Racconto di una prostituta

Puttana col culo per aria

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Come ogni prostituta, posso dire di aver avuto dei clienti focosi, altri con il cazzo minuscolo, altri con cazzi enormi, alcuni che sborravano appena lo impugnavo, altri che sembravano non sborrare mai e via dicendo. Ma oggi, voglio raccontarvi di un cliente, il piu’ strano che abbia mai incontrato, con delle fantasie particolari.

Ero all’interno del locale dove lavoravo come ragazza immagine, facevo bere la gente e mi facevo offrire da bere, in modo da farli spendere, guadagnando anche una percentuale, su quanto li facevo spendere. Nello stesso locale, trovavo anche i miei clienti. Una sera, un uomo ben vestito, diverso dai soliti frequentatori, venne da me per offrirmi da bere. Era un uomo distinto, che non parlava di come mi avrebbe voluto sbattere il cazzo nel culo, ma invece parlava del suo lavoro, della sua citta’ natale, facendomi domande su di me, sulla mia provenienza e via dicendo. La cosa era strana quanto inquietante. Dopo aver bevuto il piu’ costoso champagne del locale e pagato il conto, decide di portarmi con lui, per una nottata insieme, alla quale io non rifiuto, avendo visto come dal suo portafogli, uscivano diversi biglietti da 100 euro l’uno.

Guidava una Mercedes sportiva, una di quelle auto che avevano solo 2 posti, nera luccicante. Mentre lui guidava in silenzio, io provavo a toccargli il cazzo. Lui, con un sorriso mi disse ” Dai su, so bene che non vuoi veramente succhiarmelo mentre guido. E visto che non lo pretendo neanche, perche’ farlo? “. Rimasi spiazzata da simile risposta, cominciando a chiedermi cosa volesse da me, visto che non volevo che gli facessi un pompino mentre guidava e visto che nel locale non avesse allungato neanche una mano su di me. Mentre i miei pensieri si facevano terrorizzanti, pensando ad un maniaco serial killer che uccide puttane, la sua macchina parcheggio’ davanti un residence, dove un uomo con una completo nero, apri’ entrambe le porte e prese le chiavi dall’uomo, per parcheggiargli la macchina del parcheggio privato del residence. Il suo appartamento era all’ultimo piano ed’era molto elegante.

” Bene, ora che siamo qui, spogliati e mettiti a pecora davanti a me ” mi disse lui, mentre si accomodava sul divano. Senza fare domande, cominciai a spogliarmi, rimanendo nuda, a pecora davanti a lui, come aveva chiesto. ” Ora, gattona come una cagna e prendi quel grosso dildo dietro le riviste, portalo qui con la bocca, da brava cagnetta e ficcatelo nel culo, mentre mi guardi “. Ero un po’ scossa da queste strane richieste, ma l’importante alla fine, era prendere i soldi e andare via vive e sane. Gattonai, cercando di sculettare il piu’ possibile, prendendo con la bocca un’enorme dildo viola, per poi tornare indietro, lasciando cadere il dildo, come farebbe un cane con il giornale. Lo guardai, lui seduto, senza scomporsi, con un’erezione che gli gonfiava il pantalone nero. Presi il grosso dildo e cominciai a spingermelo nel culo, sentendo come quell’enorme cazzo di plastica, mi allargasse il buco del culo e tutto il canale dentro di me. ” Spingilo dentro e lascialo li “, fu il suo ordine e cosi’ feci, rimanendo a pecora. Mi sentivo umiliata e usata come giocattolo erotico. ” Ora, cammina intorno alla camera, sculettando, mentre tieni la bocca aperta a mo di pompino e ritorna da me “. Non sapevo che piacere otteneva da tutto cio’, ma osservando quel rigonfiamento, penso che di piacere ne otteneva abbastanza. Gattonai intorno alla stanza, sentendo dentro il mio culo quel cazzo di plastica che mi violentava, facendomi emanare dei gemiti di piacere, mentre le mie labbra erano  messe come se dicessi ripetutamente la lettera ” O “. Poi andai verso di lui, che nel mentre, si masturbava ferocemente, con un sorriso sulle labbra ” Cammina verso di me e senza fermarti fai entrare il mio cazzo nella tua bocca, ma solo la cappella ” . Cosi’ feci, camminai indietro verso di lui, con il cazzo di plastica che si faceva sentire tra le mie chiappe, avanzando fino a quando la sua cappella non era dentro la mia bocca.

Con un suono rauco e spaventoso, l’orgasmo di quell’uomo esplose tra le mie labbra. Una quantita’ pazzesca di sborra cadde sulla mia lingua, da quel cazzo grosso e bianco, pieno di vene e con la cappella dura e calda. Sentivo il pulsare del suo cazzo che faceva scattare la cappella, mentre essa rilasciava sulla mia lingua un’enorme quantita di sborra ” AHHHHH….non ingoiare ancora troia “, mi disse, tremando e godendo come un maiale arrapato. Poi levo’ il cazzo ancora umido di sborra dalla mia bocca, riempita di caldo e denso seme di un’uomo strampalato. ” Ora fai i gargarismi e poi ingoia “, fu il suo ordine finale. Feci dei gargarismi, alzando la testa, con quella sborra densa e calda che ribolliva dentro la mia bocca come acqua calda che ribolliva in pentola e poi ingoiai, mostrando la mia bocca vuota.

” Rivestiti, prendi i 1000 euro sul tavolino all’entrata e vai via ” , furono le sue ultime parole, prima che spari’ in un’altra camera. Lo rividi qualche giorno dopo al locale, mentre parlava con un’altra puttana, sapendo gia’, cosa gli avrebbe fatto fare.

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