Sofia



Sofia abitava in una vecchia palazzina,con l’intonaco che perdeva qualche pezzo,le persiane ormai vecchie,la ringhiera della scala non molto affidabile,ma era l’unico appartamento che poteva permettersi in quanto si era trasferita da poco tempo e avendo iniziato a lavorare da qualche mese.

Ma piano piano si stava abituando a vivere in quella casa,soprattutto perchè abitava da sola e cosi poteva godere di molte libertà,non dovendo più condividere l’alloggio con i genitori e con la sorella.Un altro fattore positivo era la vista di un bellissimo parco,uno dei pochi spazi verdi di quella grande città, poteva anche beneficiare  di una terrazza che però comunicava con tutto il piano.

Quell’anno l’estate era molto torrida,le temperature sfioravano i 30 gradi e quelle vecchie case di cemento non rendevano la situazione migliore.Sofia di notte non riusciva a dormire,neanche liberandosi dei vestiti e rimanendo in intimo riusciva a resistere all’afa,l’unica soluzione era spalancare le finestre nella speranza di sentire della leggera brezza.

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Aprì la portafinestra della sua camera,un po’ titubante perchè  i terrazzi erano comunicanti,aveva paura che  uno sconosciuto o un vicino potesse spiarla mentre dormiva o peggio ancora si introducesse nella sua stanza,ma alla fine provata dal caldo si stese nel letto,qualche gocciolina di sudore scendeva dal suo corpo,si tolse il reggiseno,facendo apparire un seno sodo,una piccola corrente d’aria la fece rabbrividire,d’istinto passò una mano sul suo petto,si soffermò sul capezzo già turgido,lo accarezzò e lentamente abbassò le dita,accarezzandosi il suo ombelico,passò le dita tra le sue cosce e nel bordo del suo perizoma per far aumentare l’eccitazione,ormai la voglia aveva preso il sopravvento,si sfilo l’ultimo pezzo rimasto,il suo corpo nudo era disteso nel letto,gocce di sudore scivolarono su tutto il corpo ma le sue dita continuarono a massaggiare il suo organo.Iniziò a sentire dei brividi,emise dei piccoli gemiti,un calore invase il suo corpo e si lasciò andare,mordendosi le labbra per non dare voce al suo orgasmo,ormai stanza ma soddisfatta si addormentò in poco tempo.

La mattina seguente le prime luci dell’alba la svegliarono,si accorse di essere ancora tutta nuda,subito pensò alla figura che avrebbe fatto se qualcuno avesse assistito alla sera precedente ma quei pensieri le passarono dalla mente perchè per sua fortuna l’appartamento vicino era vuoto,così si fece una doccia pronta ad affrontare una nuova giornata.

Purtroppo il lavoro le occupava molto tempo,quindi le relazioni sociali erano ridotte al minimo,anche perchè in ufficio le impiegate non erano molte socievoli,forse preoccupate da una collega più giovane,mentre il palazzo dove abitava era composto da qualche coppia anziana o da vecchie zitelle neanche molto simpatiche

Le giornate composte dalla solita routine passavano velocemente,ormai si era abituata a quella vita,si godeva la libertà di vivere da sola,nonostante la sera arrivasse a casa stanca e ogni tanto si lasciava andare con la fantasia,magari con l’immagine di qualche ragazzo incontrato per strada.

Era passato quasi un mese,il caldo si faceva sempre più insopportabile,cosi appena tornata a casa si buttava sotto la doccia,per rinfrescarsi ma la sensazione dell’acqua fredda che scivolava sul suo corpo caldo e la spugna che strofinava i suoi seni delicatamente,produssero dei brividi di piacere,cosi indirizzò il getto della doccia sulle sue cosce fino ad arrivare lentamente in mezzo alle sue gambe,provocandole un piacere incontrollabile,perse ogni inibizione,con le mani iniziò a toccarsi tutto il corpo,prima i suoi capezzoli turgidi,poi verso il basso,le sue dita sfioravano la sua vagina mentre l’acqua continuava a scorrere,l’eccitazione si faceva sempre più forte tanto da mordersi il labbro…pochi minuti  raggiunse l’orgasmo.

Uscì dalla doccia,indossando l’accappatoio, si mise sul letto visibilmente soddisfatta e felice si addormentò.

La mattina seguente la sveglia non era scattata,si alzò perchè svegliata da alcuni rumori,non fece neanche colazione e si affrettò a vestirsi velocemente,con il timore di arrivare in ritardo fece le scale a due gradini per volta ma per la fretta non si accorse che stava per andare a sbattere contro un ragazzo,non riuscì a frenare in tempo,finendogli addosso.

Fu un momento abbastanza imbarazzante,il suo viso arrossì,ma subito gli chiese scusa e riprese la sua corsa.
Prese l’autobus per un pelo,trovò un posto vicino al finestrino e seduta si mise a pensare a quel ragazzo,aveva un fisico atletico,robusto ma non palestrato,le sue braccia forti era riuscite a fermarla in tempo,quella stretta le aveva dato un senso di sicurezza,fu incontro breve ma piacevole,si vergognava anche ad ammetterlo con se stessa ma quello fu l’unico contatto maschile da quando si era trasferita.

La giornata passò in fretta,ritornando a casa sperava di incontrare quel giovane,augurandosi di trovare il coraggio per presentarsi, immaginava di uscire con lui,per bere o mangiare qualcosa,ma anche di rivedere quel corpo tonico,magari senza vestiti…un piccolo sorriso apparve per quel pensiero.

Purtroppo per lei non accadde nulla di tutto ciò,un po sconsolatasi fece la doccia per rinfrescarsi,con l’accappatoio legato andò ad aprire le persiane,si stese nel letto,nuda,con una piacevole brezza che le accarezzava il corpo,ma il pensiero di quell’incontro le provocò un brivido,subito i suoi capezzoli diventarono turgidi,quella volta l’eccitazione era più forte,la fantasia di essere posseduta da quel ragazzo la faceva impazzire,iniziò a toccarsi dappertutto lasciandosi andare a dei gemiti,dei gridolini,forse anche troppo forti,ma quella sera aveva perso il freno dell’inibizione,le dita dei piedi si arricciavano,piccoli spasmi involontari anticipavano un orgasmo
molto forte,aveva di nuovo il viso rosso,le gocce di sudore scivolarono sul suo corpo,si addormentò dopo pochi minuti.

Quella mattina ,svegliata dalle prime luci del sole,si accorse di essersi addormentata di nuovo nuda,così andò a chiudere subito la finestra per godere di qualche ora di sonno in più,ma un particolare la svegliò di colpo,le persiane di fronte erano aperte,qualcuno si era trasferito,in un attimo molti pensieri le balenarono in testa,si chiese se l’avessero vista nuda o peggio ancora se l’avessero ascoltata mentre stava gemendo.
Si rimise nel letto,sotto il lenzuolo un pò preoccupata e pensierosa di chi potesse essere il suo nuovo vicino,non riuscì più a prendere sonno.
Fece colazione,si vesti per andare al lavoro,un pò turbata,stava chiudendo la porta quando sentì uno scatto di una serratura,stava per conoscere il suo dirimpettaio,il cuore le batteva più forte,sperava che l’alloggio fosse occupato da qualche coppia anziana,invece con stupore apparve il ragazzo con cui si era scontrata il giorno prima.

La notte prima aveva pensato molto a lui ma la paura che qualcuno l’avesse vista in quell’atteggiamento le aveva fatto dimenticare tutto,cosi si trovarono di nuovo faccia a faccia,fu nuovamente imbarazzante,un lungo silenzio per fortuna interrotto dalla sua voce,mi chiamo marco disse,lei un pò impacciata si presentò.
Fecero le scale insieme,per quel breve tratto la conversazione apparve più naturale,anche lui si era appena trasferito per lavoro,notò piacevolmente che lo sguardo di lui era attirato dal suo seno,si sentii lusingata,ma purtroppo però i rispettivi uffici erano molto distanti tra loro e quindi si divisero in breve tempo.
Sofia quel giorno era molto distratta,la sua mente era occupata solamente dal suo vicino,sperava che fosse l’inizio di qualcosa,ma l’attrazione fisica in quel momento era molto alta,non vedeva l’ora di finire nuovamente nelle sue braccia,magari senza vestiti,con i suoi seni che si toccavano con i suoi pettorali,ma un rimprovero del suo capo fece finire quel suo sogno a occhi aperti.

Passò qualche giorno ma non rivide marco,aveva il morale sotto le scarpe,si era già illusa,quando un pomeriggio,tornata dal lavoro lo incrociò per le scale,stava trasportando degli scatoloni,infatti le spiegò che era andato a casa a prendere ancora delle cose,quell’incontro mutò notevolmente il suo umore.

Aprì la porta di casa sempre sorridendo,si preparò da mangiare e dopo si fece una doccia,il mattino seguente si doveva alzare prima quindi si stese dopo pochi minuti nel letto.

Non si era più toccata da qualche giorno,il desiderio era calato non avendo più visto quel ragazzo che scatenava la sua fantasia ma l’incontro cambiò tutto,l’eccitazione si era fatta di nuovo sentire,raggiunse in fretta l’orgasmo e si addormentò dopo poco tempo senza preoccuparsi di rivestirsi o di chiudere le persiane.

La notte trascorse tranquillamente,anche se aveva fatto un sogno strano,molto eccitante,aveva immaginato di fare l’amore con Marco,sembrava di sentire i suoi bicipiti che la stringevano,la sua bocca che toccava ogni parte del suo corpo,incominciando dal collo per scendere piano piano giù,nei suoi seni sodi con i capezzoli turgidi,che una mano accarezzò,con la lingua finì nell’ombelico fino ad arrivare sulle cosce,che si allargavano sentendo la sua testa avvicinarsi,baciò la sua vagina e infilò la sua lingua dentro,un vortice di eccitazione stava per raggiungerla,appoggiò le mani ai suoi capelli perchè non smettesse quel movimento,si morse anche il labbro.
Ormai la sua vagina era umida,cosi lui staccò la testa e si tolse i boxer,mostrando un membro nel pieno della sua erezione,si avvicinò a lei e la baciò,con le mani allargò le sue cosce e incominciò a penetrarla.
I loro corpi erano intrecciati,le gambe di sofia avvolgevano la schiena di marco,le loro bocche continuarono a sfiorarsi,c’era molta intesa,i movimenti sembravano sincronizzati,lui continuò con quel movimento,lei si lasciò andare,perse l’inibizione sentendo quel membro duro dentro di lei che andava su e giù.
Ai suoi gemiti si unirono anche quelli del ragazzo,che terminò il loro rapporto dentro,sofia si sentii inondare da un liquido caldo,si abbracciarono per un po di tempo.
Si svegliò con le prime luci dell’alba,visibilmente soddisfatta da quel sogno che le era sembrato cosi reale,quando ad un tratto le sorse un dubbio,si chiese se non fosse successo tutto veramente,quando alzandosi trovò un biglietto sul tavolo con scritto:grazie della fantastica notte.

Autore:
ivan bliminse

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