Mettersi alla prova



Sempre il solito pensiero, in queste occasioni…”speriamo non succeda un incidente”. Sai che imbarazzo, trovarsi davanti ai soccorritori, vestita di un soprabito e il sotto solo di corde…chissà che faccia farebbero…che vergogna proverei. Vabbe, non è poi così distante, e l’autostrada è scorrevole, quindi meglio pensare a stemperare l’agitazione, e a regolare la velocità in base all’ora che devo arrivare. Esco all’uscita di Vicenza e vedo subito l’immenso parcheggio nei pressi del casello, sono in anticipo di qualche minuto, il tempo di pagare e entro nel parcheggio. Mi dirigo verso il punto più lontano guardando le auto, e individuo poco distante il suv nero. Come d’accordo, parcheggio a una decina di posti di differenza. Spengo l’auto e faccio un gran respiro, sono tesa, ma non ho tempo per i ripensamenti. Scendo e mi avvio verso il suv, le corde sotto il soprabito stringono un po’, ma mi piace sentirle sul mio corpo. Non sono state una sua scelta, aveva solo chiesto se mi piacesse qualcosa di particolare, qualcosa che mi facesse stare bene, e gli ho parlato delle corde, di come mi facciano provare un sensazione di dominazione su me stessa. Così, l’abbigliamento l’ho scelto io. Lui tutto il resto, e le regole sono poche ma dannatamente precise. A pochi passi dal suv noto che ha vetri scuri, ma si vede la luce interna accesa. Apro la porta posteriore e salgo. In silenzio mi siedo al centro del sedile, tolgo il soprabito, porto le braccia lungo i fianchi, apro la bocca, e aspetto…aspetto… Cerco di vederti senza guardarti, sei seduto al volante e sfogli con noncuranza un giornale, sembra che io non esista, posso essere qui da un minuto come da un ora, non ho il senso del tempo, sento solo la tensione. Mi stai mettendo alla prova, dato che situazioni come questa per me sono completamente nuove, vuoi assicurarti che possa fare esattamente quello che chiedi. Se supero questa, farai anche il resto. All’improvviso si sentono delle voci all’esterno, delle persone si stanno avvicinando all’auto, precisamente a quella parcheggiata davanti a noi. Sono due coppie, notando la luce accesa si girano verso il suv. Mi sento avvampare, non so se realmente mi vedano, ma la vergogna è tanta, ho la tentazione di chiudere la bocca, ma noto i tuoi occhi che mi fissano dallo specchietto retrovisore. Resto immobile, cerco di calmare la mente, prima o poi se ne andranno, e poi non mi conoscono, e io sono lontano da casa, non mi vedranno mai più. Respiro….e aspetto che se ne vadano. Appena parte l’auto pieghi il giornale e lo getti sul sedile, spegni la luce e smonti. Il tempo di sospirare e sei davanti a me, in ginocchio sul sedile. Mi afferri le ginocchia e mi fai scivolare leggermente verso il basso. Davanti ai miei occhi le tue mani si slacciano la cintura e fanno scorrere la zip. Mi ritrovo schiacciata tra il sedile e il tuo bacino, con il cazzo tutto in gola. Non sei del tutto in erezione e già mi riempi la bocca. Sei estremamente dotato e faccio fatica a respirare. Ti muovi su e giu nella mia bocca, ti sento crescere e diventare duro come il marmo. Aspetto il momento che ti staccherai per girarmi, ma tu continui a scoparmi la bocca, ho la mascella che inizia a farmi male tanto devo tenerla aperta, la saliva mi cola sul mento. Ti sento gemere, mi afferri per i capelli e mi muovi la testa sul tuo cazzo. Quando ti pianti tutto in gola sento un primo fiotto di sperma riempirmi la gola e cerco di staccarmi. Non era previsto che mi venissi in bocca. “Ingoia” mi dici, mentre continui a scaricati nella mia bocca. Ti sfili per metà, e ingoio a fatica. Hai il respiro affannato, ma ricominci a muoverti per fartelo diventare duro. Quando esci all’improvviso resto ferma e ti guardo, poi mi ricordo e mi giro veloce. Allargando le gambe mi accorgo che sono incredibilmente eccitata. Sento le labbra della vagina che si aprono e gli umori che mi colano sulle cosce. Non mi ero mai eccitata così solo per un pompino. Ti adagi totalmente su di me, ti sento strisciare il cazzo tra le labbra e poi su tra le natiche. I miei umori si spandono sul tuo cazzo. Punti la cappella tra le natiche mi afferri per i fianchi e spingi. Non è la prima volta che vengo inculata, ma il tuo cazzo è enorme e la fitta di dolore è intensa. Non ti fermi e ti pianti dentro tutto in una volta. Trattengo il fiato e pure un lamento. Se soffro, hai detto, devo farlo in silenzio. Mi afferri per i seni, che legati diventano come due meloni duri, ti sfili quasi tutto dal mio culo e lo ripianti dentro. Continui così per alcune volte, piano, poi quando il mio sfintere si abitua al tuo ingombro, inizi a pompare. Sento il tuo cazzo che mi apre letteralmente. Al dolore iniziale si mischia un piacere perverso. Mi stai inculando in maniera selvaggia, violenta, eppure mi sto eccitando. A ogni colpo le tue palle sbattono sulla mia figa grondante di umori. Alterni colpi veloci con affondi lenti dove lo pianti dentro tutto e mi sembra che tu voglia entrare sempre più dentro di me. Dopo un infinità ti sento irrigidirti, il respiro affannato sul mio collo e un solo gemito a spezzare il tuo silenzio mentre mi scarichi densi fiotti di sperma nel culo. Quando ti sfili, una sensazione strana, mi sembra di avere il buco ormai così allargato che temo rimarrà così per sempre. Nemmeno il tempo di riprendermi che sei già vestito, mi passi il soprabito e mi ordini di vestirmi veloce e uscire. Appena scesa e l’auto scorre alle mie spalle. In un attimo sono sola, in piedi in mezzo al parcheggio, un turbinio di emozioni che mi pervadono, che non riesco a definire bene. Odio gli uomini che ti trattano come un oggetto, solo per il loro puro piacere. Mi riscuoto dai miei pensieri e mi avvio verso la mia auto. Si, immaginavo fosse un uomo così, ed è per questo che volevo incontrarlo. Mentre cammino sento lo sperma che mi cola tra le gambe mischiandosi con i miei umori. È una sensazione che trovo sempre eccitante. Sorrido, sapevo che era così. D’altronde l’annuncio sul sito di incontri non lasciava molti dubbi, anche se la descrizione era scarna.
Sesso: uomo
Descriviti: 25×19
Cosa cerchi: un culo da sfondare!

Autore:
Ladymustang

Blog: I Racconti Erotici, Racconto: Mettersi alla prova

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