Stefania nel traffico

Pompino in macchina

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-Ciao. Come stai?- disse, sorridendomi come se non ci vedessimo da mesi.
In realtà avevamo passato la notte assieme, come succedeva da più di una settimana.
Era la migliore amica di mia Madre, nonché il mio sogno erotico da sempre.
Ovviamente non mi aveva mai calcolato, per via della mia giovane età, questo fino a quando non ho compiuto trent’anni.
D’incanto divenne attratta da me. Non avevo un lavoro in vista e, soprattutto, non ero pieno di soldi. Ero semplicemente diventato io, il suo sogno erotico.
Tornavo sempre da lavoro, sporco d’olio meccanico e la sera precedente le avevo sporcato tutti i divani di casa.
Facevamo finta di non conoscerci, perché non volevamo che mia madre scoprisse la nostra tresca amorosa.
Mi ero fatto trovare in quel bar solamente perché sapevo che loro avevano un appuntamento proprio lì.
-Tesoro, capito proprio a fagiolo. Stefania deve andare verso il centro, non è che potresti accompagnarla tu? Visto che sei di strada.- domandò mia madre.
-Certamente. Sarà un piacere.- sorrisi, pregustandomi già la passeggiata erotica.
Chiacchierammo per una decina di minuti e, infine, salutammo mia madre, per avventurarci nel traffico della città.
Non appena uscimmo dal locale, Stefania mi toccò il culo. Era una gran maiala e quello mi faceva eccitare come non mai.
Aveva il classico atteggiamento da donna distinta e altolocata, tendente allo snobismo, ma quando era da sola con me, diventava la peggiore delle puttane.
-Adesso, appena entriamo in macchina, ti faccio una sega.- disse.
-Potrebbe essere una buona idea.- risposi, accanendomi una sigaretta.
Entrammo in macchina e non appena partimmo, lei iniziò ad accarezzarmi il cazzo.
Si manteneva molto bene per l’età che aveva. Qualche intervento dal chirurgo c’era stato e non lo nascondeva nemmeno, perché ci teneva a far sapere che lei adorava prendersi cura del proprio corpo.
Non poteva permettere al tempo di rovinare la sua bellezza più del dovuto. Era vedova e voleva ancora divertirsi coi ragazzi.
Aveva una reale e sincera passione per il cazzo. Amava farsi scopare e quello la rendeva un po’ la donna ideale per ogni pervertito come me.
Mi slacciò i pantaloni e me lo prese in mano, una volta incanalati nel traffico.
Il suo tocco era delicato ed intenso.
Aveva esperienza da vendere e tutte le ragazzine che si divertivano a fare le troie in discoteca, avrebbero dovuto imparare moltissimo da una donna come lei.
Il sesso era un’arte e come tale, andava praticata con enfasi e calore e non con freddezza e apatia post-adolescenziale.
-Andiamo, baby. Mi fai impazzire. Prendimelo in bocca.
Stefania scollego la cintura e si abbassò, ingoiando il mio cazzo, iniziando a farmi un pompino senza precedenti.
Il bip del segnalatore del passeggero iniziò a suonare, perforandoci i timpani, ma noi avevamo cose più importanti a cui pensare.
La sua calda bocca assaporava il mio membro con enfasi, tempestandomi d’eccitazione e saliva. Faceva un sacco di rumori, quando faceva pompini.
Adoravo i pompini rumorosi e fatti con impegno e dedizione.
Era la donna perfetta sotto molti punti di vista.
Affondai la sua testa ancora i più sul mio cazzo, spingendoglielo fino in fondo alla gola.
-Ah, sì. Dai… continua. Non ci posso credere che tu esista per davvero.- dissi ad alta voce.
Le tirai uno schiaffo sul culo, giusto per ricordarle chi comandava. Eravamo quasi arrivati al punto dell’orgasmo.
Sborrare in quella bocca era la mia parte preferita. Sporcare le donne era il passatempo che più amavo.
-Vengo. Cazzo, quanto vengo.- gridai con tutto me stesso, sborrandole in bocca.
Il suo dolce palato accolse tutta la mia sborra, ingoiandola senza indugio.
Finalmente potevamo risparmiarci il bip del segnalatore del vano passeggeri.

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