Pompino con mia madre

pompino ad un cazzo nero

Era venerdi’ sera, a casa con le amiche per un pigiama party fuori programma. Si parlava delle solite cose, di ragazzi fighi, di chi ti vorresti scopare, cosa faresti se il ragazzo dei tuoi sogni appare improvvisamente, scarpe e tante altre frivolezze femminili. Ad un certo punto pero’, ci eravamo ritrovate a parlare di mamme, non ricordo come mai, ma ricordo solo che ci raccontavamo di alcuni momenti imbarazzanti causate dalle mamme e di come loro non capiscono come i loro discorsi possono essere noiosi e soprattutto antichi. Tutte avevano qualcosa da dire contro le loro madri, mentre io invece avevo imparato a fare una bellissima cosa grazie a mia madre. Cominciai il mio racconto subito dopo aver cambiato musica, tanto per dare un atmosfera diversa alla storia.

La mia lezione con mamma ebbe luogo nel parco, dove spesso lei mi raccontava di fare cose divertenti. Quel giorno, disse che mi voleva portare con lei, cosi’ andammo, spinte anche da un sole caldo.  Nella parte ovest del parco, erano locati i bagni, ossia 2 sanitari da cantiere, uno per donne ed uno per uomini, posizionati a qualche metro di distanza tra di loro. Mi disse che quel bagno era magico, cosi’ mi prese per mano e mi porto dentro quel bagno magico. Entrammo entrambi anche se eravamo un po strette. Notai che il bagno era al quanto pulito per essere pubblico e che i rotoli della carta igenica, si trovavano su entrambe le pareti del bagno. Mia madre resto’ in piedi appoggiata alla porta, indicandomi di sedermi sulla tazza, con il coperchio abbassato e cosi’ feci.

Mentre eravamo in silenzio, potevo notare nel sorriso di mia madre l’impazienza per l’arrivo della magia e mentre stavo per chiederle cosa esattamente sarebbe dovuto succedere, da entrambe le pareti, le carte igeniche si mossero, spinte da 2 cazzi duri che si fecero spazio. Rimasi incredula dall’accaduto mentre mia madre era molto contenta da quella vista, al punto che ne impugno’ uno ed incomincio’ a masturbarlo. Mi guardo’ aspettandosi che feci lo stesso con il cazzo di destra, che era talmente grosso che per poco non mi arrivava fino alla faccia. Lo toccai, era la prima volta che vedevo un cazzo di carne davanti a me. Accarezzai la cappella e pian piano incominciai anche io a masturbarlo come faceva anche mia madre.

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Mentre lo masturbava, mia madre usava un dito della mano libera per fare dei cerchi sulla punta della cappella e nuovamente mi guardo’ per assicurarsi che lo feci anche io. Piu’ lo masturbavo e piu’ potevo sentire tra le mie gambe una sensazione di calore, delle vampate di calore misto piacere che mi spingevano a masturbare con piu’ velocita’, mentre con l’altra mano incominciai a toccarmi la figa per la prima volta, sentendola tutta eccitata. Per facilitarmi le cose, infilai la mano sotto i pantaloni in modo da potermi massaggiare meglio la figa che era tutta umida e calda. Mia madre mi guardo’ soddisfatta ed imrpovvisamente si mise la cappella in bocca ed incomincio’ a succhiare il cazzo, andando avanti ed indietro con la testa, a ritmo sostenuto ma costante. Inizialmente avevo un senso di nausa al pensiero di mettermi quel cazzo in bocca, ma il piacere che sentivo mentre mi toccavo la figa mi spinse ad aprire la bocca ed infilarmi quel cazzo in bocca. Aveva un sapore strano, incominciai a succhiare la cappella e copiando i movimenti di mia madre, lo prendevo tutto dentro e lo facevo riuscire, fermandomi sempre alla cappella, aumentando di velocita’ man mano che il piacere aumentava. Non mi accorsi che ormai avevo 2 dita infilate nella figa e che mia madre si stava spompinando il cazzo con una voglia impressionante, in quanto ero presa a succhiare velocemente quel cazzo che sembrava si stava gonfiando leggermente dentro la mia bocca, fino a quando non un liquido denso, aspro e molto caldo non mi riempi’ la bocca. Mi bloccai mentre il cazzo continuava a lasciarmi la sua sborrata in bocca, continuando pero’ a succhiare la cappella, come appunto stava facendo mia madre. Mi tolsi il cazzo di bocca ed ingoiai quella sborrata aspra e molto calda di un cazzo che aveva tutta la cappella rossa. Mia madre aveva le labbra sporche di sborra e si puli’ con la carta igenica. Ci sorridevamo a vicenda come 2 bambine che avevano appena trovato il nascondiglio delle caramelle. Uscite dal bagno, andammo a mangiare un panino sedute sulle panchine.

Finito il mio racconto,le mie amiche mi guardavano con aria attenta ed in parte anche sorpresa. Quello fu l’ultimo pigiama party in quanto da quel giorno, facemmo tante scampagnate al parco.

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