Perquisizione aeroportuale



Le vacanze erano finalmente arrivate e io avevo prenotato una settimana su una fantastica isola. Ero sull’aereo, impaziente di rotolarmi su una bianca sabbia e di nuotare in fantastiche acque incontaminate. Visto il lungo volo, era previsto uno scalo di qualche ora, in una citta’ che si trovava a meta’ strada tra la mia settimana di ferie e la mia casa.

L’aereo era atterrato e insieme a tutti gli altri passeggeri, eravamo usciti, entrando nella zona dello scalo dell’aeroporto. Un’agente dello scalo, stava richiamando alcune persone, per un controllo ai bagagli a mano. Chiamo’ anche me, dicendomi che avrei dovuto seguirlo nell’ufficio, in quanto qualcosa di illegale era stato trovato all’interno del mio bagaglio da stiva. Ricordo che la paura e il panico si erano impossessati di me e sapendo di essere completamente innocente, entrai nell’ufficio dell’agente dello scalo. La porta si era chiusa dietro di me, con l’agente in piedi, che mi guardava tutto il corpo, con un’aria leggermente eccitata. Avevo abbassato lo sguardo e avevo notato un rigonfiamento tra le sue gambe, che a sua volta, stava eccitando anche a me. L’agente comincio’ a parlarmi della sicurezza, chiedendomi di confessare la provenienza di cio’ era stato trovato nel bagaglio. Io dissi che non ne sapevo niente e l’agente, con un tono comprensivo, mi aveva detto che una bella donna che viaggiava da sola come me, sicuramente poteva essere aiutata. La sua mano era scivolata sul suo rigonfiamento, guardandomi dritto negli occhi. Si stava strizzando il cazzo, aspettando la mia reazione. Io mi ero alzata e mi ero girata, mettendomi a pecora sulla scrivania e sollevando la gonna. Girai la testa e invitai l’agente a farmi una profonda perquisizione, con il tono piu’ sensuale che avevo. Ero molto eccitata e sentivo le labbra della mia figa, sgocciolanti e vogliose. L’agente si avvicinava, mentre si stava tirando fuori il cazzo dalla zip, senza slacciarsi i pantaloni. Sentivo le sue mani che mi palpavano il culo, strizzandolo, mentre con l’altra mano, mi stava spostando la mutandina.

Poi il suo cazzo duro e caldo si era posizionato tra le mie chiappe e si muoveva su e giu’, utilizzando il mio culo per masturbarsi. Sentivo il suo respiro pesante e la mia eccitazione mi faceva gemere. Poi sentivo la sua cappella che si muoveva tra le umide labbra, scivolando dentro di me con molta facilita’. Sentivo la sua calda carne che si muoveva in profondita’ dentro me, mentre l’agente mi teneva ben salda dai fianchi. Aveva spinto il suo cazzo in profondita’ ritirandolo fuori in modo molto veloce. Il suo corpo cominciava a sbattere contro il mio culo, con il suo cazzo che entrava e usciva in modo veloce e violento. Ogni tanto, l’agente mi dava delle sculacciate facendomi godere sempre di piu’. Mi tirava i capelli indietro, facendomi sentire una puttana in calore, mentre mi stava scopando a pecora nel suo ufficio. Sentivo fuori le comunicazioni dell’aeroporto, mentre il corpo dell’agente, continuava a sbattere con violenza contro il mio. Poi sentivo il suo pollice, premere contro il buco del mio culo, fino ad entrare. Come ero eccitata, mi sentivo violata, mentre il cazzo dell’agente mi scopava e il suo dito mi stava allargando anche il buco del culo.

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Sentivo il suo cazzo gonfiarsi e il suo dito muoversi sempre piu’ veloce nel mio culo. Poi il suo cazzo usci’ fuori e l’agente mi prese dai capelli, portando il suo cazzo davanti alla mia bocca. Stava spingendo il suo cazzo sulle mie labbra e lo lasciai scivolare nella mia bocca. Improvvisamente, nella mia bocca, un getto di calda sborra colava sulla mia lingua, mentre sentivo il suo cazzo pulsare. Vedevo l’agente tremare mentre nella mia bocca, il suo cazzo umido della mia figa, continuava a riempirmi la bocca di sborra. Succhiavo con avidita’, fino a quando non era abbastanza moscio da scivolare fuori. Guardai l’agente, ingoiando tutta la sborra. Sorrisi all’agente, con le mia labbra umide di sborra chiedendo se aveva trovato qualcosa di illegale in me. Lui mi rispose di no, dicendomi che ero libera di andare, augurandomi una buona vacanza.



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