Pompino natalizio



Avevo trovato un’impiego temporaneo durante il periodo natalizio. Dovevo fare l’assistente di Babbo Natale, al centro commerciale, mentre i bambini andavano da lui, a dire cosa avrebbero voluto ricevere. Era la classica scena che si poteva vedere all’interno di tutti  i centri commerciali della nazione, durante il periodo natalizio.

Non sapevo esattamente chi c’era sotto il costume di Babbo Natale, ma ricordo che mi guardava nello stesso modo in cui un maniaco, guarda la sua prossima vittima. Il mio abitino di assistente, era molto corto e se non fossero stati per i leggins verdi, poteva risultare quasi erotico, in quanto l’abitino, terminava direttamente sul sedere, lasciandolo completamente scoperto. Avevo passato diverse ore ad aiutare i bambini a salire sulle gambe di Babbo Natale, sentendo gli occhi di quel porco mascherato, che s’infilavano ovunque. Ammetto che in qualche modo mi eccitava, che qualcuno mi fissasse il culo, le tette e le labbra in quel modo. Quando il nostro turno era finito, Babbo Natale, prima ancora di cambiarsi d’abito, mi chiese se io avevo qualcosa da chiedere come regalo, invitandomi a sedermi sulle sue gambe. L’invito non era malvagio e il calore della sua voce mi aveva fatto bagnare la figa, facendomi accettare. Mi ero seduta sulle sue gambe e sotto di me, potevo sentire un qualcosa di duro, che premeva contro il mio culo. Prima ancora di sedermi, Babbo Natale si era arrapato. Mentre parlavo, le sue mani si muovevano sulle mie gambe, che allargai leggermente, offrendogli la via tra le mie coscie. Ero eccitata al massimo e sentivo che sotto di me, il cazzo si muoveva, cercando di farsi sentire meglio sul mio culo. Una mano di Babbo Natale sali’, arrivandomi alle tette, mentre sentivo le dita dell’altra mano, che mi stavano stuzzicando il clitoride dai leggins verde.

Lo guardavo con la bocca semi aperta, mentre lui mi sorrideva e mi toccava. Poi le sue labbra si avvicinarono verso le mie orecchie e quello che venne fuori, mi trasformo’ nella piu’ grande puttana del polo nord. ” Succhiamelo “, era tutto quello che mi aveva detto, in modo cosi’ diretto e sporco, che mi aveva fatto sentire sporca, abusata, violata e puttana. Mi alzai dalle gambe e mi misi in ginocchio, cercando di capire da dove potevo far uscire il cazzo di Babbo Natale, che tanto volevo succhiare. Abbassai direttamente il pantalone rosso, impugnando quel cazzo che era cosi’ caldo e duro. Affondai la mia faccia tra le gambe di Babbo Natale, facendo scivolare tra le mie labbra quel cazzo caldo, fino alle palle. Le sue mani si misero sulla mia testa, spingendomi verso il basso, sentendo il suo cazzo quasi nella gola. Avevo le palle quasi in bocca e che mi bloccavano il respiro. Quanto mi stavo eccitando. Mi lasciai abusare e continuai a succhiare quel cazzo con un’avidita’ che non avevo mai avuto prima. La mia testa andava su e giu’, leccando il tronco e succhiando quella grossa cappella calda. Lui gemeva e io piu’ di lui, mentre la mia mano era ben salda tra le mie gambe, masturbandomi ferocemente. Avevo i leggins bagnati da quanto mi ero eccitata e strofinavo la mia mano, sentendo le labbra.

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Le sue mani mi ripresero nuovamente la testa e spinsero giu’, facendo arrivare il cazzo nuovamente nella gola, quando improvvisamente, calda sborra cominciava a colare dalla cappella. Sentivo il suo cazzo pulsare, mentre le palle erano ben salde sulle mie labbra, impedendomi di respirare. Dai lati, scivolava fuori bava mista alla sborra, che continuava a fuoriscire dalla cappella di Babbo Natale. Succhiavo la sborra, ingoiandola quanta potevo, mentre sentivo che il suo cazzo, cominciava ad ammosciarsi, fino a scivolare fuori dalle labbra, lasciando uscire un’ondata di saliva, mista alla sborra.

Non volevo tanto da Babbo Natale quell’anno, tranne di aspettarmi dopo ogni turno di lavoro al centro commerciale.



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