Tentazione dall’Aldilà

Racconti Erotici

L’unica donna che Toni abbia mai amato è morta. I suoi occhi, persi nel sole, odiano la natura e le sue leggi spietate. Un colpo di vento gli ha rubato l’unico essere che lo faceva sentire vivo. La casa è vuota, come la sua testa. Deve andarsene da lì…

Gli manca maledettamente, Sofia. Lei sapeva essere tutte le donne del mondo in un solo corpo. E’ morta ma lui la cerca. La cerca in ogni angolo di quella casa.

Lei è lì e Tony non riesce a vederla, a sentirla. Maledice la vita e la morte. La prima concede troppo, la seconda toglie tutto. L’unica cosa che resta di Sofia sono i ricordi, le sue foto.

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Pensa: “Non ho più niente… Niente!”.

Si volta di scatto e si rende conto che le forze della ragione lo hanno abbandonato. Vede agitarsi sul muro un rilievo vivente. E’ un corpo di donna e quella donna è… “Sofia! Sofia…”.

Trema, non sa che fare. La follia si prende gioco della sua disperazione? Un fantasma forse lo tenta, travestito d’amore o tentazione carnale, per farlo precipitare all’inferno?

“Abbiamo poco tempo… poco tempo ancora…” dice lei stendendosi nel letto di spalle.

Il miracolo animale, più forte dell’amore stesso, ha permesso a Sofia di tornare indietro dal tunnel del Limbo. Un lusso che qualcuno o qualcosa le ha concesso per farlo orgasmare un’ultima volta.

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“Prima di rassegnarti, devi essere mio…”.

Toni vorrebbe piangere, sbattere la testa contro il muro, rifiutare un’illusione che lo farà soffrire ancora di più, dopo. Ma la forza del sesso è più testarda di lui.

Ha ripreso l’abito del suo corpo, la carne, quella pelle di velluto su cui Toni è scivolato dentro tante volte. Gli sembra d’impazzire, di vivere un incubo che si dissolverà con l’alba.

Un tunnel… il Limbo… Che roba è?

Perché quell’incidente mortale? Perché proprio a lei, così bella e innamorata della vita?

Un addio, prima di…

Urla come un ossesso, non crede alle visioni ma non può fare a meno di ficcarsi dentro di lei. Tutto durerà il tempo di un orgasmo… un solo orgasmo…

Sputa sulle leggi della natura, si ribella alla stessa madre che ha dato vita ad una creatura divina e diabolica come Sofia. Si attacca alle tette sperando di nutrirsi di lei in eterno. Un solo orgasmo e tutto finirà.

Nudo, a cazzo teso, con la voglia sfrenata in corpo di bucarla, resta distante. Deve far durare il suo uccello il più possibile. Cazzo… è la condizione più sadica che Sofia potesse mai proporgli.

A cosce larghe, offre alle sue mani forti una fica pulsante, ansiosa, dal grilletto gonfio di una vita fisica cui non vuole rinunciare. Sbroda. I suoi gemiti distorti da una feroce astinenza liberano nell’aria suoni assurdi. Urla di neonato, pianti di vecchia nostalgica, grugniti scimmieschi. Toni è terrorizzato ma l’eccitazione prende il sopravvento.

Gli sbava sulle dita una raffica di gocce dense. Una scarica di orgasmo che non ha limiti. I suoi occhi puntati sull’uomo che ama sembrano aver attraversato l’inferno. Avida della sua carnalità innamorata, si attacca di bocca a un pisello che saprà assicurarle l’estasi terrena. La stravaganza, la raffinatezza che eccitava la sua superba bellezza in vita, tutto è svanito. Il trapasso l’ha resa selvaggia, più vera, libera dai filtri di una  civetteria inutile.

Pompa con la stessa selvatica energia.

L’istinto snervato del suo uomo cede all’impulso di ficcarla. Può durare a lungo anche dentro il suo paradiso inquieto, deve provarci almeno. La fa librare nell’aria, la solleva di peso tenendola in perfetto equilibrio col suo palo fin troppo saldato dentro per potersi stappare e sgusciare via. Quell’urto lo fa sbandare. Senza quella fottuta condizione sarebbe già esploso nel suo ventre. Ogni bordata è un secondo in meno per la sua felicità e lui, spesso, si ferma per prolungarla all’infinito.

Il ventre di Sofia lancia fiamme di fuoco e getti di vapori glaciali. Toni riceve sul tubo fulmini di vita e ondate di morte. Lotta con una medusa che si contrae a scatti per annientarlo. Non ha mai creduto nell’Aldilà, Toni. La sua mente provata dallo shock comanda una sensualità sconvolta, violenta, che non vuole saperne di certe cazzate. Vuole fottere, lui. Fotterla a sangue.

La fa voltare per rubare piacere da un culo senza volto. Deve sfondare, dimenticarsi di lei per sopravvivere, lasciandole l’ultimo grandioso souvenir nell’intestino.

La tristezza indurisce e Toni non può indurirsi peggio di così. Spalma a fiotti il suo finale sofferto, che sporca cremoso e amaro un viso da dimenticare, due occhi che cominciano a spegnersi nel traguardo dell’orgasmo.

E’ questo il senso pesante della rassegnazione. Un gran vuoto allo stomaco, che alleggerisce i coglioni, toglie forza alle gambe.

Toni lascia correre via una parte di sé, latte bianco che deve staccarsi. Deve staccarsi, spiccare il volo, scivolare lontano, lì dove l’istinto la porterà. Lo spirito di Sofia è stanco di ingoiare, stanco di spasmi che la legano troppo a una dimensione passata. Toni deve lasciarla volare via. Scivolare via…

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