Sesso al cinema

Sesso al cinema

 

Era un bel film, gli attori erano bravi e la storia era convincente, ma c’era un’altra cosa molto convincente: le gambe di Sara. Indossava una di quelle sue gonne punk che me lo facevano rizzare con un solo colpo d’occhio.

-Lo sai che le tue gambe mi fanno proprio impazzire?

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-Sì, certo che lo so… altrimenti non le porterei con me.

-Hai notato che siamo soli qui nel cinema?

-Quindi?

Le presi la mano ed iniziai a strofinarmela sull’uccello.

-Se tu mi accarezzassi un po’, per poi venirti a sedere qui sopra… tanto hai la gonna?

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-Vuoi scopare nel cinema?

-Intanto prendimelo in mano.

-Ma ci vedranno dalle telecamere.- disse, prendendo il mio cazzo in mano.

-Non ci faranno niente. Sei una gran figa e muoiono dalla voglia di vederti scopare. Tutto il mondo vuole vederti fare la troia.

-Allora vuoi una troia?

Sara si abbassò, iniziando a ciucciarmi il cazzo. Posai una mano sulla sua testa bionda e alzando lo sguardo, ripresi a guardare il film.

-Tu continua a succhiare.

Esprimeva sensualità da tutti i pori della sua scopabilissima pelle. Mi sarei fottuto ogni singola molecola di quella ragazza magrolina che, al momento, era avvinghiata al mio cazzo come un Cerbero del sesso orale.

-Ok, siediti sopra di me.

-Sì.

Si tolse le mutandine e me le mise in bocca, dopodiché si piazzò sul mio cazzo, alzando la gonna. Una sparata secca e la penetrai. Non era ancora bagnata.

Dopo un paio di colpi, iniziò ad inumidirsi e a godere come solo lei riusciva a fare.

Guardavo la sua schiena, il suo collo e quella massa di capelli ossigenati che le cadevano sulle spalle. Che erezione, ragazzi.

Le infilai una mano in bocca. Era un piacere immenso cavalcare quella ragazza. Sapeva come farsi scopare a dovere.

Saltellava sul mio cazzo come se le stessi facendo un bagno nelle ortiche. Gli spasmi e i sussulti della sua eccitazione ci avrebbero davvero messo in imbarazzo se all’interno del cinema fosse entrato qualcuno. Forse era proprio quello che volevamo.

-Quanto sei puttana, cazzo.

-Dimmelo ancora.

-Cosa? Vuoi che ti dica quanto sei puttana? Sei la più puttana che conosca.

-Voglio che mi sborri nella fica.

-Stai zitta. Scopami e muta, cazzo.

Smise di parlare mentre il mio pisello continuava a penetrarla come se fosse un martello pneumatico.

-Godi puttana. Maledetta puttana. Puttana.

Le tappai la bocca. Avrei voluto soffocarla per scoparmela da svenuta. Quella ragazza mi faceva venire le idee più strane e violente che avessi mai avuto.

-Sto per sborrare nella tua fichetta stretta, troia.

-Sborra.

-Ho detto che devi stare zitta. Devi solo essere scopata. Non hai diritto di parlare. Muta!

Gettai in lei tutto il mio sperma, come se volessi riempirla di sporcizia o roba del genere. Venne anche lei, gridando a bassa voce il suo orgasmo in quella sala cinematografica deserta.

Avevamo utilizzato i nostri corpi al massimo delle nostre potenzialità e potevamo dirci soddisfatti.

Estrassi il mio cazzo da lei e, allacciandomi i pantaloni, me ne andai senza dire niente. Avevo avuto quello che volevo e abbandonai Sara in quella stanza di proiezione scura, lasciandola con la sua fica ancora bagnata e carica di me.

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