Sedia a rotelle



Sono sempre stata una ragazza che si occupava del prossimo, che si sentiva fortunata guardando sfortunati in sedie a rotelle, oppure senza un tetto o un piatto caldo. Sono sempre stata una persona attiva, con del volontariato, donazioni di sangue e tutte le volte che ci stava da reclutare volontari per qualsiasi cosa, io ero sempre presente.

Una volta, ricordo che ero finita in un’ospedale a fare del volontariato con delle suore. Ci saremmo dovute occupare dei pazienti sulle sedie a rotelle e passare del tempo con loro. Dovevamo giocare con loro, parlare, sentire i loro discorsi, insomma, non farli sentire soli in balia del loro crudele destino. Io stavo spingendo la sedia a rotelle di un signore di mezza eta’, al quanto affasciante devo dire. Io indossavo il camice da infermiera e sotto una gonna corta. Parlavamo dei cambiamenti climatici, mentre lo stavo portando nell’area relax. Una volta arrivati, trovai degli oggetti in terra, che spostai abbassandomi, dimenticandomi della gonna e regalando all’uomo, una bella visuale di me, piegata a pecora, con la figa e il buco del culo all’aria, in quanto non portavo le mutandine. Facendo finta di niente, continuai a parlare, ma appena mi girai notai che l’uomo si era eccitato e che tra i pantaloni, il suo cazzo era diventato evidentemente duro.

Mi avvicinai, eccitata dalla situazione, ma incapace di agire. L’uomo mi sorrise e m’invito’ a slacciargli il pantalone, per succhiargli il cazzo che da tanto tempo, voleva sborrare. Sentirmi comandata in quel modo era ancora piu’ eccitante, specie se in tutto questo, io indossavo il camice da infermiera. Lo guardai negli occhi, con lo sguardo perso ed innocente, mentre mi inchinavo tra le sue gambe e liberavo il suo cazzo duro e voglioso. Appoggiai le mie labbra su quella calda cappella, facendo scivolare tutto il cazzo dentro la mia bocca, fino ad arrivare alle sue palle. Tra le mie gambe, sentivo il calore della mia figa aumentare e feci scivolare una mano sotto il camice. Sentivo come respirava velocemente, in preda alla goduria, mentre le sue mani si stavano posando sulla mia testa, guidandomi su e giu’ velocemente. Mi sentivo un’oggetto sessuale, mentre la mia mano si strofinava sulla mia figa eccitata, stuzzicando il clitoride e preparando due dita a scivolare tra le umide labbra. Poi la sua mano mi spinse forte giu’, sentendo il suo cazzo che mi arrivava fino alla gola e i peli delle sue palle, che mi facevano del solletico al naso. Mi sentivo soffocare mentre riempivo il suo cazzo della mia saliva. Poi mi lascio’ salire e la sua mano, arrivo’ sulla mia tetta, strizzandola come nessun’altro uomo, aveva mai fatto. Sentivo che avanti a me, ci stava un’uomo veramente affamato di figa e mi eccitava da morire, essere quella vacca con la quale svuotare le sue palle piene.

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Gemeva ad alta voce, mentre la sua mano era tra le mie tette. Le mie due dita entravano e uscivano velocemente dalla mia figa, facendomi gemere con il suo cazzo in bocca. Era tutto bagnato della mia saliva e scivolava velocemente tra le mie labbra, sentendo che si gonfiava, preparandosi ad un glorioso e tanto atteso orgasmo. Le sue mani mi rispinsero giu’ facendo ritornare il cazzo dentro la mia gola, quando un getto violento e caldo, m’inondo’ la gola, quasi soffocandomi. Sentivo il suo cazzo pulsare fortemente, mentre mi sborrava giu’ nella gola. Io succhiavo avidamente e ingoiavo tutta quella sborra che colava giu’ dalla sua cappella sensibile. Non avevo mai ricevuto una sborrata cosi’. Era veramente tanta e mi eccitava un casino inoiarla tutta come una lurida puttana. Lui gemeva ed emetteva dei suoni di piacere, mentre con la faccia rossa, continuavo ad ingoiare l’enorme quantita’ di sborra che continuava ad uscire dal suo cazzo. Poi le sue mani si levarono dalla mia testa e io spostai le mie labbra sulla sua cappella, succhiandola e stuzzicando la sua pelle iper sensibile, fino a quando non scivolo’ moscio.

Mi sentivo bene, aver aiutato il prossimo era sempre cio’ che desideravo fare.



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