello scaffale sopra il televisore, non so che cosa, e io e Luca ammiravamo il suo culo contrarsi nel tentativo di raggiungere gli oggetti più alti.
-È così troia, sai certe volte penso che me la dovrei scopare veramente- mi sussurrò.
-Va matta per i cazzi grossi: delle volte mi guarda quando ce l’ho fuori, che sembra quasi voglia farmi un pompino da un momento all’altro-
“Lo so che va matta per i cazzi grossi”pensai sorridendo.
-Perché quel sorrisetto: vuoi scopartela anche tu?-
Tra i sussurri su quanto fosse puttana e gnocca sua madre non ci accorgemmo che quella ormai aveva finito di cercare e si era avvicinata.
-Chi sarebbe la troia!-
Luca sobbalzò.
-Scusa mamma, non stavamo parlando di te-
-Vorresti dire che non sono figa!-
-Sì che lo sei, però non…-
Gli tappò la bocca con la mano.
-Ora voglio che voi due tiriate fuori i vostri cazzoni subito!-
Luca la guardò basito.
-Che! Ma sei pazza!-
-Luca non fartelo ripetere due volte: alzatevi che ho voglia di essere trombata!-
Io non mi feci alcun riguardo e mi alzai. Tirai fuori il cazzo e aspettai che Luca facesse lo stesso.
Quello si alzò e ancora contrariato tirò fuori il suo. Era lungo quanto il mio, ma io ce l’avevo un poco più grosso. Comunque era un cazzo niente male, e ovviamente sua madre sembrava andarne più che fiera da quanto le si illuminarono gli occhi.
Si mise in mezzo e abbassatasi iniziò a masturbarci contemporaneamente.
-Bei cazzoni che c’avete!-
Il primo che prese in bocca fu quello di Luca. Glielo leccò lentamente, come volesse farlo godere il più possibile. La lingua scorreva dall’asta al glande seguendo un movimento rotatorio e incessante.
“Anche io voglio sto’ servizietto”.
Ero impaziente: quel bel visino stava spompinando Luca in modo esemplare, dimenticandosi che il cazzo attaccato all’altra mano voleva anche lui delle attenzioni.
Schioccò la lingua sulla sua cappella, e voltatasi mi disse
-Tranquillo, lascia che lo stenda, poi rifacciamo quella cosa di prima. Voglio il tuo cazzone nel culo!-
Aveva un tono così seducente che mi sentì il sangue ribollire nel cazzo.
“Sbrigati che voglio quel tuo bel culo sfondato!”
Lasciò la presa dal mio cazzo e si concentrò su Luca.
-Mamma perché gli hai detto rifacciamo…-
In un secondo gli inghiottì tutto il cazzo e afferratogli il sedere con tutte e due le mani lo provinò come solo una vera esperta sa fare.
Luca non riusciva a parlare, mi guardava con la bocca aperta mentre sua madre continuava senza sosta a succhiarglielo impeccabilmente.
Non prendeva nemmeno un momento per respirare: era costantemente su quel cazzo e, la sua bocca lo stava portando all’orgasmo più sfrenato.
Luca iniziò sbavare.
“Cazzo non ti hanno mai fatto un pompino?”. Evidentemente quello doveva essere il primo vero pompino, come si deve, di tutta la sua vita. E glielo stava facendo sua madre.
Finalmente le staccò la bocca dal cazzo e dando l’ultima leccata lasciò che esplodesse in una eiaculazione che dire abbondante era poco: non fece in tempo ad aprire la bocca di nuovo per bersela che già quello gli aveva innaffiato tutta la faccia e la maglietta.
Si leccò quello che poté e aiutandosi con le mani si ripulì il viso.
Luca barcollo e andò a finire esausto sul divano: si buttò e rimase lì, fermo.
-Era ora, non ne potevo più di succhiarglielo-
Si tolse la maglietta, mostrandomi le sue tette prorompenti. Si alzò e si levò, quasi fosse una liberazione, i pantaloncini attillati.
-Luca ce l’ha grosso ma il tuo è mille volte più duro. A me piacciono solo i cazzoni belli duri!-
Mentre parlava iniziò a farsi dei ditalini.
-Sai, ho voglia di farmi scopare la figa-
Io rabbrividì.
Lei si avvicinò.
-Voglio il tuo bel cazzone dentro la mia figa, dopo ti lascio sfondare il mio culetto-
Tirò fuori la lingua e mi limonò passionatamente.
-Avete il cazzo più grosso del mio ex marito, quello non mi faceva godere neanche un po’-
Continuò a baciarmi, nel frattempo mi prese il cazzo e se lo passò sotto, giocandoci con la figa. Se lo metteva dentro e subito lo tirava fuori.
-Ti piace la mia figa?-
Non potei rispondere che quella mi slinguò.
-Ti piace, allora?-
Si mise a ridere e, senza smettere di slinguarmi, se lo ficcò tutto dentro e mi saltò addosso. Dovetti afferrarle il culo con le mani, le strinsi quelle chiappe sode così forte che quella mi baciò ancora con più foga.
Mi avvinghiò il collo con le braccia e iniziò con un movimento di su e giù sul mio cazzo, nel frattempo la sorreggevo e non mancavo di infilarle qualche dito nel culo
Era la donna più porca che avessi mai incontrato, ed era la mamma di Luca: quello che stava disteso sul divano col cazzo sporco di sborra all’aria.

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