Sveltina in discoteca



Era sabato sera e come sempre, ero andata in discoteca con le amiche di sempre. Stesso locale, stesse amiche e stesse regole. Chi non si e’ trovata il cazzo, si faccia trovare all’uscita verso le 5 del mattino, non pagarsi assolutamente da bere e divertirsi come sgualdrinelle libere.

Mi ero vestita come la piu’ classica delle puttane. Gonna corta senza mutandine, calze a rete con tacchi alti, top stresso con scollatura generosa per mettere in mostra le mie tette e trucco abbondante. Dopo 45 minuti dal nostro arrivo, avevo gia’ trovato il mio cavallo. Era un ragazzo molto piu’ giovane di me, ben vestito e con l’aria inesperta. Mi piacevano i ragazzetti inesperti, mi facevano sentire piu’ zoccola e desiderata. Mi avvicinai al giovane, ballando in modo disinvolto, fino a quando non ero cosi’ vicino da sentire il suo corpo contro il mio. Mi ero girata di culo, in modo da strofinarlo contro il suo giovane cazzo. Pochi attimi dopo, avevo tutta la sua erezione che ballava e che premeva contro il mio culo e la mia coscia. Ogni tanto facevo scivolare la mano in modo innocente, sfiorando la sua erezione, per eccitarlo ancora di piu’. Dopo un po’ di contatto fisico, il ragazzo mi sorrise, porgendomi il suo bicchiere, che conteneva un cocktail rosso, ma che dall’odore, sembrava molto alcolico. Gli ricambiai il sorriso, sfoderando il mio malizioso sguardo da puttana affamata e assaggiai la sua bevanda. Avevamo ballato per altri 10 minuti, con la sua gamba infilata tra le mie, con il suo cazzo duro, che continuava a premere contro la mia coscia e le sue mani, che si muovevano eccitate sul mio culo, palpando e strizzando. Ero eccitata e avevo deciso che mi volevo scopare il giovane, senza aspettare di andare in macchina. Lo presi per mano e lo portai verso il bagno, guardandolo dritto negli occhi e mordendomi il labbro.

Appena entrati lo spinsi contro il muro e chiusi la porta. Senza dire niente mi abbassai allargando le gambe e strizzando la sua erezione. Lo guardavo negli occhi mentre gli stavo tirando fuori il cazzo, pronta per succhiarlo. Lo feci scivolare tra le mie labbra rosse, arrivando fino alle palle e spingendo, cercando di farlo arrivare piu’ in profondita’. Sentivo il giovane respirare eccitato, mentre mi guardava succhiarli il cazzo come nessuna gli aveva mai fatto prima. La mia lingua saliva e scendeva sul tronco e le mie labbra si posavano sulla cappella, succhiandola diverse volte. Poi mi rialzai e guardandolo negli occhi lo feci sedere sulla tazza. Mi misi sopra di lui e con la mano, guidai il suo cazzo tra le sgocciolanti labbra della mia figa vogliosa di cazzo. Eravamo entrambi molto lubrificati e scivolo’ subito dentro di me. Ero eccitata da morire e cominciai a cavalcare il giovane puledro come una vacca in calore. Ondeggiavo con i fianchi e saltellavo sopra il cazzo del ragazzo, che era rimasto immobile e che assecondava tutto cio’ che gli facevo. Sentivo il suo cazzo dentro di me in profondita’ e gli presi le mani, portandole sulle mie tette. Avrei voluto avere un altro cazzo nel culo e uno in bocca per quanto ero eccitata e per quanto mi sentivo puttana.

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Tra le mie gambe, sentivo il cazzo del giovane gonfiarsi e io cominciai ad ondeggiare piu’ velocemente, sentendo che sotto di me tremava, preparandosi all’orgasmo. Poi un’ondata di calda sborra comincio’ a colare dentro di me, sentendo il suo cazzo che pulsava. Il suo corpo era tutto rigido e tremante, mentre le sue palle si svuotavano tra le mie gambe. Continuai ad ondeggiare, osservando il suo sguardo soddisfatto, con la bocca semi aperta che gemeva. Sentivo il suo cazzo ammosciarsi, fino a scivolare fuori.

Mi rialzai e mi rimisi a posto, prima di lasciare il ragazzo li ed uscire per cercare un’altro puledro da cavalcare.



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