Patatine cremose

bionda pompinara

Era un pomeriggio dove io e la mia amica eravamo andati al cinema per vedere un film che attendevamo da un bel po’, purtroppo pero’, il film si era rivelato molto diverso da cio’ che invece ci si aspettava, restando comunque un buon film. Eravamo a mangiare un boccone in uno di quei fast food di qualche catena internazionale americana, dove con pochi euro, ti mangiavi un enorme hamburgher, delle patatine fritte e un bel mezzo litro di coca cola, mischiata con dell’acqua e del ghiaccio.

La mia amica era vestita in un modo molto provocante quel giorno, con una minigonna, tacchi alti e del trucco. Sembrava una giovane prostituta che mi portavo in giro. Gia’ durante il film, i miei occhi guardavano spesso le sue gambe quasi tutte nude e in diverse occasioni le mie mani venivano prese da lei, nei momenti di suspance, e rilasciate cadere, diverse volte tra le gambe, dove potevo sentire il calore delle sue coscie e dalla sua piccola figa. Anche lei metteva le mani sulla mia gamba e con dei sobbalzi, forse di paura, la sua mano finiva sempre dove ci stava il rigonfiamento del mio cazzo semi duro, strofinandolo con il dorso della mano. Eravamo ora, faccia a faccia al fast food, seduti uno davanti all’altra, nel piano superiore del ristorante, dove apparentemente, eravamo solo noi due, anche se al primo piano invece, la gente era tanta al punto di non riuscire a trovare posto dove sedersi.

Mangiavamo in silenzio e mentre la guardavo, rivivevo tutte le situazioni erotiche del cinema, facendomi diventare il cazzo duro. Anche lei sembrava pensare a qualcosa, ma cosa stesse pensando, non lo so. Cio’ che sapevo, e’ che le volevo sborrare addosso. ” Senti Luisa.. “, cominciai io, principiando una richiesta che ormai non potevo piu’ evitare ” Me lo fai un pompino? “. Lei mi guardo’ con occhi grandi e confusi, inizialmente cercando di sembrare offesa, ma finendo poi con un sorrisino ” Qui..ora? “, fu la sua risposta, alla quale risposi con il cenno del capo. Cosi’ lei scivolo’ sotto il tavolo, dove io avevo gia’ tirato fuori il cazzo, in quanto era diventato duro e mi dava fastidio nei jeans.

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Con un sorriso malizioso, mi guardo’, prima di aprire la bocca e metterci dentro la cappella, succhiandola con golosita’ e con voglia. I suoi occhi erano vogliosi, tanto quanto la sua bocca, dalla quale entrava e usciva il mio cazzo, scivolando tra le sue labbra, piene di quel rossetto rosso che tanto la faceva sembrava una puttana. La sua testa saliva e scendeva, con il mio cazzo che entrava e usciva, accolto da una lingua che all’interno, leccava la mia cappella. Tutta quella situazione, cosi’ al pubblico, rendeva la cosa piu’ eccitante per entrambi e io sentivo che ero vicino al venire. Lei mi succhiava il cazzo, masturbandolo con l’altra mano, mentre io godevo, con la bocca semi aperta, emanando dei gemiti di piacere. La mia respirazione diventava sempre piu’ veloce, come le sue labbra che scivolavano sul tronco del mio cazzo e sulla mia cappella. La sua mano, sul tronco, poco sopra le palle, masturbava il mio cazzo in modo costante e veloce, mentre i suoi occhi, vogliosi ed eccitati, erano fissi suoi miei.

Poi il mio orgasmo esplose nella sua bocca, con i muscoli del mio corpo che irrigidivano, mentre tra le sue labbra, il mio cazzo schizzava calda e densa sborra, che lei ingoiava, mentre continuava a succhiare la cappella. La sua mano continuava a masturbarmi, in modo da farmi uscire tutta la sborra, che lei succhiava fuori dalla mia cappella e che ingoiava con gusto.

Poi torno’ al suo posto, dopo che il mio cazzo era ben pulito e moscio, pulendosi della sborra rimasta sul labbro con una patatina croccante, mangiandola con la calda e densa crema.

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