Martina e lo scaricatore di porto



Racconto erotico di una sborrata in faccia

Uscì da scuola in fretta e furia, salutando le sue amiche senza perdersi nelle solite moine per prendere l’autobus che l’avrebbe portata verso il porto.
Durante la ricreazione aveva limonato col suo fidanzato e dopo poco gli aveva anche fatto una sega, ma non le importava praticamente niente di lui. Era fatta così, non è che non provasse pudore o cose del genere; semplicemente era una di quelle ragazze che non riuscivano a gestire la correlazione tra figa e cervello.
Sarebbe stato troppo semplice darle della troia, perché in realtà Martina era qualcosa di molto più complesso.
Aveva solamente diciassette anni, eppure ne dimostrava almeno venti. Gli atteggiamenti erano quelli di una ragazzina, ma l’esteriorità sembrava essere già quella di una donna.
Era molto ambita a scuola e tutti ragazzi volevano portarsela a letto. Lei non si concedeva proprio a tutti, preferiva andare con ragazzi che la colpivano per qualche motivo, per quanto riguardava la scuola.
Per tutti quelli che si fotteva fuori dalla scuola, vigeva una semplice regola. Dovevano avere più di trentacinque anni.
Era il caso di Vittorio, uno scaricatore di porto. Propio per incontrare il suo bel Vittorio, aveva preso il bus verso il porto della sua città.
Una volta arrivata, si mise a sedere sulla solita panchina, affianco al bar in cui prendevano il caffè tutti gli scaricatori. Accese una sigaretta e puntò lo sguardo su Vittorio, intento a lavorare su di una nave poco distante da lei.
I loro sguardi s’incrociarono. Era bellissima. Molto spesso sembrava una madonna dei dipinti sacri, sebbene di sacro non avesse proprio niente.
Aveva la bocca da pompinara più pronunciata dell’intera nazione.
Poteva far sborrare un uomo solamente con lo sguardo.Vittorio le fece cenno con lo sguardo, indicandole con gli occhi un violetto poco distante.
Martina si alzò e si diresse in quella direzione. Non appena arrivò, gettò a terra la sigaretta che stava fumando, attendendo il suo principe azzurro al retrogusto di scampi.
-Salve principessa.- disse Vittorio, apparendo dall’ombra.
-Dove diavolo eri finito… avevo una voglia di scoparti che a momenti iniziavo a masturbarmi qui.
Era innamorata di lui e non riusciva a capire se anche lui provasse la stessa cosa per lei.
-Sai cosa? Ho una sorpresa per te.- disse.
-Adoro le sorprese.
-Perfetto. Vieni pure Massimo.- disse.
Un uomo emerse dal buio del vicolo.
-Lui è massimo e oggi giocherà con noi.
Martina non disse niente. Non era innamorato di lei. La considerava solamente l’ennesima ragazzina troia che amava farsi sbattere dai ragazzi più grandi. La ferì profondamente, sebbene quella descrizione non differisse molto dalla realtà.
La verità era sempre una doccia fredda.
Non c’era tempo per soffrire; se una troia era quella che voleva, una troia avrebbe avuto.
-Ciao Massimo.- disse, avvicinandosi quell’uomo.
Lo baciò, infilando molta lingua nella sua bocca e iniziando ad accarezzare il pacco dei suoi pantaloni.
Gli venne duro all’istante, ma a chi non sarebbe venuto duro in un solo secondo con una figa del genere davanti?
Vittorio si avvicinò a loro, appoggiando il cazzo sul culo della ragazza.
Lei lo spinse via, tornando a concentrarsi solamente sul nuovo arrivato.
-Ti dispiace se escludiamo dai giochi questo coglione?- domandò, indicando Vittorio.
-No… mi va bene divertirci solo noi due.- rispose Massimo.
-Che cazzo dici Martina?- chiese Vittorio, innervosito.
-Mi piace di più lui. Semplice.
Martina abbassò i pantaloni di massimo, facendo uscire il suo cazzo. S’inginocchiò e lo prese in bocca tutto d’un fiato, iniziando a spompinarlo in quel vicolo buio.
-Accidenti… tu sei proprio un portento. Ma quanti anni hai?
-Diciassette.- rispose lei, tornando subito a lavoro.
Quello doveva essere il miglior pompino di sempre, solamente per far impazzire di gelosia quel coglione di Vittorio.
Come diavolo si era permesso? L’aveva umiliata in maniera viscida e spregevole e lei non l’avrebbe mai perdonato.
Quel cazzo puzzava , ma a lei non importava assolutamente. L’avrebbe ciucciato fino a consumarlo, se quello avrebbe fatto soffrire Vittorio.
-Come sei brava. È difficile trovare una ragazza bella e anche brava a fare i pompini, ma tu… tu le superi davvero tutte.
Non era il massimo della vita, ma quell’uomo era gentile, dopotutto, non come Vittorio.
Martina si accorse che stava per venire e, allontanando la bocca dal cazzo, disse -Vienimi pure in faccia.
Massimo cominciò a masturbarsi, perdendosi in quegli occhioni azzurri, fino a quando non le sborrò addosso.
Vittorio era incredulo. Le aveva chiesto un casino di volte di farsi eiaculare in faccia e lei aveva sempre risposto che non faceva quelle cose e adesso si lasciava venire in faccia da un perfetto sconosciuto?
Martina si alzò e con la faccia piena di sperma, si voltò verso Vittorio.
-È stato molto divertente, non credi?

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