Un campeggio particolare

Aveva sentito dire più volte che i campeggi erano un ottimo punto di rimorchio, ma mai avrebbe creduto a ciò che le sarebbe accaduto durante quella breve vacanza.
Aveva fatto amicizia con un gruppo di ragazzi provenienti da differenti parti d’Europa e finalmente si sentiva accettata all’interno di una cerchia.
Tra lei ed Alan c’era un certo feeling che si sarebbe sicuramente trasformato in qualcosa di più concreto. Il momento stava per arrivare, secondo lei.
Quel pomeriggio le aveva dato appuntamento per la sera, davanti al vecchio pontile del campeggio.
“Ho prenotato la canoa… voglio portarti in un posto speciale dal quale si vedono meglio le stelle.” le aveva detto.
Si sarebbero baciati e probabilmente avrebbero fatto l’amore nudi sul prato. Le ipotesi sulla serata sembravano uscire da un romanzo rosa di pessima qualità, ma Giovanna non poteva fare a meno di divagare con la testa.
Sarebbe stato perfetto. Dopo la sua rottura con l’ultimo fidanzato aveva proprio bisogno di una storia romantica senza complicazioni. Alan era bello e affascinante.
Non l’avrebbe mai fatta soffrire e non sembrava in grado di mancare di rispetto ad una donna.
Era il ragazzo giusto al momento giusto.
Quando s’incontrarono lei aveva addosso quel vestitino blu estivo che rendeva giustizia in tutto e per tutto alla sua silhouette longilinea.
Alan sorrise, dicendo “Dio mio… ho appena avuto una visione.” quando la vide apparire davanti a lui.
Si baciarono appassionatamente.
“Avanti… la tua sorpresa ti attende.”
“Così non fai altro che rendermi più curiosa!” sorrise lei, sempre più ammaliata dal fare di quel ragazzo d’altri tempi.
Salirono sulla canoa e Alan iniziò a remare, seguendo la rotta che si era prefissato per portarla davanti alla sua sorpresa.
Avrebbe voluto saltargli addosso su quella canoa, facendo l’amore in mezzo al fiume, ma l’idea di una sorpresa romantica mise a tacere per un po’ i suoi bollenti spiriti.
Quando arrivano su di un piccolo isolotto, dopo aver attaccato la piccola imbarcazione, scesero ed iniziarono a camminare sulla sabbia, verso un boschetto.
Gioanna notò la luce di un fuoco e pensò che Alan doveva essere stato un vero e proprio irresponsabile a lasciare un fuoco incustodito in mezzo a tutta quella vegetazione.
Il rumore di un tamburo le fece intuire che su quell’isolotto non erano da soli.
“Ma chi c’è?” domandò insospettita.
Alan la baciò, affondando la lingua nella sua bocca. Era un bacio molto appassionato.
“Volevo farti una sorpresa… ma a quanto pare hanno rovinato tutto con quei tamburi.”
Mark e Jacob uscirono allo scoperto. Erano nudi.
Le mani di Alan fecero scivolare dalle sue spalline il vestito blu che aveva deciso d’indossare per quella serata romantica.
Si ritrovò in mutandine e reggiseno davanti a quei tre ragazzi. Cosa stava succedendo?
Avrebbe voluto piangere, ma una sorta di orgoglio interiore le impedì di mostrare la sua debolezza.
Chiuse gli occhi e sentì delle mani accarezzarle dolcemente il corpo. Erano quelle di Alan? Quelle di Mark? O forse erano quelle di Jacob?
Senza nemmeno accorgersene la sua vagina iniziò ad inumidirsi. Un cazzo le guizzò in mano; era duro e caldo. Iniziò a fare una sega a Jacob mentre Alan la stava baciando e Mark le lasciava scivolare la lingua su di un capezzolo.
Non era per niente male. Le sue mutandine caddero a terra, unendosi al reggiseno e al vestito.
Jacob si sdraiò sul prato, portandola a sé. Il suo cazzo le penetrò la figa in un colpo solo.
Delicatamente, Alan iniziò a sodomizzarla sfondandole il culo. Non aveva mai provato una sensazione simile. Non c’era mai stato così tanto cazzo dentro di lei.
Ad un tratto il pene turgido di Mark le carezzò il viso e lei lo accolse nella sua bocca.
Un cazzo duro le schizzava dentro e fuori dalla vagina stimolandole il clitoride, mentre un altro le dilaniava l’ano in una goduria immensa e un altro ancora le coccolava la gola.
Fu il momento più intenso della sua vita. Quei tre cazzi dentro di lei le regalarono l’orgasmo più intenso della sua sessualità.
Era una troia? Forse sì, ma non le importava. Lei ne voleva solo ancora un po’.

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