Quel porco di babbo natale mi scopa vestita da angioletto

Donna angelo zozza e maiala

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Avevo guidato poco meno di un paio di ore ed ero finalmente arrivata sotto casa dei miei amici, approfittando dell’assenza dei bambini, senza essere vista, avevo scaricato i doni dalla macchina e proposto al Malandrino una simpatica gag notturna …

Quando tutti dormiranno indosserai l’abito di babbo natale ed io ti farò qualche foto con il mio cellulare immortalandoti mentre entri dalla finestra e poni sotto l’albero i regali, così alla mattina, quando i bambini si alzeranno, non solo saranno felici dei regali, ma anche delle foto che sono riuscita a fare a Babbo Natale, che ne dite? La moglie fu entusiasta della cosa, ma sottolineò immediatamente di non contare su di lei in quanto era stanca e sarebbe crollata subito dopo la cena, Lupin invece per strappare un sogno ai bambini accettò immediatamente il ruolo.

L’indomani ci sarebbero stati moltissimi bambini a pranzo e le foto avrebbero acceso sicuramente la loro immaginazione, l’ idea avrebbe quindi di certo fatto parlare con un notevole entusiasmo molti di loro, già li immaginavamo sparlottare di Babbo Natale sotto l’immenso albero in sala splendido come ogni anno, con il presepe posto ai suoi piedi curato in ogni minimo dettaglio ed il suggestivo coro degli angeli, che contribuiva a rendere tutto così fiabesco e magico … sapevamo sarebbe stato un vero “capolavoro” così quando tutti furono a dormire, io e Lupin, iniziammo a mettere i doni nei vari sacchi di juta, incollai la barba e lo invitai ad andare a vestirsi bnella sua stanza – rimandendo d’accordo che il colpo di tosse di Babbo Natale avrebbe annunciato il suo ingresso dalla finestra – corsi a spegnere le luci e sgattaiolai nella mia camera, non avevo infatti detto a nessuno che avrei atteso quel magico vecchio dalla lunga barba bianca, vestita da angioletto, oddio … l’intento era di essere un angioletto, ma i miei stivali bianchi sino alle ginocchia, le calze color carne , la minigonna ed il top di latex color ghiaccio arricchiti di ali piumate e una rete d’orata tutto facevano tranne che farmi apparire così paradisiaca, mi misi così dietro la porta e aspettai il segnalee stabilito, cenno che tardò ben poco a farsi sentire, fotografai la finestra aperta, e il vecchio uomo che faceva entrare i pesanti sacchi, lo immortalai mentre posizionava i pacchettini tra le luci, bisbigliandogli di tanto in tanto un “gira il viso” – “fatti vedere di più” -“chinati” – “alzati”

tutto era perfetto, l’atmosfera unica e io usci finalmente dalla stanza, lasciando Babbo Natale di stucco per qualche attimo “Lucreziaaaaaaaa, ma come ti sei conciata? sei bellissima!” “fatti fare qualch fotografia pure tu!!” – “solo le ali da dietro …dai!! ” mi fece così’ qualche foto, commentando qualche mia posa non troppo puritana, risi chiedendogli se con un viso come il mio poteva mai aspettarsi qualcosa di troppo serio, abbassò gli occhi, accennando ad un lieve sorriso, sorriso che io mi apprestai a sfirarecon le dita, mentre avvicinando la mia bocca alla sua sussurravo”

Lupin, tra le mille cose, ho dimenticato il tuo regalo a casa, credo sia giusto farmi perdonare ora non trovi?”scosati la barba e presi a frugarlo con la mia lingua, mordendo le sue labbra morbide e maliziose, i miei occhi entrarono dentro i suoi ed io mi ritrovai a spogliare quel Babbo Natale molto velocemnete, mentre lui era altrettanto preso a denudare l’angelo più pekkaminoso del paradiso, le mie gambe strusciarono e si intrecciarono con le sue, le mie unghie rigarono le sue spalle, i suoi denti mordicchiavano il mio collo, i miei seni eccitati, i brividi percorrevano i nostri corpi, le nostre voglie come l’intermittenza delle luci si alternavano in noi, il suo respiro si intrecciava al mio e i suoni sussuratitra un bacio e l’altro sembravano vere e propri ululati. Eravamo finalemente distesi sul tappeto, persi e dispersi tra i nostri desideri, io strusciavo il mio corpo sul suo lentamente, la mia lingua lo tesseva in ogni sua parte, godendo di quel suo irrigidirdsi, di quel suo membro ormai indecentemente voglioso e duro, So che non dovrei chiederlo ad un angelo, ma desidererei che tu lo prendessi tra le tue labbra Lucrezia, non chiedevo di meglio, feci scivolare la punta della mia lingua dal suo petto verso il basso, solletticando la sua punta che mi seguiva come impazzita,percorsi il suo nervo e raggiunsi i suoi testicoli, li avvolsi con la mia saliva, mordendoli, succhiandoli, mentre lui stringeva i pugni e mi diceva di non fermarmi, continuai così per qualche altro attimo, poi risai sull’asta del piacere, feci sparire il suo menbro nella mia gola diverse volte , per poi alzarmi e restare in piedi a guardarlo pochissimi attimi, le sue mani accarezzarono i miei stivali , mentre io scostai lievemente la brasiliana che indossavo , mi chinai su di lui, presi tra le mie dita il suo membro e ci scivolai sopra, godendomi ogni suo centimetro, ogni sua vena, godendomi il suo viso, le smorfie della sua bocca priva di saliva, piano, pianissimo scesi e salì sopra al suo creapopoli, sino a godere insieme …

lo baciai dolcemente rialzandomi, per poi svignarmela sola soletta nella mia stanza

“Buon Natale Matteo!”, dissi chiudendo la porta.

… già Buon Natale!

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