Il secondo “autorevole” tocco

Pompino con sborrata finale

Era il giorno del mio ventesimo compleanno e avevamo passato diverse ore a bere nel dormitorio dell’universita’. Era stata una giornata divertente, dove tutti si eravamo scambiati le stanze, in una sorta di nascondino selvaggio.

Mi ero ritrovata in stanza con un ragazzo che avevo conosciuto qualche ora prima. Me lo ricordo bene perche’ lo avevo beccato diverse volte che mi guardava molto e la cosa in qualche modo mi eccitava. Ora eravamo soli nella stanza di un perfetto sconosciuto, lui aveva gli occhi inchiodati su di me ed io potevo sentire come la mia fighetta diventava umida. Un minuto dopo eravamo presi a baciarci, con le sue mani che esploravano tutto il mio corpo. Sentivo il suo dito che premeva tra le mie chiappe mentre io gli massaggiavo il cazzo che gli era diventato subito duro.

Era la seconda volta che toccavo un cazzo duro, la prima volta era quello del mio ex ragazzo, l’estate prima. Avevo letto che i cazzi sono tutti diversi, lo avevo notato anche nei filmini porno che spesso guardavo masturbandomi in cameretta, ma questo era quasi identico a quello del mio ex.

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Ci abbassammo entrambi i pantaloni, io per massagiargli meglio il cazzo, masturbandolo mentre le nostre bocche erano appiccicate mentre lui muoveva le dita tra le mie chiappe, cercando di spingere un dito nel mio culo ancora vergine. Mi eccitavano le sue espressioni facciali mentre lo masturbavo perche’ mi facevano sentire in controllo del gioco. Smisi di baciarlo per osservarlo meglio mentre girava gli occhi dal piacere mentre ero li, con il suo cazzo in mano a fargli una sega.

Mi abbassai e presi la cappella in bocca, guardando come la sua espressione era del tutto compiaciuta nel vedere il suo cazzo in bocca ad una cagnetta in calore, nel giorno del suo ventesimo compleanno. Gli succhiai la cappella con potenza e poi gli presi tutto il cazzo in bocca fino a quando le palle non mi toccavano le labbra. Che bello fare la puttana di un ragazzo che quasi non credeva ai suoi occhi, immaginare il piacere che gli stavo infliggendo mentre lui era in piedi davanti a me a farsi succhiare il cazzo da una sconosciuta. Continuavo a succhiargli il cazzo con golosita’mentre gli massaggiavo le palle e sentivo come si stava preparando a sborrarmi in bocca. Era la stessa sensazione provata con il mio ex, un leggero ringonfiamento del cazzo che annunciava un imminente sborrata. Questa volta pero’ ero io a comandare quel cazzo duro e continuai a succhiarlo fino a quando I suoi lamenti non mi fecero capire che stava per sborrare. Allora mi allontanai e rimasi li a guardare il cazzo che faceva dei piccoli saltelli mentre sborrava. La faccia di lui era incredula, gli avevo rovinato l’orgasmo nel momento migliore.

Allora mentre lui sborrava, gli ripresi il cazzo con le mani e cominciai a masturbarlo ferocemente, guardando come lui si dimenava e tremava, soprattutto quando gli toccavo la cappella. Allora presi la sua cappella in bocca e cominciai a succhiare forte. Lui era davanti a me che emetteva dei lamenti di dolori misti a gemiti di piacere. Sicuramente la sua cappella appena sborrata era molto sensibile, come la mia figa dopo aver avuto un’orgasmo. Lui era mio, io lo controllavo, gli succhiavo la cappella per fargli capire che io gli procuravo piacere e che ero sempre io a comandare la situazione. Lui non riusciva a controllare I suoi tremori e lamenti e la cosa mi eccitava da morire. Lui non poteva controllarsi perche’ ero io a controllare lui. Senza nessun preavviso mi alzai, gli diedi un bacio  sulla guancia e lasciai la stanza con lui ancora nudo dentro.

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