Pompino sotto il tavolo

Racconto Erotico: Pompino sotto al tavolo

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Katty era così felice. Finalmente ero riuscito a portarla in quel ristorante che desiderava tanto visitare. C’erano voluti diversi mesi per riuscire a prenotare un tavolo, ma ne era valsa la pena.

Ero perfettamente consapevole del fatto che una volta arrivati a casa avrei ricevuto una qualche sorta di ricompensa erotica, ma mai avrei immaginato quello che realmente sarebbe accaduto.

-Secondo te quanto ci vorrà per il polletto ripieno?- domandò Katty.

-Credo ancora un cinque minuti, almeno.

-Bene.

Con un gesto felino che mi spiazzò totalmente, si abbassò, sparendo sotto la tovaglia in raso del tavolo.

-Katty, ma cos…- troppo tardi. L’aveva tirato fuori.

Sentii le sue labbra accerchiarmi il cazzo, facendomelo indurire. Un pompino sotto il tavolo di un ristorante, esattamente come le rockstar.

Non potevo credere a quello che stava succedendo. Katty non aveva mai fatto cose del genere, nemmeno quando ci ubriacavamo a casa, figuriamoci in un posto pubblico.

Sembrava posseduta, perché non l’aveva mai ciucciato con così tanta voglia di cazzo. Avevo l’impressione che avrebbe voluto mangiarselo, se solo avesse potuto.

La mia faccia iniziava a comprimersi nelle classiche espressioni idiote da sesso, mentre tutti i nostri commensali continuavano a mangiare la loro cena costosa.

Le mogli degli altri clienti mangiavano piatti prelibati e Katty mangiava il mio cazzo, duro come non mai.

Il mio pisello cresceva tra le sue fauci come un razzo atomico. Amavo i pompini fatti in fretta e furia.

Le misi una mano sulla testa, quella testolina bionda che mi stava regalando quel momento di estasi godereccia e inaspettata, in un luogo lussuoso e sfrenato.

Lo sguardo mi cadde sulla scollatura di una ragazza seduta qualche tavolo più avanti. Immaginai che la bocca della mia Katty fosse la sua, non per cattiveria nei confronti della mia fidanzata, ma per semplice voglia d’evasione.

-Salve, desiderate dell’altro pane?- sussurrò una cameriera.

-No, grazie.

-Perfetto.- disse, allontanandosi.

-Aspetti, dissi io.

Volevo che quel momento diventasse molto più sexy e perverso.

-È molto che lavora qui?

-Non molto, sono in questo ristorante da circa due settimane.

-Ah, capisco e la trattano bene? Sa, io sono del settore.

-È un cuoco?- domandò.

-Si… sono uno chef.- risposi.

Non era vero, io facevo panini in uno dei tanti fast food del centro, ma volevo assolutamente continuare quella chiacchierata, prolungando l’eccitazione per vivere un orgasmo spettacolare.

Katty succhiava sempre più forte, conscia del fatto che avremmo dovuto sbrigarci entrambi per non fare una figura indecente.

-Cosa ne pensa del carpaccio?- domandai.

-Io sono vegetariana… non lo mangio.

-Ah, capisco.

-Le serve altro?

-Eh?

-Le posso essere utile per qualcosa o posso continuare a prendere le ordinazioni?

Scoppiai nella bocca della mia fidanzata. Sborra dovunque. Un orgasmo da campionato.

-Sì, certamente. Lei si è appena guadagnata una mancia coi fiocchi.

-Grazie. Lei è molto gentile.

Katty riemerse dal tavolo non appena quella graziosa cameriera scomparse. Aveva i capelli arruffati e un po’ di sperma sul labbro. Bevve del vino rosso e sorrise, ammaliante come al suo solito.

-Che pompino di classe.

-Tesoro, non possiamo usare il termine pompino in un posto come questo.

Amavo quella donna.

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