Una giornata in compagnia di una ninfomane

Una giornata indimenticabile

La madre di Luca era intenta a cucinare una delle sue frittate squisite. E, mentre sbucciava meticolosamente le patate sul lavandino, la fissavo. Luca non era ancora arrivato. La madre mi aveva invitato a entrare dicendomi che l’aveva appena chiamato e, questione di un ventina di minuti, il mio amico si sarebbe presentato alla soglia pronto per il pranzo.
-Hai voglia di mangiare qualcosa Marco?-
-No, niente grazie- risposi.
Invece sì che volevo mangiare qualcosa: volevo sbranare quelle sue chiappe sode che pareva mostrare con disinvoltura, indossando aderenti leggings neri, a far vedere che era ancora giovane, seppur avesse, anche se non sembrava, quarantacinque anni.
Era così arrapante che avevo il cazzo duro da quando ero entrato.
Il suo viso poi, con quelle labbra provocanti, i capelli biondi e nemmeno un filo di rughe, pareva volerti dire fin da subito: sono una troia, scopami col tuo bel cazzone.
“Si che sei una troia” pensai guardandola ancora.
Era voltata di schiena e non poteva vedere il mio cazzo all’infuori che si dimenava nella sua direzione.
Non potevo scoparla, ma era così attraente che a un certo punto non mio trattenni più.
Mi avvicinai e, tenendo in mano il cazzo, glielo premetti contro i leggings.
-Ma cosa fai Marco! Sei scemo!-
Non erano resistenti, così glieli strappai e, spostate le mutandine, glielo ficcai dentro la figa.
-No Marco, non fare cazzate! Luca arriverà a momenti!-
-Ora ti sfondo!-
Gli afferrai le braccia e gliele tirai all’indietro, le presi come delle redini e iniziai a sbatterla brutalmente, spingendo così forte che quella non fece altro che urlare.
-No! Basta!-
Ma non mi interessava: l’unica cosa a cui pensavo era alle sue natiche abbronzate che continuavano a sbattere rumorosamente sul mio cazzo.
Era un culo da sogno.
-Ora spompinami!-
La presi per il collo e l’abbassai fino a metterle il cazzo in bocca. Era così calda!
La sua lingua faceva su e giù cercando di uscire dalla mia morsa. Non aveva capito che più dimenava la lingua e più mi faceva godere, obbligandomi a spingerglielo ancora più infondo.
Arrivai al punto di metterglielo tutto dentro e cominciai a premerle la faccia contro il pube, finché non sentì il glande toccarle l’esofago.
Ero tutto eccitato, così soddisfatto della sua gola profonda, ma dovetti fermarmi sul più bello e tirarlo fuori per non farla soffocare. Il cazzo era tutto ricoperto della sua saliva umida.
Lei spasimò per qualche attimo e quando vidi che si stava riprendendo glielo rificcai in gola. Una, due, tre, quattro volte. Alla quinta quinta glielo tenni così tanto che cominciò a darmi dei pugni sulle gambe, per dirmi che non ce la faceva più.
Lo tirai fuori e glielo spalmai in faccia.
-Devi ancora farmi venire troia!-
La presi per i fianchi e la girai. La misi a pecorina, e dall’alto gli piantai il mio cazzone giù per il culo. Urlò ancora più forte.
-Scopami! Sì!-
-Finalmente ti sei decisa!-
Visto il consenso, la penetrai ancora più forte, cercando di metterglielo tutto dentro. Ma il buco era così stretto che non ce la facevo.
-Puttana se ce l”hai stretto!-
Ero in difficoltà, ricorsi a tutta la mia forza per scendere ancora di più. Provai e riprovai finché, dopo vari tentativi, le spaccai il culo per intero e godetti meritatamente la mia ricompensa.
Era dentro, tutto dentro.
Avevo il totale controllo di quel culo e potevo farci quello che volevo.
-Ora iniziamo a far sul serio!-
La scopai come un forsennato, tra le grida di piacere di lei, e il suo culo che sembrava volesse risucchiarmi dentro. Così stretto e così avvolgente.
Quando fui sul punto di venire, glielo sbattei ancora più forte e in un attimo gli sborrai nel culo, lasciando che tutta la sborra le riempisse il buco.
Lo tirai fuori e come al solito me lo feci ripulire con un altro pompino.
-Sei proprio una troia-
Lei mi guardò torva.
-Ecco! Sei contento! Mi hai scopata, ora mettiti a posto che sta per arrivare Luca-
Non ero ancora soddisfatto.
La presi per i capelli e con tutta la forza che avevo le misi in bocca il cazzo.
-Se non sei contenta tu?-
Ovviamente non mi rispose.
Glielo tenni in bocca ancora per qualche minuto, poi lo tolsi.
-Allora sei contenta!-
Lei mi guardò dritta negli occhi e ansimante mi rispose
-Sì! Sì cazzo! Scopami quanto vuoi!-
Ora ero soddisfatto.

(Leggi la seconda parte del racconto erotico )

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