Orgasmo alla finestra

Girava per casa in maglietta e pantaloncini corti. Riusciva ad essere bella come nessun’altra donna era in grado di risultare ai miei occhi.
Abitava nel palazzo difronte al mio. Mi capitava molto spesso di guardarla. Metteva a letto suo figlio e, una volta sola, guardava la televisione per un paio d’ore.
Come ogni donna molto impegnata quelle due ore erano il top della sua giornata, mentre il resto della città dormiva sogni sereni.
Era inconsapevole del fatto che anche per me quelle due ore erano estremamente importanti.
La guardavo per tutta la durate delle sue trasmissioni, sperando che non si voltasse mai verso di me. Quando andava a letto, anche io mi ritiravo nelle mia stanze, pensando a lei per tutto il resto della nottata.
Era diventata una sorta di ossessione e ogni vola che mi capitava d’incontrarla per strada con il cane, un’erezione senza precedenti esplodeva nel mio basso ventre.
Ci salutavamo a malapena. Io conoscevo il suo nome, ma lei ignorava il mio ed era giusto così, perchè le divinità non doveva conoscere le generalità dei loro devoti.
Quella sera capitò qualcosa di molto particolare.
Come ogni notte stavo fumando una sigaretta, guardando quello spettacolo di donna, distesa sul divano con il seno strizzato in una striminzita maglietta.
Stava bevendo una bibita fresca, quando ad un tratto il bicchiere le si rovesciò addosso. Non potevo credere ai miei occhi; stava per succedere davvero.
Si alzò e, dopo essersi controllata la maglietta, se la sfilò lanciandola a terra.
Senza pensarci due volte, tirai fuori il cazzo ed iniziai a masturbarmi davanti a quel panorama spettacolare.
Si avvicinò alla finestra osservando la città illuminata. Se solo avesse alzato lo sguardo di qualche metro avrebbe incontrato il volto di un pervertito intento a toccarsi spiandola.
Mi concentrai particolarmente sul suo seno color ebano, costretto in un reggiseno bianco.
Quando ritornai sul suo viso, notai che il suo sguardo aveva incontrato il mio. Era troppo tardi per fare marcia indietro. Aveva già capito ciò che stavo facendo.
Rimasi paralizzato dalla vergogna. Cos’avrei dovuto fare? Chiudere le tapparelle? Scappare in un altro paese?
Proprio quando i pensieri sembravano arrivare a soluzioni suicida, lei iniziò ad accarezzarsi il seno, sorridendomi.
Incerto sul da farsi, ripresi a masturbarmi. Era veramente bella. Mi sentii come quei miracolati che in passato avevano visioni religiose e cose analoghe.
Una dea si era accorta di me.
Com’era possibile?
Si tolse il reggiseno, mostrandomi quello che fino a quel momento avevo solo potuto immaginare.
La mia mano cominciò a muoversi più svelta, mentre l’eccitazione continuava a crescere, come la voglia di vivere in un condannato a morte.
“Cazzo, quando vorrei che fossi qui.” dissi.
Non poteva aver capito le mie parole, ma sorrise, lasciando scivolare una mano tra le sue mutandine.
In due differenti appartamenti, entrambi ci stavamo masturbando guardandoci a vicenda. Era una cosa estremamente eccitante.
Forse era proprio ciò di cui aveva bisogno. Non era un tradimento ai danni di suo marito, sempre in viaggio par affari, quanto più un escamotage erotico.
Intingendo un dito nella bevanda fredda, si passò un po’ di liquido sui capezzoli, alimentando ancora di più le mie già malate fantasie erotiche.
Cosa mai potevo fare, se non rimanere muto a godermi un amplesso più unico che raro?
La sborra fuoriuscì dal mio pene come una sorta di fucile a pressione. Macchiai le tende e il muro, ma nulla era più importante di quell’orgasmo.
Avrei riguardato mille volte quella macchia, ricordandomi di quando la donna più bella del mondo aveva ricambiato il mio sguardo e in quello anche la mia eccitazione, facendola anche sua.
Per molti potrebbe risultare difficile da capire, ma quello fu uno dei momenti più erotici della mia intera vita. Era una donna meravigliosa oltre ogni immaginazione e per qualche istante di piacere, abitammo nella stessa galassia orgasmante.

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