Tradimenti nel porcile



Lotta nel fango ragazza sensuale

Gestire una fattoria è un lavoro difficile e non tutti riescono ad adempiere a tutte quelle mansioni con lo stesso impegno.

C’è un lato contabile che si associa agli svariati compiti legati alla gestione del terreno e degli animali.

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Maria, la moglie del contadino era solita gestire i maiali, mentre Pablo era un po’ il tuttofare dell’azienda.

Pablo veniva dalla Colombia, Maria e Franco l’avevano messo in regola, assumendolo a tempo indeterminato per lavorare in quella fattoria.

Per lui era stato un bel salto di qualità, perché amava molto l’Italia. Era cresciuto con il sogno di trasferirsi nel nostro paese fin da quando era solamente un bambino e dopo svariati anni era riuscito a coronare quel sogno.

L’Italia non era il solo amore di Pablo, da qualche tempo infatti i rapporti tra lui e Maria erano scivolati dal professionale al carnale, il tutto seguendo l’antico rituale della clandestinità.

Il porcile era uno dei tanti luoghi da loro utilizzati per adempiere alle loro questioni extraconiugali. Più i posti dei loro incontri clandestini erano sporchi e più la situazione finiva per eccitarli.

La sicurezza era alla base di tutta la questione, perché nessuno sarebbe mai andato a cercarli in un porcile.

-Hola Maria.- disse Pablo, spuntandole dietro, mentre lei stava svuotando il mangime negli appositi contenitori.

-Ciao. Hai fatto molto piano.- disse lei, già visibilmente arrapata.

Era da tutto il giorno che attendeva quell’incontro con il suo Pablo, l’amante caliente che riusciva a farle sentire delle sensazioni che suo marito non era mai riuscito a farle provare.

-Il silenzio è un’arte per noi Colombiani.

-E allora scopami in silenzio.

Pablo prese Maria e la sbatté contro il muro del porcile, tra le mosche che volavano sul fango e gli odori malsani dei maiali. Quando le infilò una mano sotto la gonna, notò che era già bagnata e pronta ad essere violata nella sua intimità.

Pablo si tolse la cintura, si sbottonò i pantaloni, tirò giù la zip e si calò le braghe fino alle caviglie, mostrando a Maria un pene eretto e dritto come una spada.

-Infilamelo, cosa stai aspettando.- ansimò.

-Voglio sentirti implorare.

-T’imploro, infilamelo dentro, Pablo.

-Bene. Eccotelo tutto dentro.- disse, infilandole dentro la vagina bagnata il suo pene in erezione.

Ricevere il cazzo di Pablo dentro di lei era sempre strano. Non era una cosa romantica, anzi, perché Pablo non era né bello, né romantico. Quando la scopava, Maria non arrivava sempre all’orgasmo; a Pablo non importava che lei venisse e questo la eccitava da morire.

Veniva più o meno una volta su tre. Lui era solito prenderla e scoparla con vigore e forza, senza preoccuparsi minimamente dei suoi bisogni.

Si sentiva trattata come una sorta di puttana da quell’uomo e faceva di tutto per mantenere quello status, facendosi sbattere in posti sporchi come quel porcile puzzolente.

-Sbattimi Pablo, sbattimi.- disse, consapevole del fatto che la sua voce avrebbe potuto tradire la loro clandestinità.

Una delle sue fantasie più ricorrenti, vedevano suo marito beccarli durante l’atto, sfidando poi Pablo in un duello che l’avrebbe visto perire sotto la mano del rude colombiano.

-Ti piace quando mi fotto la tua figa, eh? Quel frocio di tuo marito non ti scopa in questa maniera… non ci può riuscire.

-Fotti la mia figa, Pablo… fottila.

I colpi diventavano sempre più forti, fino a quando scivolarono per terra. La schiena di Maria andò a finire sul fango sporco su cui i maiali non facevano altro che rotolarsi. Pablo non si fermò.

La sporcizia e la melma le facevano schifo, ma non avrebbe mai potuto fermare Pablo l’inarrestabile.

-Scopami. Sporcami. Sporcami, cazzo.- gridò.

-Ti sporco tutta. Ti piace farti scopare dove si rotolano i maiali, eh, puttana?

-Sì. Mi piace.

Pablo tolse il cazzo da Maria e le venne su di una coscia, masturbandosi con un’espressione molto buffa.

-Ah. Che bella chiavata.- disse, alzandosi da terra.

Maria rimase sdraiata sul fango, realizzando in quel momento che i suoi capelli, la sua schiena, la gonna e le gambe erano sporchi all’inverosimile.

Pablo non l’aiutò ad alzarsi, non era il tipo di uomo abile nelle romanticherie; lui funzionava solamente con il cazzo duro. Sparì silenziosamente, esattamente come era arrivato.

Quando Maria rientrò a casa, suo marito le chiese -Cosa ti è successo?

-Sono inciampata e sono caduta nel fango dei maiali.- rispose lei, con lo sperma di Pablo ancora su di una coscia.

-Oh, piccola… mi dispiace. Adesso ti vado a preparare un buon bagno caldo.- rispose il marito.



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