Luna piena

Me la sarò scopata migliaia di volte, mia moglie, e ancora mi comporto come un fidanzatino premuroso che fa di tutto per attirare l’attenzione e guadagnarsi i favori della sua dolce metà. Anzi, della sua dolce, giunonica, ‘doppia’ bambolona che, con le tette che si ritrova, ha deciso di mandare fuori di testa l’intero condominio.

Ormai, non la faccio più neanche uscire: non sopporto le scene che mi tocca subire quando siamo per strada, al supermercato, dal parrucchiere con tutti quegli uomini che se la mangerebbero con gli occhi.

Mi chiederete perché me la sono sposata, una così, che mi ha reso la vita un inferno di gelosia e di disagi. Che ci posso fare, se non riesco a dimenticarla e se, ogni volta che vorrei dirle “Esci dalla mia vita che sei troppo voluminosa per un modesto impiegato come me”, la bocca mi si blocca e riesce ad aprirsi soltanto di fronte ai suoi capezzoloni rigidi e vogliosi?

Sono schiavo della bonona che vedete – non guardate troppo che m’incazzo – e che mi riempie gli occhi di carne dalla mattina alla sera.

acquista pubblicità

Si chiama Luna – le assomiglia quando è piena – e mi fa sempre gli occhioni dolci da innamorata quando le chiedo cortesemente di indossare abiti non troppo scollati e di coprirsi un po’ di più. Già, e dove li trova abiti giusti per la sua taglia?

Non fa un cazzo dalla mattina alla sera e le sconsiglio di uscire di casa, se non per motivi urgenti. A fare la spesa ci vado io, la mattina presto o quando esco dall’ufficio, così evito di stare in ansia. Lo so che, ingenua com’è, se qualcuno trova la scusa di avvicinarla per un motivo qualsiasi, potrebbe scoparsela in ascensore o per le scale.

Abbiamo una gran voglia di avere un figlio ma c’è una cosa che mi preoccupa tanto: come diventeranno le sue tette in maternità? Non riesco neanche ad immaginarmele. E’ meglio rimandare…

Le porto sempre la colazione a letto, prima di uscire di casa. Con una rosa profumata perché è così romantica, la mia Luna… Talmente romantica che, per ringraziarmi, qualche volta non mi fa andar via tanto facilmente.

Mi si struscia addosso e mi scopre il cazzo già in tiro che cerco di nascondere e di placare tutte le mattine per non cedere alla tentazione.

acquista pubblicità

Con una luce strana negli occhi, mi trascina sul divano, mi afferra le palle con una manina delicata e socievole e mi costringe a liberare subito filetti di dolorosa libidine. Una mezz’ora, posso concedermi un ritardo di solo mezz’ora se no il capo, poi, chi lo sente?

Luna starebbe mezz’ora soltanto a ciucciarmi il cazzo, quando ci si mette d’impegno. Si stende di lato e succhia il mio pisello bello dritto che vive solo per le sue ghiandolone ballonzolanti, sincronizzate ad ogni su e giù di bocca.

Combattuto tra dovere e piacere, trovo pure il tempo di svegliarla col suo fallone di gomma, di scambiare slinguate in gustosi sessantanove. Poi, mi alzo di scatto e la infilo in piedi o facendola scivolare ai bordi del divano: quel suo corpo sdraiato supino, aperto e arreso al mio bastone, è perfetto, vellutato, sinuoso.

Mi riempio gli occhi della sua pigra femminilità, morbida e tanta, che trova nelle tettone il pezzo forte delle mie fantasie più porche. Le sollevo le gambe per affondare meglio quelle sue carni floride e ben fatte, tirandole con cura le grandi labbra rosa, due petali da succhiare e manipolare.

A pecorina scopro il suo culo tondo che gioca con le poppe pendenti ai lati, mosse ad ogni bordata cazzuta. La trascino in stanza da letto, dopo un po’. Mi piace starmene ai bordi del letto, adoro farmela sul letto perché lei è una donna da letto, una vacca nata per fare qualsiasi cosa a letto. Nessuna prostituta, nemmeno la più consumata di maschio, riuscirebbe mai a darmi le stesse sensazioni che provo con mia moglie.

E’ così passiva e immobile da somigliare ad una docile giovenca da monta. Mi si accovaccia  sopra  a smorzacandela, mi aizza di fianco, poi si  riposa schiacciandomi col suo peso pettorale, con tutto il suo corpo di burro. Mi schiaffa in faccia i suoi meloni e io sotto mi muovo come un cane per farmi sentire. Gliene presto dentro il più possibile e le do il mio personale buongiorno imbrattandole il musetto intontito d’amore.

Blog: I Racconti Erotici, Racconto: Luna piena

acquista pubblicità

Vota questo racconto erotico !

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (12 voti, media: 3,42 su 5)
Loading...

Altri racconti erotici interessanti: