Porno forno

Fabrizio e Iano non riuscivano proprio a crederci, che nel forno dove lavorano sarebbe mai capitata una ragazzetta sveglia e carinissima come Monica.
In tre anni di pane e pizza da infornare e sfornare, avevano avuto una sfica terribile. Tutte brutte, racchie o vecchie colleghe che rendevano le giornate più lunghe del solito e, in compenso, accorciavano la loro fantasia e il loro cazzo come poche al mondo.
Mai una novità sanguigna, mai una fornarina bellina che potesse riempire le loro giornate e i loro sfilatini nel modo giusto. E, proprio quando ormai i due ragazzotti annoiati e delusi avevano perso ogni forma di speranza, chi ti arriva? Monica, un bocconcino di diciannove anni buono come il pane, tutta culetto e sorrisi. Il laboratorio dove infornano s’è illuminato appena è entrata!
La pala usata da Fabrizio per infornare s’era indurita pure quella…
Monica non è solo bella, è anche simpatica, verace, una che non se la tira e, in compenso, lo fa tirare di brutto. E’ stata capace di sfogarli tutti e due al suo primo giorno di lavoro.
Erano le cinque di mattina, Iano e Fabrizio si muovevano a ralenti, storditi di sonno come sempre. Vederla entrare li ha svegliati di colpo. Altro che caffè doppio!
Al laboratorio c’erano solo loro tre. Il principale non sarebbe arrivato prima delle nove… La porcata triangolare doveva scapparci per forza, se la baby permetteva… Hanno capito subito che Monica è semplice, umile e non ci gira tanto intorno quando pure lei vuole qualcosa.
E’ una ragazza di campagna, genuina come un campo di grano, schietta come un cazzo in erezione, abituata a vivere con naturalezza il sesso. Veder montare gli stalloni è per lei la cosa più eccitante e normale del mondo. Odora di cose buone, la sua fregna acerba e battagliera. Questo l’hanno scoperto dopo neanche mezz’ora dalle presentazioni, quella mattina.
Monica, quando sente che è arrivato il momento di aiutare un maschio a liberarsi dal pesante fardello di una feroce eccitazione che gli si agita nella patta, lo capisce al volo ed è bravissima ad assecondare senza parole inutili.
La svelta triangolare è iniziata così come è finita. Liscia come l’olio, come la pelle di Monica, come la sua sorchetta fradicia che si è schiusa docile e vogliosa.
Tutti e tre in camice bianco e farina dappertutto, con pizze calde già pronte da gustare, hanno preso a toccarsi, leccarsi, scambiarsi calore davanti al forno che bruciava come i loro sensi.
E’ di una velocità unica, Monica, in certe cose. Soprattutto a capire quando è il momento di aprire la boccuccia e le gambe, zitta e buona. S’è chinata ciucciando allegra, poi s’è sollevata senza mai staccarsi di bocca dall’uccello per farsi spennellare la topa dalla lingua di Iano.
Chinata a pecorina, la piccola bocchinara mostrava un culetto delizioso, insospettabilmente tondo e pieno per il suo corpicino magro e acerbo. Una bontà…
Succhiando a turno civetta, non vedeva l’ora di sentirselo schiaffare dentro proprio come fanno i cavalli durante il periodo della monta. Ficcarsi nel suo nido imberbe è stato come un lungo tuffo in paradiso, mentre entrambi frenavano scoppi a catena di un orgasmo infernale e decisamente scomodo.
Sul tavolo pieno di farina sembrava un’alice rassegnata ad essere fritta e gustata da due predatori decisi a divorarla. Ma anche lei, ne aveva poca di pietà a forza di ingoiare cazzo e leccare i loro culi. Ha questo vizietto, la ragazzina: insalivare culi maschi lasciandosi solleticare la punta della lingua dai loro peli selvatici…
Ai bordi di quel tavolaccio è stato un sogno trombarla di fianco e farsi pompare. Quando ne cavalca uno o si fa chiavare arresa con le spalle contro il marmo, non trascura mai un secondo uccello che le vola in bocca. E’ questa la massima educazione di cui può vantarsi, una porcellina come Monica.
Se le entra arrogante nel culo senza avvertire non si offende mica. Anzi, le viene subito voglia di galopparne un altro saldandolo bene nei fondelli. Le piace così tanto lasciarsi saccheggiare dietro come una zingarella senza difese…. Che inculata si sono fatti prima di scaricarle due orgasmi rabbiosi sul buco tondo e sulla bocca.
Altro che sveltina. Hanno fatto giusto in tempo a risollevare le brache che già, alle nove in punto, il principale era lì a rompere i coglioni (vuoti, stavolta) come sempre…

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