Padrona clemente



Racconto erotico di BDSM

Si chiese se quello sarebbe stato un giorno glorioso per lui, mentre lei lo stava ammanettando al tagolo, infilandogli anche una maschera di pelle sulla testa. Nel silenzio, lei era li, che con le sue unghie, tracciava sul suo torace, delle strade rosse, fino ad arrivargli ai capezzoli, che strizzo’ con forza, ” Sei pronto? ” , la risposta, a testa bassa e con tono sottomesso, non si fece attendere troppo ” Si mia padrona, sono pronto “.

” Quanto tempo e’ passato? “, chiese lei, mentre muoveva la sua mano, passando da una coscia nuda all’altra, fissandolo negli occhi, ” 4 settimane padrona “, chiese con tono quasi impaziente, mentre poteva anche notare che all’interno della maschera, l’aria mancava velocemente, come tutte le altre volte che era stato da lei. ” Dovrebbe fare in fretta padrona, in modo da vedermi soffrire, per via della sua mano esperta “, la sua impazienza usci’ finalmente allo scoperto. ” Ti potrei torurare senza scioglierti piu’ lo sai ? ” , chiese lei, con un pizzico di malizia nel tono della sua voce, in modo da essere piu’ credibile, ” Lo so padrona, ma non preferisci vedermi soffrire, mentre ti chiedo di dare un’erezione al tuo cazzo servitore? “, fu la risposta alla provocazione, sperava in un orgasmo, senza avere il coraggio di chiederlo.

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” Sicuramente questo ti piacerebbe ” disse la padrona, ” Vero? “, chiese, mentre comincio’ a masturbare quel cazzo mezzo moscio, osservando con la coda dell’occhio, la reazione del servo ammanettato al tavolo. Il silenzio lo preoccupava, mentre lei si divertiva a far diventar duro quel cazzo schiavo. Quando il cazzo divento’ totalmente duro e il respiro del servo pesante, la padrona si blocco’ guardando severa il suo prigioniero, ” Ma non ti vergogni? Sempre e solo a pensare al cazzo, in questo mondo dove tutti sborrano ovunque, tutti scopano ovunque ” lo rimprovero’, schiaffeggiandogli il cazzo e strizzandogli violentemente le palle. ” Perdono padrona, perdono, e’ stato piu’ forte di me, perdonami ” cerco’ invano di farsi perdonare per l’erezione, mentre lei continuava a prendergli il cazzo duro a forti sberle.

Impugno’ nuovamente il cazzo con la sua mano, coperta da un guanto di pelle, segnando dei cerchi sulla sua cappella, andando su e giu’ sul tronco del cazzo, studiando scrupolosamente le reazioni del suo schiavo. Quando il suo respiro era abbastanza pesante, chiese ” Sai cosa mi piace vero? Perche’ non ti sento piagnucolare? “, mentre parlava, la velocita’ del suo massaggio aumentava, cosi’ come il respiro del prigioniero, alle prese con una gloriosa sborrata in arrivo. Quando sembrava che stava per venire, lei si fermo’ e comincio’ a strizzare con forza le palle, ridendo ad alta voce ” Ti piacerebbe che ti lasciassi sborrare sul mio guanto “, lui si dimeno’, sentendo che l’orgasmo era sempre vicino, ma ora un po’ piu’ lontano. ” Ti prego padrona, non fermarti ora, ti prego “, frignava il povero prigioniero. Lei era in piedi davanti a lui, che gli strizzava le palle e gli sputava addosso ” Porco, ti piacerebbe “, improvvisamente, prese il cazzo con forza e lo masturbo’ con ferocia, facendolo schizzare e soffrire come un cane.

Dimenandosi in cerca di fuga, lo schiavo era li, mentre la padrona continuava a masturbargli la cappella, facendo dei cerchi su e giu’ per il tronco, facendolo soffire, mentre ogni tanto, tirava dei forti schiaffi sulla cappella appena sborrata. Si puli’ il guanto sborrato sulla sua faccia, mentre lo slegava. Usci’ fuori dalla stanza, senza mai guardare indietro.

 



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