Mosca cieca

Ragazza bionda si fa sborrare in faccia da un cazzo nero e grosso

Penso che poche persone nella loro vita possono dire di non aver mai giocato a mosca cieca, uno dei classici giochi che si facevano da bambini, insieme ad “1,2,3 stella” , battimuro, nascondino e via dicendo. Mosca cieca del resto era un gioco molto adatto alle feste di compleanno, una bambino si bendava e gli altri gironzolavano intorno fino a farsi prendere appunto dalla…mosca cieca.

Era il mio ventesimo compleanno e con la presenza di molti amici d’infanzia, il gioco della mosca cieca sembrava quasi dovuto, anche in  memoria dei tempi che furono. Non eravamo tante persone alla fine, circa una decina, ma di veri amici, vogliosi e divertiti dall’idea di quel gioco, specie dopo aver scolato litri di bevande alcoliche. Il sorteggio indico’ me come prima mosca cieca e cosi’ venni bendata e girata 3 volte da un lato e 3 da un’altro prima di essere lasciata libera. La testa mi girava, anche grazie alla birra e sentivo le risate dei miei amici tutte  intorno a me. Poi una mano, mi diede una piccola sculacciata, prendendomi di sorpresa. ” Hey, fate i seri ” , fu la mia divertita protesta, anche perche’ una piccola sculacciata ogni tanto faceva piacere. Poi un’altra mano mi strizzo’ una tetta mentre un’altra il sedere. La cosa cominciava ad eccitarmi, tutta bendata in mezzo ad un gruppo di persone arrapate. Sotto potevo sentire come la mia figa diventava pian piano sempre piu’ umida, mentre io, toccata da tutti, emanavo delle risatine da sgualdrinella conseziente.

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Camminavo in giro, con cautela, alla ricerca di qualcuno da toccare, inseguendo respiri e risatine e soprattutto, quelle mani che mi toccavano ovunque. Una mano mi tocco’ perfino la figa e una, mi abbasso’ il top, lasciandomi con le tette all’aria. Come mi piaceva. Mi faceva sentire impotente e facile preda. Sentivo mani che mi toccavano tette da tutte le parti, poi alla fine qualcosa afferrai. Era una cosa dura e lunga. Cominciai a strizzarla un po per capire, la toccai con entrambe le mani e alla fine capii che era un cazzo duro. Feci un sorriso malizioso e con gli occhi bendati mi portai quel cazzo in bocca, cominciandolo a succhiare, mentre intorno, le mani si erano posate ovunque su di me. Mi avevano anche abbassato la gonna e la mutanda e messa a pecorino, in modo da toccarmi meglio, il tutto, mentre ero li che beata e con goduria, succhiavo quel cazzo caldo e duro, sentendo il suo proprietario respirare forte e gemere. Mi schiaffeggiavo la faccia con quel cazzo, leccandolo con forza sulla venatura che collegava palle e cappella, quella che pulsa mentre sborra.

Delle dita si muovevano tra le umide labbra della mia figa, mentre altre entravano e uscivano dal mio culo. Mi sentivo un oggetto sessuale, dove far scaricare un branco di uomini arrapati. Mentre il cazzo scivolava tra le mie labbra, alternando succhiate a leccate di palle, le dita che entravano nel mio culo, si trasformarono in un duro cazzo che mi penetro’ tutta, aprendomi il culo, facendomi lanciare un grido di piacere. Ero cosi’ eccitata che mi stavo divorando quel cazzo con cosi’ tanto gusto, mentre dietro di me, un duro cazzo scivolava tra le mie chiappe, facendosi strada dentro il mio culo, entrando e uscendo con forza e velocita’. Poi, a lato della mia faccia, arrivo’ uno schizzo di qualcosa di caldo e denso, mentre succhiavo la cappella come una vogliosa cagna. Qualcuno mi stava sborrando in faccia, mentre 2 cazzi mi scopavano. In bocca, dalla cappella comincio’ ad uscire del caldo e denso liquido, sborra che schizzava sulla mia lingua, mentre il cazzo pulsava tra le mie labbra. Un’altra sborrata mi colpi’ sulla schiena e un’altra sempre in faccia, ma dall’altro, imbrattandomi i capelli. Dietro di me, il cazzo mi stava violentando il culo, fino a riempirmelo di calda sborra, sentendo come pulsava dentro di me, mentre leccavo dei cazzi sborrati che mi venivano messi tra le labbra.

Poi il gioco riprese, con tutta la mia faccia sgocciolante di sborra e il buco del mio culo aperto e riempito come un cannolo.

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