Presa da mio padre

Racconti erotici di Incesto

Quanti rimorsi e crisi di coscienza ho dovuto superare, prima di confessare tutto alla mia migliore amica. La smania impura dell’incesto che mi ha spinto a prendermi con la forza mio padre è nato per caso, per un istinto molto più forte di me.

Mio padre, di nascosto, mi ha sempre desiderata sessualmente ma non ha mai trovato il coraggio di dirmelo in faccia. Mi spiava quando andavo in bagno o ero sotto la doccia, oppure quando ho cominciato a frequentare i primi ragazzi e, sul divano di casa mia, iniziavo a gustarmi le prime pomiciatine.

Una volta, mi aveva lasciato casa libera dicendo che andava al cinema e, invece, si era nascosto dietro la pesante tenda di velluto della mia camera per spiare il primo pompino della mia vita servito con gusto ed entusiasmo al mio ragazzo fisso. Mi guardava nel suo angolo buio mentre pompavo arrossendo di vergogna e piacere.

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Mia madre e mio padre si sono separati da tempo e lui vive in un appartamento piccolo e umido. Lo vado a trovare spesso, almeno tre volte alla settimana, per fargli capire che la sua presenza in casa mi manca. Mi manca troppo e non solo per motivi di affetto: le ragioni sono altre e vanno oltre il semplice amore che può esistere tra padre e figlia. Lo guardo come un’innamorata e lui non regge mai certe mie occhiate appassionate. E’ fiero di me, della mia bellezza bionda, e anch’io sono fiera di lui: è l’uomo più bello e affascinante che io abbia mai conosciuto.

Il giorno che sono andata a trovarlo indossando un delizioso abitino rosso, ero entrata nella sua casa con l’idea chiara in testa di ‘osare’. Ho cominciato a parlarci usando un tono insolitamente intimo. Gli raccontavo dei miei rapporti con gli uomini e anche lui ha iniziato a confidarmi certi dettagli sui suoi rapporti con amanti di passaggio. Ho saputo proprio quel giorno che, in passato, immaginando di scoparsi me, mio padre ha consumato diversi incontri sessuali con ragazze della mia stessa età: amiche di mia sorella oppure mie o studentesse, allieve di mio padre.

Lui è un professore di lettere e ha una fantasia perversa, silenziosa. Fottendosi le altre ragazze, chiude gli occhi e pensa di scopare con me. Gli succede da molto tempo. Quei rapporti vissuti clandestinamente lo illudono di vivere, nella realtà, i suoi fantasmi incestuosi.

La ragazza che ha placato per un po’, tra tutte quante, le sue ‘libidini paterne’, è stata Sandra, la mia migliore amica, che mi somiglia tantissimo. Quante volte si è masturbato, di nascosto, ammirando le sue foto segrete… L’ho visto, un giorno, immergersi nelle tenere intimità di Sandra e l’ho invidiata molto.

Da quella volta, mio padre non ha potuto più fingere e ho voluto confessargli in faccia che è un porco bugiardo, che è inutile che si nasconde e si rintana in fichette che gli ricordano tanto la mia. La vuole? Che se la prendesse, una volta per tutte!

guarda cam

Ha sbiancato quando gli ho confessato di aver spiato le sue porcate con Sandra e che l’ho visto delirare, sudare e urlare  il mio nome… A quel punto, perdere tempo in chiacchiere era perfettamente inutile.

Mi sono tolta tutto restando con i sandali neri dal tacco altissimo e, accovacciandomi di lato distesa sul divano, ho sollevato le cosce e gli ho mostrato i miei due buchetti teneri e già colanti. Gli ho stuzzicato la cappella lucida di tensione con il tacco dei sandali, fino e lungo. Mi sono chinata e l’ho succhiato di prepotenza, senza troppo girarci intorno.

Volevo piazzarmi sopra il suo uccello per fargli sentire come ero allagata e pulsante e, così, l’ho fatto. Mio padre, duro come il marmo, diceva no ma io continuavo. Ha anche pianto mentre si lasciava cavalcare e risucchiare dal mio ventre curioso. Ero diventata la sua padrona e, quando gli ho ordinato di ficcarmelo tutto nel culo (ancora poco esperto e un po’ strettino) e di fregarsene dei sensi di colpa, ha obbedito.

Sudava libidine e di rimorso insieme, mio padre. S’incastrava dentro di me, in piedi, insultandomi e il mio perfido egoismo lo faceva precipitare nel peccato. Mi sono arresa ai suoi colpi anali sdraiata sul divano, colpita a testa in giù. Sporca di peccato e di sperma che mi colava finalmente sul viso come segno di vittoria, sono tornata a casa facendo la figlia affettuosa di mia madre.

Mio padre con me può fare quello che vuole: scoparmi come un animale, sodomizzarmi, leccarmi i piedi… Sono innamorata di mio padre e pensare che sto vivendo un rapporto contro natura non mi basta per reprimere l’assurda voglia di farmelo, tutte le volte…

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