Puttane – Trudy la ‘vagabonda’



Pompino e sborrata in macchina

Faceva caldo. Un ferragosto tranquillo, troppo tranquillo, prometteva una noia bestiale. Poco movimento anche per le puttane, grandi lavoratrici costrette a starsene lì impalate in attesa del pollo di turno.

Girava poca gente e quei pochi stronzi si fermavano solo per dire cazzatelle e farsi una risata. Altro che risate… Trudy la ‘vagabonda’ avrebbe voluto piangere a forza di farsi chiavare.

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Non ha mai un posto fisso, a differenza delle sue colleghe, e quel giorno aveva scelto la pineta come alcova di qualche provvidenziale maialata, magari ben retribuita. Gran puledra, bel viso, due cosce infinite e sguardo da giovane strega in cerca di guai. Preferisce indossare tailleur, anziché la solita tenuta da baldracca. Per cinque anni aveva sognato di darsi alla politica, ma qualcosa le era andato storto…

Trudy aveva la sorca in fiamme… Sbirciando qua e là s’era accorta che un tizio elegante la guardava aggrappato ad un cellulare. Il solito detective delle solite mogli scassacazzi? Uno della speciale che cerca una scopata gratis? La sua auto di grossa cilindrata l’ha rassicurata quasi subito. “E’ un impresario, un porco… un impresario porco” pensava.

Infoiata e cotta dalla noia, la bella Trudy si è avvicinata al finestrino dell’auto ed ha sfoderato il randello dell’uomo – bel tipo pelato – presentandosi con una gran sega, fumando e offrendogli da bere. Lei beve solo acqua minerale, non vuole vizi.

Smanettando, smanettando l’affare s’ingrossava e diventava irrequieto.

Trudy la conoscono per ‘quella che ciuccia lenta e tonta’ e che, con quella bocca da finta ritardata (alias divoratrice di cazzo dai sensi volutamente rallentati), sa intostarlo come un miracolo.

Fulvio restava appoggiato alla sua auto e la nutriva spingendo il pisello in gola a Trudy. La ‘vagabonda’, a fica aperta, si allisciava e si strusciava gattona accorgendosi di essere colante un bel po’.

Stoppando per un attimo il giochetto, lui s’è sdraiato comodo all’interno della quattroruote. Doveva decidere: non possono stare in piedi contemporaneamente due teste di cazzo.

La puttana vagabonda, vedendolo supino con quell’affare bello pronto e drizzato, ha pensato bene di piazzarsi sopra per sentirselo arrivare in pancia, lasciandolo scivolare in una fregna giovane ma navigata e accogliente. La sua faccia sembrava quella di una paziente in sala rianimazione. Sincronizzava lo stantuffo con una strizzata di capezzoli e, con gli occhi fuori orbita, manteneva avvolto dal suo calore ubriaco quel cazzo sanguigno.

E’ specializzata in sveltine ma, stavolta, se la prendeva comoda e se lo prendeva scomodo: un crampo improvviso alla gamba sinistra non le ha impedito di continuare a cavalcare da gran porca. Come se lo godeva tutto e a lungo, quel cazzo straniero che le aveva messo una gran voglia nel ventre appena lo aveva avvistato. Le si era stampato un largo sorriso in faccia, a forza di incassarlo,  che la faceva sembrare una giovane casalinga in astinenza da tempo, appesantita da una delusione a cui rimediare alla svelta.

Si agitava selvatica eppure elegante vivendo cazzo alla giornata. Le poppe ballavano felici ad ogni su e giù e il perno dalle vene tanto gonfie che sembravano scoppiare si stappava. Ma che cazz… Giusto il tempo di una pausa, tanto per capire quello che stava succedendo, poi giù a godersi un altro tuffo carnale.

Trudy, dimenticando di essere una puttana da strada, assecondava quel palo esperto e si lasciava girare e rigirare come una bambola di pezza. Una cavalla da domare.

Fulvio lo tirava fuori per poi intrappolarlo di nuovo nella spacca desiderosa di attenzioni. Infilava e sfilava, sfilava e infilava. Giocava, il coglione… A volte stoppava per far durare più a lungo quella porcata all’aria aperta. E, poi, il montone voleva parlare. Parlare?!

La faceva sedere sulle sue ginocchia, come un padre fa con la figlia, e le raccontava volentieri  i cazzi suoi come usa fare una portiera, un barista. Tutte cose che non avrebbe confidato neanche ad un amico.

Col languore che rischiava di farla diventare isterica, Trudy ‘la vagabonda’ se ne stava lì a sentire i problemi e ‘tutte le altre palle’ di Fulvio come se a lei non bastassero i suoi!

Comunque, era carino col suo coso duro… Meglio sorridere, sentire di non essere solo un sacco di carne entro cui svuotarsi  e aspettare d’essere riempita ancora di gioia e di cazzo. Ma doveva fare qualcosa per convincerlo a riprendere da dove avevano interrotto: sbattergli, di punto in bianco, le sisone allegre in faccia. Funziona sempre, difatti…

Lei si è ritrovata in un attimo sbattuta contro un albero, mentre offriva un nuovo appiglio a Fulvio: il suo culo bianco. Una massa elastica e liscia da affondare e sfondare.

Bordate più nette hanno deciso per entrambi. L’uccello è uscito di scatto da quella gabbia calda e libidini liquefatte l’hanno struccata del tutto, sorprendendola a fauci spalancate. La scremata densa concludeva la loro amichevole giornata.

Non capita tutti i giorni d’imbattersi e di sbattersi un… porno attore?!

Sì, Fulvio, una volta sazio e ben svuotato, l’ha confessato subito dopo a Trudy, quasi scandalizzata. Che tempi! Manco i soldi per un caffè…



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