Tutti per Elisa



Troia con sguardo da gatta

Elisa era una povera tossica del centro. Era tipico di Lewis organizzare cose del genere. Aveva i soldi e non gliene fregava assolutamente niente della morale o cose del genere.

Era tornato da poco da New York e aveva occupato la sua abitazione genovese. Di tanto in tanto amava prendere una delle tante disgraziate del centro, ripulirle e offrirle un lavoro di una notte. Quella notte, aveva scelto Elisa.

Vuoi vivere un’avventura come quella in questo racconto erotico? Da oggi puoi, grazie la community di iraccontierotici.it.
>> Trova il partner per realizzare la tua fantasia.

Si trovava ad un tavolino di un bar, quando questa punkabestia gli si avvicinò e gli chiese -Scusi, non è che per caso avrebbe un paio di monetine?

Lui la guardò dalla testa ai piedi. Elisa era bella, anche se gli anni in strada avevano nascosto quella sua naturale bellezza, dietro la sciatteria e l’arroganza.

-No, ma posso offrirti un lavoro. Dodicimila euro per quattro ore di lavoro, che ne dici?- disse, con quel suo sorriso che aveva ammaliato centinaia di donne.

Lewis non aveva una casa vera e propria, non aveva una morale e sebbene si divertisse ad elencare le cose che non aveva… aveva molto più di tutti noi messi assieme, moltiplicato per venti.

Oggi viveva a Copenaghen e domani a Vienna, non c’era nulla di normale nel suo universo. L’unica costante era la figa; Lewis amava la figa.

Elisa l’aveva subito guardato male, ciononostante si mise a sedere al suo tavolo e gli domandò per cosa sarebbe stata pagata e quando Lewis le spiegò tutto, nei minimi dettagli, lei accettò. Il denaro faceva gola a tutti quanti, era una tenaglia che riusciva a farci diventare tutti preda di qualcun altro.

Il lavoro di Elisa consisteva nel partecipare ad una cena molto elegante ed esclusiva, avrebbe occupato il posto accanto a quello di Lewis. Il ristorante avrebbe offerto un menù di nouvelle cusine, costituito da dodici portate molto piccole, per far provare tutto a tutti.

Ovviamente il lavoro non consisteva nel consumare una squisita cena, bensì nello scopare ognuno dei dodici invitati, durante le pause tra le portate.

Lewis sarebbe stato il tredicesimo a scoparsela, perché trovava molto eccitante mangiare osservando una ragazza scoparsi tutti i suoi commensali. Era un uomo molto particolare, con gusti eccentrici ed eleganti a loro modo.

Elisa era appena arrivata al nono commensale ed io sarei stato il prossimo. Aveva mangiato nove portate e si era fatta fottere da nove sconosciuti, mischiando il sapore dei loro piselli a quelli del cibo costoso che Lewis ci aveva gentilmente offerto.

Quando il nono uomo le sborrò in bocca, Elisa tornò a sedersi accanto a Lewis, dopo essersi pulita con un tovagliolo che oramai conteneva svariate tracce di liquidi seminali differenti.

Mangiammo la decima portata a base di pesce, assaggiando un eccellente chardonnay e finalmente arrivò il mio turno. Credetemi, non stavo più nella pelle. Non ero un uomo come Lewis, ero più un tizio normale ed essere stato invitato a quella cena fu una sorpresa molto gradita da parte mia.

Elisa arrivò davanti a me. Lewis le aveva dato una bella ripulita, perché sembrava quasi un’attrice della televisione, così fasciata in un vestito Armani nero.

Mi sbottonò i pantaloni e fagocitò il mio cazzo tutto in un boccone. Dopo una trentina di secondi mi venne duro e lei, dopo aver strappato la confezione del decimo preservativo, mi infilò il guanto in lattice sul pisello e salì a cavalcioni su di lui, infilandoselo nella figa.

Oramai era stata scopata da nove uomini, alcuni dei quali l’avevano scopata con violenza; uno aveva addirittura fatto cadere una bottiglia di un rosso costosissimo per via di tutti quei colpi violenti.

Io la penetrai con gentilezza ed iniziai a leccarle i capezzoli, estraendole un seno da quel vestitino che aveva differenti tracce di sperma sopra.

Aveva dei fianchi così magri che mi veniva quasi da uscire di testa. Si vedeva che era una tossica, aveva certe movenze vampiresche che solamente quegli affamati avevano. Scopava come se non avesse un’anima all’interno del suo corpo e  quella cosa mi eccitava da morire.

-Accidenti, come si muove bene il novellino.- disse Lewis, alzando un calice verso il sottoscritto.

Lo guardai e, continuando a scopare, ricambiai il gesto. Lewis stava ancora mangiando la sua porzione.  Era molto lento a mangiare, come se volesse assaporare ogni cosa dandogli la giusta importanza.

-Avanti, avanti.- dissi, tirando uno schiaffato sul culo della ragazza.

Aveva iniziato a velocizzare l’atto, probabilmente perché aveva ancora tre persona da cui farsi fottere, prima di andare a casa a dimenticare tutto quello che era successo quella notte. Sarebbe tornata più ricca a livello economico, ma molto più povera a livello morale.

-Vengo.- dissi, cercando di trattenere l’orgasmo.

Elisa saltò giù da me, togliendomi il preservativo per poi prendermi in bocca l’uccello, inghiottendo la mia sborrata.

Sollevando la testa dal mio cazzo la vidi sorridere, escludendo da lei ogni concetto di moralità, o almeno fingendo che questa non esistesse.

Tornò al suo posto con andatura sensuale e cercando di mantenere una parvenza di dignità si mise a sedere

La nuova portata arrivò al tavolo. Elisa si pulì le labbra col suo tovagliolo e riprese a mangiare.



Vota questo racconto erotico !

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (8 voti, media: 3,00 su 5)
Loading...

Altri racconti erotici interessanti: