Sesso in teatro



Diane-Keaton-Plastic-Surgery

 

-Credi che l’ultimo attore sia all’altezza del ruolo.
-Nessuno è all’altezza di quel ruolo, Sofia.
-Vero.
I provini erano finiti e, come al solito, se ne stavano un po’ a discutere degli attori visionati.
Sofia era innamorata persa di Guido e lui, sebbene fosse fidanzato, non aveva mai provato indifferenza nei suoi confronti.
Spesso mentre chiacchieravano, esattamente come in quel momento, lui sentiva crescere un rigonfiamento sotto le mutande.
Sofia era la classica donna capace di fartelo rizzare per la sua intelligenza. Lui era riconosciuto come un brillante drammaturgo, ma in realtà non avrebbe mai fatto molta strada senza l’aiuto di lei.
Era la sua direttrice di scena e aiuto regista. Non avevano mai fatto l’amore.
-Senti, ma posso farti una domanda?- disse, guardandola.
-Certo.- rispose lei.
-Ma se io ti baciassi, qui sulle sedie del teatro, proprio in questo momento… tu cosa faresti?
-Io farei l’amore con te, probabilmente.
-Lo sospettavo, ma non ne potevo essere sicuro. Beh, secondo me dovremmo procedere con questo progetto… anche perché la tensione sessuale non porta da nessuna parte.
Lei lo guardò come se per la prima volta avesse realmente captato i suoi pensieri più intimi e profondi. Cosa potevano fare se non iniziare a baciarsi, spogliando i loro corpi.
Così quel piccolo teatro di periferia divenne lo scenario perfetto per il loro primo rapporto.
Iniziarono a baciarsi con dolcezza, per poi passare a giochi di lingua invasivi e palpate sotto i vestiti. Era da troppo tempo che provavano quell’attrazione che non riuscivano ad esprimere e finalmente erano riusciti a dirselo, spogliandosi sia dei vestiti che della pudicizia.
Erano completamente nudi e l’erezione di Guido divenne un’invito non scritto per lei, che facendo aderire la sua schiena al petto di lui, scese su quel membro indurito, inglobandolo nella sua figa bagnata.
Era lo spettacolo più convincente che quel teatro avesse mai visto. Non si erano mai visti nudi, ma si erano immaginati in quella posizione almeno centinaia e centinaia di volte.
Le mani di Guido strinsero il seno di Sofia, strizzandolo con passione, mentre lei continuava quella cavalcata, sussultando di gemito in gemito, verso il piacere.
Erano soli, quindi si lasciarono andare, gridando ogni loro singola manifestazione di piacere interiore, godendo dell’acustica perfetta di quel posto.
-Quanto sei fica, Sofia.
-Ah. Ah… Non ti fermare.
-Sei troppo fica.
Pensava molto spesso a lei, quando faceva sesso con la sua donna e finalmente adesso era riuscito a scopare con l’origine delle sue fantasia.
Scoparsi la propria assistente poteva anche rappresentare un suicidio dal punto di vista lavorativo, ma per una figa del genere ne valeva assolutamente la pena.
Era talmente bella, mentre inarcava la schiena, seguendo il ritmo della passione.
Non si poteva pretendere niente di meglio da una donna: intelligenza e servilismo sessuale.
Aveva scopato con altre donne, ma lei le superava tutte. Era un qualcosa di particolare, un po’ come se la sua vagina avesse qualcosa di magico, capace di tramutare tutto in amore estremo.
-Ah. Ah. Mi fai impazzire, Guido.- gridò con quanto più fiato aveva in gola.
-Sto per esplodere.- rispose lui.
-Esplodimi dentro.
-Sei sicura?
-Sì, sì… tranquillo. Uso la pillola.
-Perfetto.- concluse, eiaculando con tutta la sua forza dentro di lei.
Più che un normale orgasmo, a Guido sembrava di aver partorito una bomba atomica di sperma. Quella donna lo eccitava più di ogni fantasia ed altro esemplare di femmina del pianeta.
Era pura perfezione sessuale.
-Siediti.- disse lui.
Sofia obbedì, mettendosi a sedere su di una poltrona del teatro. Guido iniziò a leccarle la fica per condurla verso l’orgasmo.
Il sesso, esattamente come l’arte, doveva lasciare il pubblico e gli artisti appagati. Solamente quando non lo faceva, falliva nel suo intento e lui non aveva alcuna voglia di fallire.
Sfoderò tutta la sua maestria nella stimolazione orale, slinguazzandole il clitoride con precisa motivazione, fino a quando le sua mani non affondarono nelle maniglie rosse della poltrona, mentre le sue dita dei piedi divennero elettriche.
Nessuno le aveva mai leccato la figa in quella maniera.
Quella notte, sia Guido che Sofia, provarono il miglior orgasmo della loro vita.

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