Sesso in limousine

sesso in limusine

 

Scesi dalla mia limousine, proprio davanti al locale. C’erano circa un centinaio di persone, segno che quel posto cominciava ad essere troppo conosciuto.

Entrai e mi avvicinai alla prima donna che vidi da sola al bancone.

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-Salve.

-Ci conosciamo?

-No. Volevo farle una proposta.

-Che genere di proposta?

-La vede quella limousine coi vetri oscurati la fuori?

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-Certo… come potrei non vederla.

-In questa busta ci sono quattromila euro. La busta è per lei. Se lei ascolterà la mia proposta, la busta sarà sua.

-Lei mi darà quattromila euro solamente per ascoltare una proposta?

-Esatto.

-E non sono costretta ad accettare?

-Esatto.

-Ok.

Le diedi la busta contenete quattromila euro in contanti.

-Se lei viene in quella limousine con me e mi fa un pompino, io le darò sedicimila euro.

La signora rimase pietrificata. Non sapeva assolutamente cosa rispondere. Ventimila euro in una sola serata, solamente per un pompino. Le sue amiche non l’avrebbero mai saputo, perché non erano ancora arrivate e probabilmente avrebbero ritardato come al solito.

Sarebbe stata prostituzione a tutti gli effetti. La sua decisione doveva essere proprio quella: diventare o non diventare una prostituta?

La differenza avrebbe infarcito notevolmente il suo conto in banca.

-Dove si svolgerebbe il tutto?

-Proprio all’interno della mia limousine. Davanti a tutta questa gente. Con i vetri oscurati noi vedremo loro, mentre loro non vedranno noi.

-Sedicimila euro?

-Sedicimila euro.

-Ok.

Era solamente un pompino, ma il potere di poter andare da una qualsiasi donna e vedere a che prezzo questa avrebbe venduto il suo orgoglio, mi faceva sentire come una divinità scesa in terra, in mezzo ai comuni mortali. Entrai per primo in limousine, non c’era bisogno di fare il cavaliere con una donna che mi avrebbe mangiato il cazzo in cambio di soldi.

Chiudemmo la porta e  tirai fuori il mio pisello.

-Ok, puoi iniziare a succhiarmelo.- dissi.

-Va bene.

Aveva delle labbra morbide e un palato molto umido. Sembrava saperci fare, come se fosse una spompinatrice abituale. Probabilmente era fidanzata e dopo avermi ciucciato per bene il cazzo, sarebbe tornata a casa e con quelle labbra avrebbe baciato il suo fidanzato.

-Ciuccia più forte… altrimenti non godo. Voglio che ciucci sempre più forte. Succhia.

Succhiò con tutta se stessa. Era comunque un pompino da sedicimila euro e probabilmente voleva guadagnarselo.

Aveva comunque qualcosa da dimostrare. Quel lavoretto di bocca doveva essere il migliore della sua carriera da succhiatrice di cazzi.

Si muoveva sinuosamente. Era fortunato il suo uomo… pompini come quelli era difficile trovarne in giro. Era così famelica che si sarebbe meritata anche un extra, se non fossi stato un rinomato stronzo.

-Succhia forte e non ti fermare. Sto per venirti in bocca e voglio vederti ingoiare tutto il mio sperma, intesi? Se hai capito fammi un cenno con la testa, senza fermarti.

Fece il cenno. Aveva capito.

Sborrai in un getto impressionante. Ebbi paura di affogarla, ma fortunatamente non successe; si limitò ad ingoiare e tossire fuori un po’ di sborra.

-Leccati le labbra… ti è rimasto un po’ di sperma sulla faccia.

-Ok, grazie.

-Ecco i tuoi sedicimila euro. Sei una brava pompinara… grazie mille.

-Arrivederci.- disse, probabilmente sperando in un futuro di bocchini ben pagati.

-Addio.- risposi, distruggendo i suoi sogni sul nascere.

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